Ugo
Rosa

bio

Mi esaurisco in sette lettere e a dire come mi chiamo non ci vuole niente: Ugo Rosa. E’ meno sbrigativo, invece, definire quello che faccio. Dopo aver fatto per anni, senza risultati di una qualche rilevanza economica, il mestiere di quello che prova a fare il mestiere di architetto (attività creativa tipicamente italiana) qualcuno ha cominciato a [...] dire in giro che io sarei “un critico” e questo suona già come un necrologio. Il prossimo passo perciò sarebbe l’epigrafe tombale che però risulta pure di difficile composizione: dovrebbe infatti stare più o meno a metà strada tra l’epitaffio del distratto (“Perse la vita”) e quello dell’esploratore (“Trovò la morte”).

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Ultimi commenti

Pubblicato il 20/11/2018

in: Le Scimmie di Dio

...e così il signor Ravera liquida in un colpo solo storia e geografia mostrando, tabelline alla mano, che la matematica è un'opinione. En passant rivela che non è necessario essere Tiburzio per dire Tiburziate :-)

Pubblicato il 29/10/2018

in: La legge Fornero e la peronospora della patata

Spero che lei (contrariamente al grafomane fissato e semiebete che si nasconde dietro lo pseudonimo di “Vincesko”) comprenda, signor Lenzi, che il fatto di riferirmi alla “Legge Fornero” (senza fare ogni volta la cronistoria dettagliata delle riforme pensionistiche italiane dagli anni novanta ad oggi come vorrebbe quell’imbecille monomaniaco) è la maniera più semplice e diretta [...] per individuare UN MODO DI CONCEPIRE ED ATTUARE una politica pensionistica classista, ingiusta e ferocemente punitiva per i più deboli che costringe, oggi, i lavoratori italiani ad andare in pensione più tardi di tutti i lavoratori DEL MONDO. http://www.uil.it/documents/ET%C3%81%20DI%20PENSIONAMENTO.pdf (tabella in fondo) Dire che la Fornero è solo la punta dell’iceberg è scoprire l’acqua calda. Invece postare per ben dodici volte deliri contabili e isteriche (e ovviamente ignorate) missive a tutti i politici del regno come fa quel demente è sintomo inequivocabile di disturbo ossessivo compulsivo.

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Pubblicato il 28/10/2018

in: Breve storia e tristissima

Devo purtroppo confermare (e lo faccio per l’ultima volta, poi la lascerò definitivamente alla sua ragioneria delirante) che: 1) Lei ribadisce la sua miseria umana e la sua vigliaccheria continuando a scrivere da anonimo 2) Lei è un cretino (per quanto anonimo) dal momento che conferma di non essere in grado di capire quanto poco abbia [...] a che fare ciò che ho scritto io con la sua monomaniaca stupidità da contabile di terz’ordine (si figuri se perdo un attimo del mio tempo a leggere i suoi polverosi calepini “controinformativi” sulla Legge Fornero...provi nel giro dei suoi parenti stretti). p.s. Dallo stile della sua scrittura comprendo, comunque, che le mutande non se l’è cambiate.

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Pubblicato il 23/10/2018

in: L'ira dei calmi (seconda passata)

Professor Di Tiburzio (mi permetto di aggiungere un titolo alla ventura, ma uno che, dalla mongolfiera e col megafono, dice agli altri di “volare basso” o è professore oppure è avvocato, forse tutte e due le cose) ho visto, ahimè, che ha commentato. Adesso commenta di nuovo, e purtroppo lo farà ancora: senza scendere dalla mongolfiera, [...] con l’ostinazione eroica di chi ha letto un libro solo (L’Unico) non l’ha capito e dedica la sua intera vita a non farlo capire (e quel che è peggio a farlo detestare) agli altri. Un professore compulsivamente professante. Un avvocato avvocatescamente arringante. Mi dica Beniamino, ma le succede mai di smontare dalla cattedra? “LE HO INSEGNATO...RIPASSI...”: che fa compita dal registro di classe? Non so se è cattolico ma se lo è, compiango sinceramente il suo confessore: Padre Parrino: “Dimmi fratello...” Beniamino Di Tiburzio: “Egregio, impari prima di tutto che le domande, qui, le faccio io...”. Se continua così, Beniamino, finirà che dovranno portarla al cesso imbracato alla cattedra e alla sedia curule. Non oso neanche pensare alle ramanzine che impartisce al suo barista di riferimento: “Lei, esimio, mi tiene in non cale! Ripassi l’aritmetica prima di pretendere mancia in alcun modo adeguata alla libagione!”. Se continua così, mi creda, prima o poi si ritroverà il guttalax nel cappuccino. E siccome il sistema d’imbracatura (funi e carriole) non funziona mai con la necessaria celerità, beh, lasci che glielo dica, saranno cazzi... Abbandoni, mi dia retta, cattedra e sedia curule...vada al cesso deambulando come tutti...e, mentre fa quello che deve fare, si rilegga quell’Unico libro con più attenzione. Vi scoprirà questa frasetta: “I crimini sorgono dalle idee fisse” (Parte seconda, II,1) Provi ad applicarla a se stesso. Perché, se lo lasci dire, dall’andatura ipnotica e catafratta, avvocatesca e tronfia, della scrittura deduco che la sua, ahimè, sia proprio un’idea fissa. Adieu, monsieur le professeur! Ma se vuole che le risponda, la prossima volta deve sbarcare dalla mongolfiera: soffro di torcicollo. p.s. Spero gradisca questo piccolo omaggio: https://www.youtube.com/watch?v=N2ifazIF9Qk le note del ritornello, per la verità, slittano pericolosamente verso l’Internazionale...ma sono certo che Lei, tanto devoto a San Max, non ci farà caso :-)

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