Alfio
Squillaci

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Ha collaborato alle pagine culturali di “Avvenimenti”, “La Provincia di Sondrio”, “Il Riformista”, "Linkiesta", “Lettera 43”, “Il Calibro”. Dilettante, ha una forte inclinazione per le lettere francesi, ma non resiste agli energici richiami della vecchia formazione filosofica e alle nuove curiosità nel campo delle scienze sociali. Ha un’aspirazione: catturare il lettore [...] con leggerezza, ma non a discapito del rigore delle fonti e dell’argomentazione.

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  • 3° Contenuto Gennaio 2015

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Pubblicato il 31/01/2021

in: La calma dei filistei

dopo ....una comunione intellettuale e morale di tutti», occorre chiudere con le virgolette » di chiusura la citazione di Gramsci

Pubblicato il 31/01/2021

in: La calma dei filistei

Beh Gramsci non partecipò invece alla Guerra per ovvie ragioni. Aveva però scritto in precedenza un pezzo in cui in qualche modo appoggiava la posizione di Mussolini per un neutralismo "attivo e operante", anticamera dell'interventismo. Durante la guerra Gramsci andava al teatro e teneva una rubrica per l'Avanti. Tranquillamente. In seguito proprio l'esperienza della [...] guerra, che non aveva fatto, gli fornì "l'armamentario" verbale per discutere di guerre di posizione e guerra di movimento. Poco prima della guerra teneva un club di "vita morale" dove lui faceva l'excubitor (una sorta di guardia bizantina, o di gesuita "direttore di coscienza") e dove obbligava i tre poveri operai membri del club a confessargli anche i fatti di coscienza. Scriveva espressamente:《Il Club ha nei suoi fini l'accettazione del c o n t r o l l o r e c i p r o c o dell'attività quotidiana, famigliare, d'officina, civile, di ciascuno. Vogliamo che ciascuno abbia il coraggio e l'energia morale sufficiente per c o n f e s s a r s i: vogliamo creare la fiducia reciproca, una comunione intellettuale e morale di tutti, insomma il principio di... Scientology. Chiese pertanto un parere circa le modalità "pedagogiche" della sua scuola in una lettera al pedagogista Lombardo Radice (futuro duro stalinista negli anni '50) in quel momento al fronte che invece aveva scelto l'interventismo democratico e istruiva i soldati in trincea unitamente a Salvemini e ai fratelli Rosselli, uno dei quali Aldo morto al fronte. Radice lo mandò a quel paese con una cartolina. Letteralmente. Le accuse livorose di Gramsci a Turati erano tipiche di chi in quel momento concepiva la lotta politica con molte componenti di acceso fanatismo e settarismo come se fosse stato Turati a scatenare la guerra che per un certo momento Gramsci aveva larvatamente appoggiato (successivamente in carcere Gramsci elaborò altra più moderata strategia come è noto). E comunque fanno il paio le sue accuse con gli insulti che Togliatti scrisse su "Stato operaio" a cadavere di Turati ancora caldo. Storie vecchie che non è il caso di rivangare soprattutto se si oppone, come qui si fa in maniera ellittica, una presunta "purezza" militante di Gramsci rispetto a comportamenti di opportunismo o inerzia, se non di intelligenza con in nemico di classe messi in atto da Turati. Donald Sassoon nel suo libro sui "Cento anni di socialismo" in Europa occidentale evoca una frase di Shakespeare a proposito di Rivoluzionari vs riformisti: combat eterno che sfocia nel paradigma "Coriolano", ossia la sconfitta dei due contendenti. "Che muoiono l'uno a causa dell'altro". Paradigma eterno della sinistra frazionista e scissionista fin dai primi vagiti. E adesso moribonda se non già morta. Forse anche per ragioni come questa.

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Pubblicato il 27/11/2018

in: Alessandro Baricco - The Game - Einaudi Stile Libero, Torino 2018

Dall'oltremondo all'oltremondo. Sono in pieno "Game" dunque, ma senza enfasi. Non sono un vecchio user (oh yes!) dell'epoca delle schede perforate e dei Mainframe, ma ho avuto il tempo di lavorare coi vecchi pc 386 e 486 precedenti i processori Pentium dell' Intel; ho visto nascere Windows 95 (in ufficio usavamo prima il 3.11 [...] e caricavamo i programmi .exe coi vecchi floppy disk), e prima di excel (che aveva una sola pagina spreadsheet), usavamo nel 1994 per i calcoli un pazzesco "Lotus 123"; mi sono connesso a internet nel novembre del 1999, aperto il primo sito nel febbraio del 2000, tutto ciò senza alcuna ebbrezza del moderno, ma come una parametrazione naturale e spontanea - del lavorare, leggere, pensare, divertirsi, vivere - alle nuove tecnologie. Pertanto mi consento di aggiungere la nuova postura dell'uomo-tastiera-schermo segnalata da Baricco a quella antica proveniente da lontananze remote e sorta a partire del diabolico Settecento (dove buona parte del moderno è nato), di accavallare mollemente le gambe al mattino e bermi il caffè col mignolo alzato, non senza aver dato un'aggiustatina alla parrucca di crine e ai nei posticci immaginari.

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