Anche il falso va in prima serata

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19 febbraio 2015

In queste settimane abbiamo spesso sentito parlare delle primavere arabe e soprattutto dei vari problemi scaturiti e aggravati dalla loro evoluzione, guerra e immigrazione incontrollata in primis. Negli ultimi giorni l’attenzione si è focalizzata sulla situazione della Libia, aggravata dalla presenza dei militanti dell’ISIS in alcune città del paese.

 
Da circa una settimana il caos libico è al centro di dibattiti e dichiarazioni, alcune quantomeno azzardate, scaturite sì da una legittima preoccupazione, ma anche a seguito della diffusione di (dis)informazioni non propriamente verificate (per es. l’ISIS che avrebbe conquistato Tripoli) che hanno contribuito a creare allarmismo e panico. Ma di Libia hanno già parlato abbastanza e non me ne occuperò anch’io. Anzi, tenendo comunque conto della velocità con cui si evolvono i fatti a “sud di Roma”, invito coloro che vogliono informarsi maggiormente a leggere questo pezzo: http://www.qcodemag.it/2015/02/17/libia-isis-italia-guerra/

 
Tuttavia, questa breve introduzione può essere utile per giungere al topic dell’articolo: la manipolazione mediatica. Mi occuperò di un video in particolare, andato in onda lunedì 16 febbraio 2015 nel corso del programma Piazzapulita sul canale televisivo La7. Proprio partendo da una discussione sulla situazione libica, infatti, nel corso della puntata è stato trasmesso un video che mostrava lo svolgimento di una manifestazione definita “pro-ISIS” in Tunisia. Il video in questione parte dal minuto 61 della puntata: http://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7 .

 
Avendo vissuto a Tunisi per qualche mese, il video mi ha particolarmente incuriosito e, soprattutto, preoccupato. Sin da subito ho messo in moto la mia rete di contatti locali e ho iniziato a fare ricerche per ottenere informazioni su chi fossero i protagonisti, dove fosse stato girato e a che data risalisse. Insomma, ho fatto quello che dovrebbe fare qualsiasi giornalista (peraltro io non sono un giornalista): verificare le fonti. Perché soltanto da una tale verifica si può capire se una notizia sia valida o meno e se possa essere utile per informare senza distorcere la realtà.

 
Inoltre, considerando la situazione politica già abbastanza tesa e l’argomento scottante di cui si parlava nel corso della puntata di lunedì 16 febbraio 2015, la crisi libica, se proprio non si poteva fare a meno di mandare in onda quel video dopo che qualcuno avesse effettuato le dovute verifiche, sarebbero state opportune almeno delle precisazioni. Precisazioni deontologicamente necessarie se parliamo di giornalismo, precisazioni necessarie per evitare di creare ulteriori allarmismi, precisazioni necessarie per far capire che in Tunisia si manifesta per lo più contro e non a favore dell’ISIS.

 
Ad ogni modo, tornando alle ricerche da me effettuate, seguendo il classico schema delle 5W ho ottenuto risultati utili a dimostrare che abbiamo assistito all’ennesimo caso di manipolazione mediatica. Nonostante alcune informazioni non siano dettagliate, quanto ho trovato grazie alla collaborazione con il  mio  amico Kerim è più che sufficiente a sostenere la mia tesi. Andiamo in ordine.

 

Who: Chi è il ragazzo con il megafono, quello che lancia gli slogan, e chi sta partecipando alla manifestazione? Secondo fonti locali il tizio è soprannominato “Recoba” e la manifestazione è stata organizzata dal Fronte Tunisino delle Associazioni Islamiche. Tra le associazioni, si può riconoscere la Lega della Protezione della Rivoluzione, chiusa e messa fuori legge nel 2014. – Domanda: ma il video non era di qualche giorno fa?

 

What & Why: Di che manifestazione si tratta, perché era stata convocata?
Durante una manifestazione tenutasi nei giorni precedenti era stato bruciato il Corano. Alcune organizzazioni islamiche, quindi, si riunirono per protestare contro quanto era accaduto. La manifestazione non ha nulla a che fare con qualsiasi forma di supporto all’ISIS.
Qualcuno potrebbe comunque chiedersi perché ci siano quelle bandiere nere. Quelle bandiere sono presenti perché su di esse è scritta la shahada, ovvero la “testimonianza” con cui il fedele musulmano dichiara di credere in un Dio unico e nella missione profetica di Maometto. La shahada è importante per ogni musulmano e quella bandiera non è “la bandiera dell’ISIS”, ma è l’ISIS che se n’è prepotentemente appropriato.

 

When: Quando si è tenuta questa manifestazione? – Qui arriva la notizia che non ti aspetti, forse l’unica fondamentale-. La manifestazione si è tenuta il 25 marzo 2012! Ecco il link del video originale: https://www.youtube.com/watch?v=lmvKGFFeoFQ

 

Where: Dove si è svolta? La manifestazione si è svolta davanti il teatro municipale di Tunisi, in Avenue Bourguiba.

 

Giunti alla fine ed effettuate le dovute verifiche, il 16 febbraio 2015 avreste ancora mandato in onda il filmato presentandolo come “il video di una manifestazione pro-ISIS in Tunisia, caricato da qualche giorno”? A voi le dovute considerazioni. Resta comunque il fatto che si dovrebbe evitare di far passare determinati messaggi, per lo più in prima serata e durante uno dei programmi di attualità più seguiti dagli italiani, peraltro, ribadisco, in una fase politica così delicata. Ed è un peccato che una trasmissione come Piazzapulita, che ospita personalità di un certo calibro e analizza in modo approfondito le questioni di cui si occupa, debba anch’essa far sorgere dubbi sulle informazioni che veicola.

 

Se  l’Italia occupa la 49esima posizione nel World Press Freedom Index 2014 ci saranno dei motivi. La manipolazione dell’informazione (se volontaria o meno non possiamo stabilirlo) è uno dei tanti.

 

@Fra_Lozzi

TAG: minaccia isis, tunisia
CAT: Nordafrica, Questione islamica, Terrorismo

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