Andrea
Porcheddu

bio

Vado a teatro dal 1988, più o meno ogni sera. Ho raccontato quel che pensavo su diverse testate nazionali, online, cartacee, radio e tv. Ho incontrato Emma Dante, Ascanio Celestini, Arturo Cirillo, Virgilio Sieni, Ricci/Forte e altri artisti cui ho dedicato libri e saggi. Nel frattempo ho firmato sceneggiature e tre romanzi noir ambientati nel [...] teatro (l'ultimo si intitola "Infedele alla linea", editore Maschietto, Firenze). A volte tengo corsi all’Università e laboratori di critica, anche alla Biennale Teatro di Venezia. Spavaldamente, mi sono dedicato alle teorie critiche applicate al teatro con “Questo fantasma, il critico a teatro” (Titivillus editore).

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  • 2° Autore Novembre 2014
  • 3° Autore Dicembre 2014

Ultimi commenti

Pubblicato il 19/09/2018

in: Miss Italia e l'orrore della violenza quotidiana

Sì, certo, caro signor Iodice. Peraltro nell'articolo, se ha la pazienza di leggerlo, c'è anche un "francesco qualcosa" e un "pequeno qualcosa". Il guaio è che non sono io a svilire la signora Leotta, quanto la trasmissione che conduce.

Pubblicato il 06/10/2016

in: La bellezza e la censura

Grazie dei commenti. Peraltro pare (ci informa la compagnia) che la "sequenza" fosse tutta teatrale, ovvero una finzione...

Pubblicato il 28/08/2015

in: Tempo d'estate: Feltri, i tagli e il Valle

E invece sì, caro Max-Vado, ossia Massimiliano. La cattiva fede ti prego di imputarla ad altri: ho sempre pagato (anche caro) per quel che scrivo. e ho sempre scritto quel che penso, scevro da condizionamenti. La questione non è il ruolo di Lavia (peraltro dovremmo riflettere su quello che era il suo progetto di ristrutturazione [...] dell'India...) che pure si sarebbe potuto occupare davvero del Valle. La questione è sui lavori - sono d'accordo, necessari: talmente necessari che ancora nessuno li ha fatti. La mia idea sul Valle è cambiata nel corso degli anni: ora è raccolta in un ebook ("Il caso Valle" lo trovi su succedeoggi.it) e, credimi, abbastanza documentata. Di fatto, il teatro è chiuso: deve espiare la colpa di essere stato "aperto" per tre anni dagli occupanti? Per quel che riguarda i tagli del Ministero: ci sono, sono documentati, e sono tagli. Se le compagnie o i teatri non avessero percepito qualcosa di più, non sarebbero stati tagli. Se poi vuoi insinuare che Tiezzi, Mauri, o altri non meritassero quei finanziamenti, beh, si può essere d'accordo o discutere. Ma i tagli restano. così per dire.

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