Antonio
Vigilante

bio

Vivo a Siena. Mi occupo di teoria della nonviolenza, pedagogia, filosofia morale ed interculturale. Sono condirettore scientifico della rivista Educazione Aperta. Tra i miei libri: Il Dio di Gandhi (2009), La pedagogia di Gandhi (2010), Ecologia del potere. Studio su Danilo Dolci (2012) L'educazione è pace (2014), A scuola con la mindfulness (2017). Il [...] mio blog è Attraversamenti.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 20/12/2017

in: In piedi quando entra il docente?

Quello che per te "deve essere chiaro" in realtà non è chiaro affatto. Che il docente debba essere su un piano diverso ha come solo fondamento la tradizione. Ma, come scrivo nell'articolo, si tratta di una tradizione violenta. E' difficile pensare diversamente la relazione educativa perché per secoli il maestro è stato quello che aveva [...] la frusta. Se approfondiamo la logica dell'educazione - se ci chiediamo cosa vuol dire educare - giungiamo presto a mettere in discussione il discorso dei "piani".

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Pubblicato il 18/12/2017

in: In piedi quando entra il docente?

Quando si parla di fatti sociali, i confronti aiutano poco. Se qualcuno viene a casa mia, mi alzo e gli stringo la mano. Ma sarebbe ben strano se poi dovessi chiedergli il permesso per andare al bagno di casa mia, come succede agli studenti a scuola. Dunque si tratta di cose diverse, che non ha [...] senso confrontare. Il rispetto, quando è autentico, è spontaneo. E reciproco, soprattutto. Quando e come un docente esprime rispetto verso i suoi studenti? Lo fa con gesti esteriori o semplicemente facendo - cercando di fare - bene il suo lavoro?

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Pubblicato il 18/12/2017

in: In piedi quando entra il docente?

La democrazia è un sistema politico basato sull'uguaglianza, e l'uguaglianza è una delle cose fondamentali che gli studenti devono imparare a scuola. Non l'imparano granché, a dire il vero, perché dalla fine delle medie vengono smistati nelle diverse scuola a seconda della provenienza sociale. Naturalmente uguaglianza non vuol dire che non ci sono differenza di [...] cultura, di esperienza eccetera tra studente e docente. Vuol dire che, al netto di tutte le altre differenze e indipendentemente da esse, la dignità umana è esattamente la stessa.

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Pubblicato il 27/11/2017

in: Mia nonna, i miei studenti e CasaPound

Hai ragione sulla complessità della civiltà contadina, che aveva aspetti che ai nostri occhi appaiono atroci, come certe violenze sulle donne. Ma l'ospitalità era uno dei suoi valori fondamentali. Ed è un valore che portano con sé molti ragazzi africani, provenienti anch'essi da civiltà contadine. Anni fa, quando insegnavo ancora in Puglia, invitai a scuola [...] la preside del DNS program danese (http://www.dns-tvind.dk), un corso universitario di pedagogia che consiste, tra l'altro, in un anno di pratica nei villaggi africani, ospitati dalla gente del luogo. Incontrammo alcuni studenti appena tornati dall'Africa, che raccontarono che erano stati ospitati senza nessuna difficoltà, e che ognuno di loro aveva ricevuto il letto migliore della casa. Credo che esistesse una sorta di linguaggio morale comune, nell'area mediterranea ed africana, e che in Italia sia sia perso in seguito al diffondersi della società industriale. Comunque si giudichi la società contadina, è una fatto ben noto alla sociologia l'aumento dell'individualismo e dell'atomismo sociale nelle società ricche. E' uno dei temi di fondo sui quali insiste Fusaro, senza però rendersi conto che, se l'individualismo è un portato del capitalismo, allora ribellarsi al capitalismo (come dice di voler fare: ho qualche dubbio che voglia farlo davvero) vuol dire anche accogliere il migrante.

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