Giornalismo

Anche i reali piangono

Come ogni settimana ecco i fatti più importanti dei giorni passati

20 Febbraio 2026

Ancora sabotaggi sulla linea dell’Alta Velocità, cavi bruciati e danneggiamenti sui binari. Treni sospesi e ritardi da Milano e Napoli. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer e gli investigatori della Digos della questura di Roma. Per chi indaga, la pista dolosa appare evidente e con chiari richiami agli atti di sabotaggio avvenuti la settimana scorsa sulla linea ferroviaria di Bologna. Registrati ritardi fino a 180 minuti e cancellazioni. Forti disagi alla Stazione Termini di Roma e quella di Milano Centrale con ritardi di quasi 2 ore e mezza e treni cancellati.

(Quotidianonazionale)

Tensioni per la partecipazione dell’Italia nel ruolo di “osservatore” al Board of Peace. “Siamo stati invitati come Paese osservatore, secondo noi è una buona soluzione rispetto al problema che abbiamo della compatibilità costituzionale”, ha fatto sapere la premier Meloni. Ma le opposizioni attaccano. “Subalternità politica a Trump insostenibile per il nostro Paese e contraria agli interessi nazionali”, ha detto Elly Schlein. “Una vergogna a cui ci opporremo”, ha aggiunto Chiara Appendino. Trump: “Gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliari di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione”

(Skytg24)

Botta e risposta fra il ministero della Giustizia e l’Associazione nazionale magistrati, a cui viene chiesto di rendere note le fonti di finanziamento del Comitato “Giusto dire No” costituito a fine estate in vista del referendum. La richiesta sottopone alle valutazioni dell’Associazione «l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato da parte di privati cittadini». La missiva solleva il caso di «un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori» del Comitato “Giusto dire No” che «finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm».

(Avvenire)

Giorgia Meloni visita a sorpresa per la seconda volta Niscemi, il piccolo comune in Sicilia colpito da una grossa frana lo scorso 25 gennaio. La presidente del consiglio ha visitato la “zona rossa”, quella parzialmente collassata dove non è consentito l’accesso, insieme al capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. Ha poi partecipato a una riunione in comune insieme al sindaco Massimiliano Conti e ha incontrato una delegazione di cittadini. Ha annunciato che il governo stanzierà 150 milioni di euro per Niscemi, e che Ciciliano sarà nominato commissario straordinario per la ricostruzione del piccolo comune.

(Ilpost)

Distrutto da un incendio il teatro Sannazaro di Napoli e con lui un pezzo della cultura italiana. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli assicura: “La piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima”. Ma intanto il danno è pesantissimo. Una prima stima degli addetti ai lavori parla di 60-70 milioni di euro. Cosa sia successo non è possibile stabilirlo. La Procura indaga per omicidio colposo ma le indagini sono appena iniziate. Le fiamme hanno interessato il secondo ed il quarto piano degli edifici adiacenti, 25 gli appartamenti evacuati.

(Ansa)

Intervento a sorpresa del Presidente della Repubblica Mattarella al plenum del Consiglio superiore della magistratura di cui è altrettanto presidente (i consiglieri erano stati informati solo la mattina della sua presenza). Mattarella ha sottolineato «il ruolo di rilievo costituzionale del Csm» e «soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte di altre istituzioni nei confronti di questa istituzione». Parole che arrivano dopo giorni di crescente tensione sul referendum tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il fronte del No.

(IlSole24Ore)

Per due giorni di seguito Giorgia Meloni ha pubblicato un video contro alcuni magistrati “politicizzati” che favorirebbero l’immigrazione clandestina. Nel primo la premier aveva raccontato la storia di un immigrato algerino trattenuto in un Cpr che, nonostante “23 condanne alle spalle” era stato liberato da alcuni giudici che avevano anche condannato il Viminale a risarcirlo con 700 euro. Nel secondo ha invece commentato la decisione del tribunale di Palermo che ha condannato a un risarcimento di 76 mila euro più interessi Viminale, ministero dei Trasporti e Mef nei confronti dell’ong tedesca Sea Watch per aver bloccato la loro imbarcazione dopo la forzatura del blocco navale da parte dell’allora capitano Carola Rackete, oggi eurodeputata tedesca.

(IlFoglio)

Trump attaccherà L’Iran? Su Axios e Cnn si legge che l’America di Donald Trump è più vicina di quanto si creda a un conflitto vero e proprio in Medio Oriente. Non un raid chirurgico, ma una campagna massiccia con Israele al fianco: un’operazione esistenziale per il regime degli ayatollah, più ampia della Guerra dei dodici giorni dello scorso giugno. Uno scenario di questo tipo travolgerebbe l’intera regione e potrebbe avere un costo alto per gli Stati Uniti.

(CorriereDellaSera) 

Arrestato il principe Andrea (fratello di Re Carlo III) nella sua residenza di Wood Farm, a Sandringham (dopo la cacciata da Windsor) con l’accusa di «misconduct in Public Office», che equivale al nostro abuso di ufficio, nell’ambito di un’indagine su documenti riservati che avrebbe passato a Jeffrey Epstein quando era inviato per il commercio per il governo britannico. Presunto colpevole, dunque, con i dettagli dell’inchiesta che emergono da documenti recentemente resi pubblici dal governo statunitense. Con i media inglesi che ricordano come questo reato possa prevedere anche la pena dell’ergastolo.

(LaStampa)

Sparatoria a Rogoredo, si rafforza l’ipotesi di omicidio volontario a carico del poliziotto che ha aperto il fuoco. C’è il sospetto che il 28enne marocchino Abderrahim Mansouri non abbia mai impugnato la pistola a salve che è stata ritrovata vicino al suo cadavere. Qualcuno avrebbe preso in un secondo momento la riproduzione senza tappo rosso della Beretta 92 e l’avrebbe sistemata accanto al corpo per sostenere la versione del quarantaduenne poliziotto, vale a dire la reazione «per paura» a una sagoma armata nel buio mentre invece si trattava di qualcos’altro.

(IlGiorno)

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