Letteratura
La ricerca della perfezione
Anna è molto bella ed ha un’innata eleganza.
Quando mi ha detto che vorrebbe trovare l’uomo della sua vita, ma non riesce a trovarlo, mi è sembrato divertente aiutarla a iscriversi ad un sito di incontri.
Stamattina mi ha chiamato…
Anna è molto bella ed ha un’innata eleganza.
Quando mi ha detto che vorrebbe trovare l’uomo della sua vita, ma non riesce a trovarlo, mi è sembrato divertente aiutarla a iscriversi ad un sito di incontri.
Stamattina mi chiama.
“Gianna”, mi dice, “ti va di venire con me a prendere un caffè?”
Ho pensato subito: questa ha “quagliato” con qualcuno e vuole raccontarmi come sta andando.
Niente di più sbagliato.
Appena ci sediamo nella saletta del caffè, mi dice con tono sconsolato: “Mi sa che quello giusto per me non esiste proprio!”
Le chiedo subito di dirmi qualcosa sugli incontri che ha avuto, pregustando già il divertimento che sto per ricavare dai suoi racconti.
Anna è la persona più spiritosa che io conosco e usa sempre un linguaggio colorito e per niente convenzionale.
Parte subito la descrizione di alcuni dei personaggi che ha conosciuto e dei suoi incontri con loro.
Ad ognuno Anna attribuisce un soprannome: c’è il Facocero, l’uomo dai modi e dal linguaggio da scaricatore di porto, il Terza Elementare, che non indovina un congiuntivo nemmeno se lo paghi, il Fregnone, che non fa altro che parlare delle donne che lo hanno lasciato, il Topolone, che è molto tenero e desideroso di coccole (ma brutto come la fame“), il Palestrato, che però ha “allenato molto i muscoli e pochissimo il cervello” e diversi altro che adesso non ricordo.
Ad un certo punto, dopo aver molto riso con lei, le domando: “Ma non è che in realtà preferiresti restare sola?”
Anna si fa seria: “Perché dici così? Ti sembra che possa prendere in considerazione persone come quelle che ti ho descritto?”
“No, ma un sospetto mi viene ed è che tu cerchi la perfezione. E la perfezione semplicemente non esiste! Bisogna scendere a compromessi ogni tanto…”
“Perché? Tu lo hai fatto?”
“Certo che sì!”
“Non mi sembra, tra te e Dario vedo una bella intesa.”
“Si, mi è andata bene. Però quando avevo vent’anni volevo un uomo alto, bello e pure ricco. E Dario ha tante qualità, ma nessuna di queste!”
“Ma non mi avevi detto che ti faceva la corte Mario? Se non ricordo male, le aveva tutte e tre le caratteristiche che cercavi!”
“Si, ma aveva un’impresa di pompe funebri!”
Anna scoppia a ridere: “Ho capito: puzzava di formalina!”
Rido anch’io.
Poi le dico: “Perché non riduci un po’ le tue pretese? In fondo l’idea di sposarsi per amore è solo una fissazione recente!”
Anna reagisce: “Parli tu che in televisione ti spari l’una dopo l’altra tutte le serie rosa!”
“Embè? Mi piace sognare ad occhi aperti, però sto con i piedi ben piantati per terra!”
“Cioè su Dario?”, chiede Anna, infilandosi il cappotto.
É stata una mattinata divertente.
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