L’Europa dice stop alla pesca elettrica

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16 aprile 2019

A partire dal 1 luglio 2021 nelle acque di tutti i Paesi membri dell’Unione europea sarà vietato pescare con le tecniche degli impulsi elettrici. Sembra anacronistico, ma questa tecnica violenta e crudele è tuttora lecita in Europa e il Parlamento Europeo ha votato il 16 aprile 2019 per proibirla definitivamente.

La pesca elettrica è un sistema che potenzia le reti dei pescherecci a strascico con la somministrazione di scariche elettriche in mare, facendo così strage di tutto ciò che incontra e aumentando il raccolto di pesci di valore commerciale: viene usato soprattutto per le sogliole.
In questo modo però, non solo i fondali marini sono danneggiati da enormi reti industriali, ma anche i pesci più piccoli e altri organismi marini non interessanti per la pesca vengono fulminati o feriti.
La decimazione dei pesci e altri animali di piccola taglia, che sono alla base della catena alimentare oceanica, rischia di portare alla desertificazione dell’ambiente marino e di mettere a repentaglio, a lungo termine, tutta l’industria della pesca.

In Cina queste tecniche sono state bandite fin dal 2000. In Europa si dovrà aspettare fino al 2021, ma la sensibilità ormai è sviluppata, come si nota dal fatto che in Parlamento il divieto è passato per 571 voti a favore contro 60 contrari.
Fino al momento in cui entrerà in vigore il divieto totale, ogni Stato membro potrà anche decidere di vietare la pesca elettrica nella propria fascia costiera fino a 12 miglia nautiche.
Nel frattempo, il numero di pescherecci autorizzati a proseguire la pratica della pesca elettrica sarà drasticamente ridotto, e in particolare gli 84 pescherecci olandesi attualmente autorizzati saranno ridotti a una decina.

È quella dei Paesi Bassi, infatti, la flotta più attiva in questo tipo di pesca, anche con l’appoggio del governo locale: al punto che, l’associazione francese Bloom che ha guidato la battaglia per arrivare al divieto, ha anche chiesto al Collegio dei Commissari europei di aprire una procedura di infrazione contro i Paesi Bassi in merito alle numerose deroghe concesse ai suoi pescatori.

Nel 2017, l’associazione aveva denunciato non solo la crudeltà del metodo e la sua pericolosità ambientale ma anche l’esistenza di numerose licenze illegali, trovando l’appoggio di pescatori della costa atlantica, soprattutto francesi, la cui attività artigianale veniva danneggiata dai metodi violenti e massivi dei pescherecci elettrici.

A partire dal 2018, Bloom aveva trovato il supporto di associazioni di pescatori artigianali belgi, inglesi, olandesi, spagnoli e italiani. Inoltre l’Associazione dei pescivendoli della Francia, la grande distribuzione (gruppo Intermarché, Biocoop, Carrefour e Méricq), gli chefs del circuito Relais & Châteaux, il Collège Culinaire de France e alcuni chefs dell’associazione Euro-Toques avevano sostenuto la campagna, rifiutando le forniture di pesce ottenuto con la pesca elettrica e sensibilizzando l’opinione pubblica sugli effetti catastrofici di questa tecnica di pesca.

 

 

 

Fonte immagini: Bloom

TAG: ambiente, oceano, pesca, Unione europea
CAT: Beni comuni

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