Gli italiani sono finalmente fuori dal tunnel della pandemia?

28 Maggio 2021

Finalmente dopo tanti mesi gli indicatori mostrano una chiara inversione di tendenza. Svetta l’ottimismo e la percezione di sicurezza, accompagnata alla fiducia nel presidente del consiglio, Mario Draghi, a cui è affidata la ripartenza.

 

Questo vento positivo soffia nonostante la stanchezza e le ferite dell’evento traumatico, già proiettato al passato, ma si accompagna a un generale auspicio alla moderazione a cui fanno eccezione solo i giovani.

 

Una ripartenza generazionale, si potrebbe dire, animata dal coraggio e dalle energie,  anche fisiche,  di chi si dichiara pronto a buttarsi nella mischia, in avanscoperta nel mondo che verrà.

La cifra della prudenza domina i toni della contingenza ma anche un bilancio più a lungo termine, che porta gli italiani a dichiararsi cambiati in profondità.

Un cambiamento che si colloca in particolare sull’asse di introversione/estroversione di cui ha parlato Vittorio Lingiardi nel suo mirabile quadro della ripartenza su Repubblica.

Non solo si sposa la gradualità, ma si fanno anche i conti con un cambiamento caratteriale, del modo di essere.

Gli italiani si dichiarano più timidi, timorosi di uscire non solo da casa, dal territorio e  dalla ristretta cerchia di amici. Ma  anche dal guscio della stessa interiorità e del rapporto riflessivo con se stessi.  Che forse rappresenta l’unico vero lascito positivo della pandemia.

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TAG: COVID-19, pandemia
CAT: costumi sociali

Un commento

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  1. silverio-allocca 6 mesi fa

    Personalmente ritengo che fare valutazioni relativamente alla durata della pandemia in presenza di un virus endemico sia alquanto fantasioso, e lo dico a ragion veduta visto che la campagna vaccinale va come va, l’incognita varianti è sempre con noi e tipicamente con la stagione più calda i virus, e questo lo è, risultano meno attivi. La scelta del Governo relativamente alle aperture, a mio avviso, è stata fatta per ben altre ragioni: l’esecutivo Draghi deve durare perchè questo è ciò che chiede una parte dell’Europa, quella che vede nei firmatari del Patto di Aquisgrana il nucleo di una Europa Unita, una cosa che poco piace a Stati Uniti, Cina e Russia per una infinità di ragioni strategiche. Non aprire avrebbe significato dare spazio ai nazionalismi e ai sovranismi stimolati da oltre oceano. Ricordo molto bene il discorso del nipotino di JFK alla porta di Brandeburgo lo scorso anno, ed il suo aizzare le piazze contro le cancellerie europee : tutte indistintamente accomunate dall’essere gli artefici della “dittatura sanitaria”. Poi arrivò la nuova ondata e … quell’arma si spuntò. In precedenza aveva già operato il Salvini nazionale ma si fece autogol da solo : Conte si dimise e nacque il Conte II dopo che il leader leghista fu “licenziato”, senza manco gli otto giorni di rito, con un Tweet di Trump dal G7 spagnolo. Ora il solito Salvini stava tornando alla carica, altri lo stanno facendo in altri Paesi, in Svezia, tanto per citare : il Governo Draghi doveva durare ed è stata operata l’unica scelta possibile. Se tornerà una nuova ondata non è dato sapere : troppo presto per dirlo ma … ma se capiterà nessuno recriminerà . Mattarella punta alla proroga di un anno del suo mandato così da dare tempo a Conte di mettere in piedi un partito alternativo alla logica salviniana con una eventuale presidenza Draghi al posto di Mattarella a fine legislatura. Godiamoci questa pausa confidando nella buona sorte ma stando attenti a non abbassare la guardia in attesa degli eventi, sia sul piano sanitario che su quello politico che sta su un ottovolante in balia delle piazze …

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