Antonio
Vigilante

bio

Vivo a Siena. Mi occupo di teoria della nonviolenza, pedagogia, filosofia morale ed interculturale. Sono condirettore scientifico della rivista Educazione Aperta. Tra i miei libri: Il Dio di Gandhi (2009), La pedagogia di Gandhi (2010), Ecologia del potere. Studio su Danilo Dolci (2012) L'educazione è pace (2014), A scuola con la mindfulness (2017), [...] Dell'attraversamento. Tolstoj, Schweitzer, Tagore (2018), L'essere e il tu. Aldo Capitini in dialogo con Nishitani Keiji, Enrique Dussel e Murray Bookchin. Il mio blog è Attraversamenti (http://antoniovigilante.blogsp ot.com).

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Ultimi commenti

Pubblicato il 24/03/2019

in: Cristianesimo: che farsene, ormai?

Penso che il meglio sia ai margini. Ho rispetto e stima per i valdesi o i quaccheri (penso al lavoro meraviglioso fatto da Pier Cesare Bori, ad esempio).

Pubblicato il 26/02/2019

in: Il Vangelo leghista

La mia lettura è unilaterale, ma non meno di quella corrente. Il Vangelo è un libro pieno di contraddizioni, e una lettura demistificante non è meno fondata filologicamente e storicamente di una edificate. Consideriamo la parabola del buon samaritano. Il tema della parabola è, appunto, chi è il prossimo. La risposta di Gesù è che il [...] prossimo non è il sacerdote ebreo, ma lo straniero samaritano, che soccorre la vittima. Dunque la risposta sarebbe: il prossimo è chi ti soccorre ed aiuta. E dal momento che si sta parlando di amare il prossimo, la conclusione è che dobbiamo amare chi ci soccorre ed aiuta. Ma questa conclusione è in aperto contrasto con l'amore del nemico affermato in altre parti del Vangelo. Ma di quel passo si può dare anche un'altra lettura. Dal Vangelo emerge il forte disprezzo che Gesù nutriva per i rappresentanti ufficiali della religione ebraica, che sono i suoi interlocutori in quella parabola. E che, nella parabola stessa, sono anche coloro che non rappresentano il prossimo. In questo caso il senso della parabola è: preferisco uno straniero a voi. Un paragone che si regge proprio sul disprezzo dello straniero (che è meno forte del disprezzo del levita, ma non per questo scompare).

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Pubblicato il 12/02/2019

in: La scuola e il vuoto

Qualcosa di alternativo. Vediamo: 1. Una seria valorizzazione del lavoro intellettuale dei docenti. Io ho pubblicato una quindicina di libri: per il Miur non esistono. Come non esiste la mia abilitazione all'insegnamento universitario. 2. Una seria valorizzazione del Dottorato di ricerca. Non è detto che un docente con dottorato sia un docente migliore, ma sicuramente è più [...] preparato. 3. Un più rigoroso periodo di prova, al termine del quale chi non è adatto ad insegnare venga licenziato. 4. Rendere effettiva, e non solo simbolica, la presenza di rappresentanti di studenti e di genitori nei consigli di classe. Se un rappresentante di classe fa presente un problema con il docente X, quest'ultimo deve formalmente impegnarsi a risolverlo. Attualmente invece accade per lo più che il consiglio fa quadrato intorno al docente e lo studente viene messo a tacere.

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Pubblicato il 06/11/2018

in: Lettera aperta a un leghista foggiano

[1] Sensibilità borghese un par di palle. Sono nato in un basso di 34 metri quadri nel quartiere del Carmine, a Foggia, figlio di un operaio. [2] Oggi a Foggia è l'anniversario dell'omicidio di Giovanni Panunzio, un costruttore ucciso dalla mafia perché si era rifiutato di pagare il pizzo. Quello che rende impossibile la vita a [...] Foggia è la mafia, che distrugge ogni attività economica e rende feroce lo stesso vivere civile. Ma di mafia non si può parlare. Meglio prendersela con i neri. [3] Lei usa la parola "negro" e dice che i "negri" puzzano e sono disonesti. Lo farò presente a K., una delle mie migliori studentesse, che vuol fare filosofia alla Sorbona. E' giusto che sappia che al mondo esiste gente come lei, che farà di tutto per distruggerle la vita.

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