Dino
Villatico

bio

Italus natione non moribus. Cresciuto negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza in Argentina, ho subito imparato a pensare in più lingue e a rispettare i costumi di popoli diversi. Curioso del nuovo, non rifiuto niente senza averne fatto esperienza, salvo a sentirmi refrattario nei riguardi di tutti i tipi di fascismo, soprattutto se mascherati da consensi [...] populistici, essere vissuto infatti sotto la dittatura di Perón mi ha vaccinato dal desiderio di qualsiasi forma di autoritarismo, e faccio mia la massima di Voltaire: "L'unica cosa che mi rende intollerante è l'intolleranza". Nessun piacere maggiore che il piacere degli altri, se in qualche modo l'ho suscitato. Sia intellettualmente che nei sensi. Non credo alla divisione di materia e spirito, ma con Spinoza ritengo che tutta la realtà sia composta di un'unica sostanza. Darwin sembra averne fornito qualche prova. Per non parlare della fisica dei quanti. Ritengo, con Lucrezio, tutte le religioni responsabili dei peggiori mali della storia. La mia utopia - che so irrealizzabile - è vedere scomparire nel nulla tutte le chiese, e in particolare quelle delle religioni monoteistiche, prima fra tutte la Chiesa cattolica: già Machiavelli la riteneva responsabile dell'arretratezza civile dell'Italia. Il che non vuol dire rifiutare il pensiero religioso, ma solo quello legalizzato e imposto dalle chiese, come verità unica. Quale verità? La si può cercare, anche con ansia e passione, ma conoscerla, non ci è dato, se non parzialmente. E forse è un bene che sia così.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 25/11/2022

in: Il mausoleo di un grande intellettuale

Come non partecipare, con-sentire a una così partecipata e con-vissuta lettura di una delle voci più attuali del Novecento? Il miracolo della scrittura di Enzensberger sta nella coesistenza di lucidità razionale e lingua emotiva che la dice. Ci tocca nel profondo non affidandosi alla fuggevole suggestione dell'emozione, ma commovendo con la verità dell'analisi. Grazie, Alida. [...]

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Pubblicato il 10/11/2022

in: 9 Novembre 1989

Ricordo quel giorno. Emozionatissimo! Misi sul giradisco il coro di Beethoven Wir kämpfen für Freiheit, da Leonore Prohaska.

Pubblicato il 30/10/2022

in: A che serve il Teatro?

Grazie della risposta, Caro Porcheddu, che pur troppo leggo solo oggi, 30 0tt0bre 2022. Non è questo lo spazio per un dibattito. Ma sì per un breve corollario. Per secoli l'affermazione aristotelica è stata interpretata "moralmente", mentre invece Aristotele insiste sulla consapevolezza, la conoscenza, che si ottiene in molti modi, anche attraverso il piacere della [...] rappresentazione, l'emozione di assistere come se si vivesse, ma senza il rischi del vivere. Per questo arte, poesia, teatro sono modi del conoscere. Attuale come non mai questa impostazione che ci libera sia dall'ossessione del realismo sia dalla costrizione di un limite morale. I censori di tutti i tempi sono serviti. E non solo quelli morali, ma soprattutto quelli politici, il politically correct non fa parte, nemmeno per Aristotele, del bagaglio della conoscenza.

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Pubblicato il 25/10/2022

in: In politica l'identità è veleno

Attenti: una critica della modernità non è necessariamente reazionaria. Così come l'ossessione identitaria non è solo del passato (vedi Francesco Remotti, L'ossessione identitaria, Roma-Bari, Laterza, 2010). Il punto debole delle destre "moderne" è invece l'indisponibilità a mediare, a scendere a patti. E questo sì, non è politico.

Pubblicato il 22/10/2022

in: Vecchia Italia, tanta politica e niente Silvio: ecco a voi il governo Meloni

Analisi perfetta. Ma, bucando i toni giustamente misurati dell'analisi, posso confessare che un senso di sconforto e di ansia mi viene? Ma non perché si sia insediato un esecutivo di destra, bensì perché quell'esecutivo è la punta di un iceberg che è la società italiana, fondamentalmente conservatrice da sempre, Proprio per questo la sinistra italiana, [...] invece di mascherarsi do forza moderata (o non era e non è una maschera?) avrebbe più decisamente definire taluni confini. Ma non sui diritti civili, sacrosanti, e tuttavia estranei alla cultura del paese, lo si riconosca, anche a sinistra (una Merkel osava ciò che un PD nemmeno osava pronunciare), bensì affrontando di petto i problemi sociali, giganteschi. Cosa che non ha fatto. Che l'operaio italiano voti Lega o Fratelli d'Italia dovrebbe porre più di una domanda alle sinistre italiane e suscitare più di un'intenzione d'azione. Vedremo. Ma se a destra trionfa la mediocrità non mi sembra che a sinistra brilli l'eccellenza.

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