Le banche perseguitate

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24 Giugno 2015

Da qualche tempo si è generata nell’opinione pubblica un idea demoniaca del sistema finanziario cioè delle banche. Non è una novità. Già nel Medioevo l’attività bancaria era vista con disprezzo e con diffidenza, più tardi i banchieri non erano ammessi tra la nobiltà. Si arriva poi al fascismo e al nazismo dove si combatte la demoplutocrazia e attraverso la quale si innescano le campagne antisemite.

Anche oggi a leggere certi giornali e a sentire certi oratori anche di partiti sedicenti moderati, non che capi religiosi e intellettuali vari, le banche come espressione del meccanismo finanziario, vengono indicate come responsabili di tutto quanto è più negativo e in particolare della crisi.

Tutto ciò spiega solamente come siamo precipitati, quasi senza accorgercene, all’interno di una propaganda neonazista senza capire il ruolo di mediazione che la finanza, l’odiosa finanza, svolge tra i due elementi fondamentali del progresso economico e cioè il capitale e il lavoro.

Nel mondo moderno il capitale, che può essere anche dello Stato, si costituisce di tante cose non solo materialmente di soldi ma anche per esempio di energia, mentre il lavoro non è solo braccia e sudore ma e soprattutto marketing capacità commerciale ecc.. . La necessità che questi elementi vengono compensati in modo intelligente dal sistema bancario è molto importante per lo sviluppo industriale.

Il grande sviluppo industriale porta certamente con se danni ambientali che occorre combattere e limitare ma permette, allo stato dei fatti, di alimentare quasi sette miliardi di persone che si sono riprodotti sulla Terra. Senza un sistema industriale moderno alimentato da una finanza moderna la fame e la guerra sarebbero all’ordine del giorno di tutti i popoli del Pianeta. Si presenta la necessità di una soluzione transitoria seppure di secoli, durante la quale bisognerà combattere l’inquinamento e la crescita della popolazione mondiale: sono due obiettivi paralleli. Tutto questo va spiegato con pazienza e umiltà nei salotti furiosi contro le banche che non pagano più interessi per i loro depositi sostenendo le ragioni anche di qualche silente bancario cattolico che si travisa da borghese devoto per non essere investito dalle critiche moraleggianti. Il prossimo gradino saranno, come al solito, gli Ebrei che in gran numero lavorano nel mondo finanziario e rivedremo film già visti che si realizzeranno per altro nel Medio-Oriente come qualche mozione dell’ONU può già far pensare.

Ancora una volta coraggio e avanti finché tengono le coronarie.

TAG: Banche e Assicurazioni, banchieri cattolici, ebrei, onu
CAT: Banche e Assicurazioni, Inquinamento

2 Commenti

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  1. ghislo 5 anni fa

    Caro Giacomo, credo che la tua analisi sia senz’altro corretta, ma sia anche incompleta. Non è possibile ignorare l’enorme cambiamento che c’è stato negli ultimi decenni nel mondo della finanza. Non entro nei dettagli, ma il punto fondamentale è che ormai gran parte dei movimenti finanziari che quotidianamente muovono cifre enormi (in modo completamente smaterializzato e con transazioni pressochè istantanee) non hanno sotto nulla di reale ricchezza. Non credo che vi sia nessuno che critica la Cassa Rurale di Borgoratto Mormorolo (ammesso che esista). La critica è rivolta verso le grandi banche di affari che ormai poco o nulla hanno a che fare con le indispensabili funzioni che tu correttamente attribuisci alla finanza.
    Io credo che questi aspetti di recente sviluppo possano essere criticati, ovviamente argomentando con metodo scientifico le critiche.

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    1. largoaivecchi 5 anni fa

      Certamente hai ragione a dire dell’aumento enorme dei capitali ma anche le merci, salvo il periodo più difficile della crisi, hanno aumentato fortemente i loro quantitativi, pensa al petrolio rispetto agli anni ’80 e prima. L’aumento della quantità e della velocità delle transazioni bancarie non è di per se stesso un difetto ma il risultato di una tecnologia spaventosamente avanzata. Bisognerà adattarsi e lo Stato dovrà trovare nuovi e più moderni sistemi di controllo. G.P.

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