Antonio
Vigilante

bio

Vivo a Siena. Mi occupo di teoria della nonviolenza, pedagogia, filosofia morale ed interculturale. Tra i miei libri: Il Dio di Gandhi (2009), La pedagogia di Gandhi (2010), Ecologia del potere. Studio su Danilo Dolci (2012) L'educazione è pace (2014), A scuola con la mindfulness (2017), Dell'attraversamento. Tolstoj, Schweitzer, Tagore (2018), L'essere e il tu. [...] Aldo Capitini in dialogo con Nishitani Keiji, Enrique Dussel e Murray Bookchin (2019), La luna nell'acqua. Una mappa per perdersi nel Dharma del Buddha (2019). Blog:Attraversamenti (http://antoniovigilante.blogsp ot.com). Email: antoniovigilante@autistici.org Social: @naciketas@mastodon.uno

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Ultimi commenti

Pubblicato il 23/07/2020

in: Tra sette religiose e chat dell’orrore. Abbiamo bisogno di un nuovo Illuminismo

"Abbiamo bisogno di inchieste che portino a galla verità dolorose e scomode sul mondo giovanile." Il "mondo giovanile" è già criminalizzato abbastanza sui giornali. Resta la realtà più pulita del nostro mondo sociale. Mi chiederei piuttosto come facciano a restare così puliti nonostante il miserabile esempio che ricevono quotidianamente dagli adulti. Quanto all'Uomo, nella storia ha [...] fatto abbastanza danni. Magari la Donna. O magari togliamo le maiuscole.

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Pubblicato il 20/07/2020

in: Didattica a distanza: preferirei di no

Lo so che hai detto che è la tua esperienza. Ma è un inciso; in tutto l'articolo spari a zero sui docenti. E ti assicuro che i docenti italiani meritano ogni critica, ma non questa. Quanto alla "buona volontà", durante la DaD nessuno o quasi ha voluto sollevare la questione, perché pareva moralmente doveroso dare il [...] proprio contributo, ma non è così pacifico che a un docente che ha firmato un contratto che prevede in certo lavoro - far lezione, nei modi che suggerisce la propria professionalità, in un luogo fisico e delle persone presenti - si possa chiedere poi di fare un altro lavoro. Perché insegnare a distanza è cosa diversa dall'insegnamento in presenza; e qualcuno potrebbe semplicemente dire che non è il suo lavoro. Quanto ai controlli, sono anche maggiori di quelli della didattica in presenza. Le mie lezioni videoregistrate sono mostrate a genitori e amici, mentre quando faccio lezione in videoconferenza non manca di far capolino qualche madre in vestaglia. E va benissimo così. Sulla riapertura, hai una percezione errata. La maggior parte dei docenti non reggono la DaD e tutto vorrebbero, fuori che riprenderla a settembre. Io stesso, che ho cercato di usare la DaD per imparare qualcosa, a fine anno sono andato vicino al burnout.

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Pubblicato il 19/07/2020

in: La pandemia e il fallimento di venti anni di politiche scolastiche

Credo che se Azzolina decidesse di non riaprire le scuole a settembre molti direbbero, appunto: "a chi volete che interessino i giovani, le famiglie, i docenti?" Comunque la si pensi sulle sue capacità - ma lascerei stare il suo rossetto - è certo che si è trovata a guidare il Miur nel momento più [...] difficile che si ricordi dal Sessantotto in poi. Una posizione in cui qualunque decisione è impopolare.

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Pubblicato il 19/07/2020

in: Didattica a distanza: preferirei di no

E invece hai proprio generalizzato: tutto il tuo articolo è basato sulla tua esperienza frustrante, alla luce della quale getti discredito su migliaia di docenti che invece hanno lavorato eccome. Io ho registrato centoventi videolezioni durante il lockdown, cui si aggiungono le lezioni in videoconferenza, la correzione dei compiti e una assistenza tecnica che veniva [...] richiesta fino alla mezzanotte del sabato. E così la maggior parte dei miei colleghi. E ti assicuro che nessuno vuole continuare con la didattica a distanza. Anche perché non è il nostro lavoro: abbiamo firmato un contratto per insegnare in aule fisiche, non come docenti a distanza.

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Pubblicato il 16/07/2020

in: Velo e autodeterminazione femminile

Credo che Silvia Romano volesse dire altro. Non ha detto che vuole essere un oggetto di desiderio senza che qualcuno si senta in diritto di mancarle di rispetto. Ha detto che *non* vuole essere oggetto di desiderio. Una cosa che può non piacere, ma davvero non si può negare che sia un diritto sacrosanto di [...] chiunque decidere di non suscitare piacere in nessuno.

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