Il difficile e affascinante mestiere dell’allenatore

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14 novembre 2018

Oggi fare l’allenatore non è un compito semplice, bisogna essere quattro persone in una, un tecnico, un tattico, un educatore ed un comunicatore.

Bisogna inoltre possedere passione, sapersi relazionare, avere una personalità equilibrata, una sufficiente autostima ed avere doti di ascolto.

Gli allenatori che piacciono, trasmettono sensazioni positive, sono preparati e competenti, utilizzano uno stile autorevole ma nello stesso tempo forniscono il giusto aiuto per risolvere le difficoltà e aumentare il buon senso e l’autostima nell’atleta.

Un bravo allenatore dovrebbe arrivare all’allenamento carico di entusiasmo e trasmettere sicurezza, affetto, accoglienza, serenità.

Dovrebbe essere munito di enorme pazienza e non rimproverare ma, al contrario, incoraggiare e motivare, rinforzando i comportamenti positivi.

L’allenatore ha una grande importanza nello sviluppare le motivazioni giuste, seguendo l’atleta nei suoi progressi ed insegnandogli a trarre lezioni dagli insuccessi.

È colui che guida gli individui e il gruppo al raggiungimento degli obiettivi e nello stesso tempo gestendo lo stress causato da situazioni difficili.

Le abilità relazionali gli permettono di utilizzare ciascun giocatore mantenendo la squadra unita, sa perfettamente che senza una forte coesione e una totale collaborazione tra i membri della squadra, non si potrà mai ottenere alcun risultato importante.

Lui prende le decisioni, si assume le responsabilità di eventuali errori e risponde dei risultati conseguiti.

E’ fondamentale che l’allenatore analizzi con la massima obiettività le prestazioni fornite dai singoli e dal gruppo, senza dimostrare di avere preferenze o, al contrario, antipatie personali per qualcuno. Deve possedere la capacità di mantenere sempre la calma, il contatto con la realtà, la lucidità per esaminare problemi e cercare possibili soluzioni, in modo tale da riuscire a trasmettere tranquillità alla sua squadra, che in questo modo sarà capace di non esaltarsi oltremisura nelle vittorie e di non perdere la fiducia nei momenti di affanno.

Una caratteristica importante della personalità, dalla quale non si può prescindere quando si guida un gruppo, è l’empatia, cioè quella capacità di assumere come proprio il punto di vista di altri individui. Lo stile cooperativo tiene conto delle idee degli atleti e dei collaboratori, anche se la decisione resta sempre dell’allenatore.

Cerca quindi di capire i suoi atleti, di conoscere i loro processi psicologici e le loro motivazioni, per questo motivo predilige giocatori motivati intrinsecamente, perché ha più fiducia nella loro volontà di migliorarsi al fine di raggiungere l’obiettivo. Un allenatore deve sapersi mettere in discussione, nel momento in cui si rende conto di aver commesso degli errori, in modo tale da riuscire a modificare in corsa alcuni atteggiamenti sia personali sia tecnico-tattici.

Ritrovare la motivazione e la giusta energia sul lavoro è complesso, dopo tanto tempo si tende a perdere la voglia e purtroppo si comincia a lavorare male sia mentalmente che fisicamente.

Questo calo, normale e molto comune, rischia con il tempo di rovinare la propria carriera perchè un lavoro fatto male e con stress porta solo situazioni dannose, all’atleta ed alla squadra.

I calciatori insoddisfatti e demotivati, hanno maggiormente bisogno del loro Coach. Nel dettaglio si parla di una professione che si occupa di preparare al meglio, all’interno del campo, un allenamento personalizzato per coloro che lo richiedono.

Molte volte allora l’allenatore offre un supporto a 360° sia dal punto di vista emotivo che professionale, aiutando lo sportivo a crescere nella propria professione dal punto di vista umano e dal punto di vista delle performance in campo. Non si parla solo di uno sviluppo tecnico ma il processo è utile anche per difficoltà emotive. Il Coach si focalizza su l’obiettivo del potenziamento della persona in tutti i livelli, per riuscire deve saper unire sia la pratica e sia teoria.

Con efficaci strategie ed attraverso la leadership, puoi aiutare i componenti della squadra a raggiungere il loro pieno potenziale.

Un allenatore porta le persone giuste in squadra e le sviluppa continuamente in modo che svolgano il proprio ruolo al meglio delle loro possibilità, pensando agli atleti giusti per quella competizione, valuta le esigenze di formazione e sviluppo e lavora per migliorare le abilità di tutti, ma prima di tutto, è necessario che sia in grado di assicurarsi che i membri della squadra comprendano i valori e gli obiettivi che si vogliono cercare di raggiungere.

Fondamentale per l’allenatore oggi è che gli atleti si divertano e abbiano piacere a fare un buon lavoro e ottenere feedback e incoraggiamento positivi.

I bravi allenatore riconoscono che c’è una linea segnata per il miglioramento dell’atleta e l’allenamento non si ferma solo sull’attività sportiva, ma fanno degli incontri proprio per aiutare e incoraggiare i loro atleti a perseverare nell’apprendimento e nell’esercizio.

Sono attenti a per massimizzare le performance di tutti e non solo dei fuoriclasse,  quelli ci arrivano da soli.

Difficile il mestiere dell’allenatore, ma affascinante…come Carlo Ancelotti.

TAG: Calcio Napoli, Carlo Ancelotti, monica mandico
CAT: calcio, Napoli

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