Ugo
Rosa

bio

Mi esaurisco in sette lettere e a dire come mi chiamo non ci vuole niente: Ugo Rosa. E’ meno sbrigativo, invece, definire quello che faccio. Dopo aver fatto per anni, senza risultati di una qualche rilevanza economica, il mestiere di quello che prova a fare il mestiere di architetto (attività creativa tipicamente italiana) qualcuno ha cominciato a [...] dire in giro che io sarei “un critico” e questo suona già come un necrologio. Il prossimo passo perciò sarebbe l’epigrafe tombale che però risulta pure di difficile composizione: dovrebbe infatti stare più o meno a metà strada tra l’epitaffio del distratto (“Perse la vita”) e quello dell’esploratore (“Trovò la morte”).

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Ultimi commenti

Pubblicato il 08/02/2019

in: Progressivismus-1 (...che si fa sabato?)

Il suo commento tende a provocarmi, più che serena rassegnazione, parossismi di gioia selvaggia. Vede, io amo Joseph de Maistre ma mai sono stato colto dal sospetto inebriante di potere essere accomunato a lui, non fosse che come “reazionario privilegiato”. Ma devo, con dispiacere, disilluderla...quel grande reazionario poteva augurarsi che la Vandea facesse piazza pulita [...] di tutti i volterriani...che minchia vuole che mi auguri io quando al posto di Voltaire ci ho solo Fabio Fazio? Caro signor Gnech purtroppo "ca nun ce sta piacere nemmeno a ghi a fa 'nculo pe' 'na sera" (cit. Pino Daniele).

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Pubblicato il 28/01/2019

in: Elogio del teppismo consapevole

Prego Federico...ora provi a fare la stessa domanda all' Andrea Lenzi qui sopra che ci facciamo insieme quattro risate :-)

Pubblicato il 28/01/2019

in: L'importanza dello scaffale nella politica internazionale

Scrivere che un presidente possa autoeleggersi “A VALLE DI UN LEGITTIMO PERCORSO GIURIDICO E ISTITUZIONALE” (e permettersi, nella stessa sede in cui si scrive questa bestialità, di dire “fazioso” a un altro...) sarebbe da scompisciarsi dalle risate se non testimoniasse impietosamente lo stato stomachevole del linguaggio corrente e l’imbarbarimento del pensiero (anzi: dell'immaginario) politico di [...] questa povera nazione.

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Pubblicato il 28/01/2019

in: Elogio del teppismo consapevole

Qualcuno potrebbe trovare la sua domanda indiscreta ma io non sono qualcuno e non vedo ragioni per sottrarmi alla risposta. In quale delle due categorie penserebbe di potere annoverare un sessantaquattrenne disoccupato da anni che attende ansiosamente di potere percepire una pensione di 4.500 (quattromila cinquecento) euro lordi (lordi) all’anno (all’anno)? Aspetti un attimo, però, prima di [...] rispondere...perché (ecco): 1) Ho praticato per tutta la vita l’architettura (nei limiti strettissimi in cui me l’hanno lasciato fare) che era ciò per cui sono nato. 2) Ancora oggi faccio ciò che, insieme all’architettura, ho amato di più: scrivere. 3) Scrivere (contrariamente all’architettura, che per esistere ha bisogno di un committente…) finalmente posso farlo gratis: pensi che privilegio enorme... nì dieu nì maitre. Dunque: Lusso, calma e voluttà. Sì sono un privilegiato.

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Pubblicato il 12/01/2019

in: Auguri scientifici

Il mio enorme successo, gentile Tiburzio, lo posso quantificare nei famosi venticinque lettori di manzoniana memoria che, per di più, nel mio caso si danno il cambio. Ma sa cosa trovo divertente? il fatto che, tra quei venticinque, lei ci sia sempre. Un grato saluto.

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