L’Ammiraglio De Giorgi e il familismo italiano

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12 Aprile 2016

L’Ammiraglione in Capo della Marina Giuseppe De Giorgi, quello che secondo un dossier anonimo inviato al “Corriere” riceveva gli ospiti in nave sì ma in sella a un bianco destriero, che allietava le feste con deliziose marinarette, che usava i Falcon 20 in dotazione alla Marina come taxi privati, è figlio di un altro De Giorgi anch’esso Ammiraglio in capo di tutte le Marine.

Il familismo è la vera grande malattia del Paese. Il familismo è in Italia il “fatto sociale totale”, ossia quel tratto del costume pubblico che secondo Marcel Mauss distingue una cultura da un’altra, un popolo da un altro, o che determina in massimo grado le dinamiche di una intera comunità.

In due soli campi gli italiani non accettano eredità e “figli d’arte” (penosa circonlocuzione per nascondere spesso dei “misfatti” sociali): nel pallone e nella canzone, due fatti sociali che pure catturano molto del “carattere nazionale”. Per entrambi i settori approntano gare tagliagambe, selezioni feroci, vivai per crescere i talenti, festival, giurie ecc, e per entrambi i settori affidano sia al mercato che al pubblico la funzione di selezionare i talenti. Nella Marina, nei Ministeri, nelle professioni (quanti primari figli di primari), nelle Università (quanti Professori figli di Professori) e perfino nella divulgazione scientifica televisiva (imbarazzante Piero Angela che “clona” Alberto Angela) invece no. Il principio che altri chiamano meritocratico, ma che è il sale della democrazia dei destini sociali, non vige nel nostro Paese, anzi è dal singolo e dalla collettività osteggiato.

Oltre vent’anni fa approntai una genealogia familistica italiana (che riporto in basso) abbastanza puntigliosa. In parte lavorai con ritagli di giornali, in parte mi avvalsi di una genealogia preparata da Giorgio Dell’Arti. Il quale nel frattempo, dopo aver fatto le pulci alle altre carriere, lui,  giornalista, ha clonato una figlia, Lucrezia, giornalista, da aggiungere alla sua genealogia familistica italiana. E l’ultimo chiuda la porta.
Il familismo come blocco della mobilità sociale, che è dunque fatto sociologico – da distinguere dal  familismo amorale che è fatto antropologico, è il dramma del nostro Paese. Il familismo italiano è perverso: opera la selezione dei talenti e dei meriti al contrario e fa continuamente rivivere il vecchio lamento dell’Amleto di Shakespeare: “I calci in bocca presi dal merito paziente”.

E’ il vero grande dramma sociale italiano, tutt’ora in scena.

 

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E Ugo La Malfa deputato e segretario P.R.I. , clonò Giorgio La Malfa deputato e segretario P. R. I, e Mario Berlinguer deputato liberale generò Giovanni ed Enrico Berlinguer deputati comunisti, e Ferrucccio De Lorenzo deputato P.L.I. generò Francesco De Lorenzo deputato P.L.I. , e Giuseppe D’Alema deputato P.C.I. generò Massimo D’Alema, deputato P.C.I e P. D. S e D.S. e Antonio Segni deputato D.C. generò Mariotto Segni deputato D.C., e Bernardo Mattarella deputato D.C. generò SergioMattarella deputato D.C., e Silvio Gava deputato D.C. generò Antonio Gava deputato D.C., e Giuseppe Orlando Cascio deputato D.C. generò Leoluca Orlando già deputato D.C, e Giovanni Amendola deputato liberale generò Giorgio Amendola deputato P.C.I. , e Giovanni Giolitti deputato e ministro generò Giuseppe Giolitti che generò Antonio Giolitti deputato e ministro, e Angelo Raffaele Jervolino deputato D.C. e ministro della Sanità clonò Rosa Russo Jervolino deputato D.C. e ministro della Sanità, e Gaetano Martino Ministro degli Esteri clonò Antonio Martino, Ministro degli Esteri; e Ugo Tognazzi showman e attore e regista generò Ricky e Gianluca Tognazzi attori e registi, e Vittorio Gassman attore generò Alessandro e Paola Gassmann attori, e Dino Risi regista generò Marco Risi regista, e Luigi Comencini regista generò Cristina Comencini regista; e Giovanni Agnelli industriale automobilistico generò Umberto che generò Gianni Agnelli industriale automobilistico, e Carlo De Benedetti industriale finanziere generò Rodolfo De Benedetti industriale, e Pietro Marzotto industriale tessile generò Gaetano Marzotto industriale tessile, e Sergio Pininfarina disegnatore industriale e imprenditore generò Andrea Pininfarina idem, e Leopoldo Pirelli industriale della gomma generò Alberto Pirelli industriale della gomma, e Luigi Lucchini industriale siderurgico generò Giuseppe Lucchini industriale siderurgico; e Luigi Barzini sr., giornalista generò Luigi Barzini jr. giornalista che generò Francesca e Ludina Barzini giornaliste, e Orio Vergani giornalista generò Guido e Leonardo Vergani giornalisti, e Carmelo Di Bella giornalista generò Antonio Di Bella giornalista, e Corrado Augias giornalista e Daniela Pasti giornalista generarono Natalia Augias giornalista; e Piero Angela divulgatore scientifico generò Alberto Angela divulgatore scientifico, e Gino Paoli cantante e Stefania Sandrelli attrice generarono Amanda Sandrelli cantante e attrice, e Manlio Coltellazzo linguista generò Sandra Coltellazzo linguista, e Salvatore Rosati anglista generò Nicoletta Rosati anglista; e Giuseppe Marrazzo giornalista del TG2 clonò Pietro Marrazzo giornalista del TG2, e Alberto Savinio pittore generò Ruggero Savinio pittore, e Vittorio De Sica cantante attore e regista clonò Cristian de Sica cantante attore regista, ed Enzo Jannacci cantante generò Paolo Jannacci cantante e Maurizio Ferrara deputato P.C.I. generò Giuliano Ferrara erodeputato P.S.I. nipote di Giovanni Ferrara deputato P.R.I. , e Gontrano Molossi giornalista e direttore della Gazzetta di Parma generò Baldassarre Molossi giornalista e direttore della Gazzetta di Parma che generò Giuliano Molossi giornalista e direttore della Gazzetta di Parma, ed Enzo Tortora gionalista generò Silvia Tortora giornalista, e A. Bartezzaghi enigmista generò Stefano Bartezzaghi enigmista, e Roberto Gervaso giornalista generò Veronica Gervaso giornalista, e Pietro Ingrao deputato P.C.I. generò Chiara Ingrao deputato verde, e Giuseppe Samonà architetto generò Alberto Samonà architetto, e il cantautore Fabrizio De André generò il cantautore Cristiano DeAndré, e Vittorio Zincone giornalista generò il giornalista Giuliano Zincone, e Vittorio Veltroni giornalista generò Walter Veltroni giornalista, ed Eduardo de Filippo teatrante generò Luca De Filippo teatrante, e Tom Ponzi detective generò Miriam Ponzi detective, e Orio Vergani giornalista generò Leonardo Vergani giornalista, e Guglielmo Zucconi giornalista generò Vittorio Zucconi giornalista, e Nino Manfredi attore generò Roberta Manfredi attrice. E Carlo Dapporto attore generò Massimo Dapporto attore, e Willy De Luca giornalista televisivo generò Manuela De Luca giornalista televisivo, e Fortunato Licandro sindaco di Reggio Calabria generò Agatino Licandro sindaco di Reggio Calabria. . .

Altra preziosa genealogia si deve alla pazienza di Giorgio Dell’Arti che l’ha pubblicata sul magazine del Corriere della Sera del 3 Febbraio 1995 e che qui riportiamo integralmente:

«Lista molto parziale dei padri e dei figli all’università (per esempio) di Roma: Licino Angelini (chirurgo) figlio di Arnaldo Maria (ingegnere); Francesco Amaldi (biologia molecolare) figlio di Edoardo (fisica: c’è anche un altro figlio, Ugo, che insegna fisica a Milano); Daniel Pierre Bovet (tecnica della programmazione) figlio di Daniel (chimica); Fabrizio Cacciafesta (geometria) e Mario Cacciafesta (medicina) figlia di Remo, già preside di economia e commercio; Luciano Caglioti (chimico) figlio di Vincenzo (idem); Carmen Cimmino Calenda (biologa) figlia di Aldo Cimmino (già preside di Medicina, un altro figlio di Cimmino, Paolo Tullio, vinta la cattedra di anatomia chirurgica fu dichiarato decaduto per irregolarità del concorso); Marco De Vincentiis (otorino) figlio di Italo (idem); Filippo Rossi Fanelli (internista) figlio di Mario (biochimico); Roberto Filipo (otorino) figlio di Domenico (idem); Lorenzo Fumagalli (anatomia umana) figlio di Zaccaria (idem); Pierluigi Giacomello (chimica) figlio di Giordano (idem); Rinaldo Marini Bettolo (chimico) figlio di Giovanbattista; Emanuele Paratore (geografo) figlio di Ettore (latinista); Rinaldo Perugini (ricercatore della IIIª Università) figlio di Giuseppe (composizione architettonica alla Sapienza) e di Uga de Playsant (disegno a Tor Vergata); Francesco Salvini (scienze della terra) figlio di Giorgio (fisico); Giusepìpe Santoro Passarelli (diritto del lavoro) figlio di Francesco (idem); Nicola Scuderi (oculista) figlio di Giuseppe (idem); Mario Stefanini (isologo) figlio di Paride (chirurgo); Felice Virno (chirurgia oncologica) e Michele Virno(neuroftalmologia)figli di Vincenzo (anatomia umana) » etc, etc, e così nei secoli dei secoli amen.

 

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Errata Corrige: Nell’articolo soprastante, nel riprendere alcune genealogie familistiche italiane approntate privatamente oltre vent’anni fa,  attribuivo alla creativa Annamaria Testa un rapporto di parentela con il noto pubblicitario Armando Testa. Pur avendo appreso in epoca successiva il nessunissimo rapporto di parentela tra i due non avevo provveduto a correggere l’errore nei miei appunti di cui mi sono avvalso per la stesura dell’articolo soprastante. Mi scuso con i lettori e con l’interessata. Ho provveduto pertanto  a correggere il testo. Colgo l’occasione per esprimere il mio rincrescimento verso Annamaria Testa, che peraltro stimo in sommo grado e del cui blog Nuovoeutile sono un assiduo e appassionato lettore.

TAG: Familismo italiano
CAT: costumi sociali

2 Commenti

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  1. giancarlo-anselmi 4 anni fa

    Perché, tra gli innumerevoli X che hanno generato gli Y non vi sono personaggi di buon o alto livello sia tra gli X sia tra gli Y? Perché vi è la tendenza, nella critica, di fare di tutte le erbe un fascio? Non è anche questo un nostro italico vezzo?

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  2. aldo-ferrara 8 mesi fa

    Molti refusi tra cui: Giuseppe Orlando cascio non esiste. Il padre di Leoluca era il Prof. Salvatore Orlando Cascio Ord. Di diritto privato univ. Palermo. Si ficumenti

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