Musica

La chitarra alla spagnola secondo Paolo Rigano

28 Gennaio 2026

Da Vinci Classics ha pubblicato di recente un CD interamente dedicato alla chitarra spagnola e al suo repertorio del Seicento, El siglo de oro del Regno di Spagna, e del Settecento. E lo fa affidando al siciliano Paolo Rigano – liutista e chitarrista, creatore e direttore del gruppo Arianna Art Ensemble e del Festival di Musica Antica di Gratteri – l’esecuzione su uno strumento particolare: una chitarra costruita in Andalusia dal liutaio Julio Castaños Soler. Questo strumento permette una varietà di sfumature che la musica per chitarra del Seicento richiede. Una prassi esecutiva di allora era quella di introdurre i brani con brevi improvvisazioni, una sorta di preludio, nello stile dell’epoca, o anche durante l’esecuzione, e qui Rigano ce ne inventa alcune, assai suggestive.

Sfilano così, come una collana di perle, le composizioni di Gaspar Sanz (1640-1710), Santiago de Murcia (1673-1739), Francisco Guerau (1649-1722) e Antonio de Santa Cruz (XVII-XVIII sec.)

Il libretto di accompagnamento, purtroppo solo in inglese, da cui ho tratto alcune notizie, fornisce molte informazioni sui brani e gli autori, a cura di Chiara Bertoglio.

Gaspar Sanz, al secolo Francisco Bartolomé Sanz Celma, aragonese, produsse eleganti composizioni con temi che servirono, secoli dopo, a Joaquín Rodrigo per la sua Fantasía para un Gentilhombre, rapsodia per chitarra e orchestra di grande successo. Canarios, il quarto brano del CD è uno dei temi che Rodrigo utilizzò. Sanz proveniva da una famiglia ricca ed ebbe la migliore istruzione possibile, viaggiando anche in Italia, dove risciacquò i suoi panni, a Roma, Venezia e soprattutto a Napoli, dove si fermò per diversi anni sia come organista del Viceré, sia come allievo di Lelio Colista approfondendo la sapienza dei maestri italiani Francesco Corbetta, Giovanni Battista Granata e Giovanni Paolo Foscarini. Forte di quest’esperienza tornò in patria dove scrisse un trattato su Instrucción de música sobre la guitarra española, dedicata all’allievo Don Juan de Austria (jr.), figlio illegittimo di Filippo IV.

Nel CD suoi sono i brani: Jacaras, Passacalle por la D, Canarios, Folias.

Se Gaspar Sanz è la star incontrastata della chitarra barocca, influenzando oltre che Rodrigo, anche Manuel De Falla ed Emilio Pujol, tra gli altri, Santiago de Murcia è una recente riscoperta grazie al musicologo Alejandro Vera. De Murcia è autore di un interessante trattato di accompagnamento, stampato nelle Fiandre, nel 1714, probabilmente ad Anversa. Un’altra traccia del passaggio di Murcia è un manoscritto antologico di compositori barocchi, tra i quali c’è anche lui. Si suppone che la vita lo dovette portare in Messico perché lì, nel 1943, fu trovato un codice con sue opere ma forse furono solo le sue opere a varcare l’Atlantico. Murcia si dedicò anche creare delle variazioni su composizioni di celebri autori, come Corelli. Nel CD fa infatti sfoggio una trascrizione di una Giga di Corelli, oltre a un elegante Fandango, una Passacaglia, una Jota e un divertente Zarambeques o Muecas. Il carattere delle sue composizioni è estremamente comunicativo e adatto alla danza e fu anche musicista di corte, ma probabilmente solo in tarda età.

Francisco Guerau, maiorchino, a dieci anni entrò nella scuola di canto del Collegio Reale di Madrid e, cosa abbastanza insolita, nonostante il cambio della voce, dopo qualche anno, quindi da adulto, continuò a cantare come contralto e scrisse più tardi il Poema armónico compuesto de varias cifras por el temple de la guitarra española, Madrid 1694. Una delle tracce più belle del CD è la sua ciaccona Marionas.

Ultimo autore è Antonio de Santa Cruz, anche suonatore di vihuela, oltre che chitarrista, di cui si sa poco o nulla. Però il suo originale trattato Libro donde se verán pazacalles de los ocho tonos i de los transportados, dove adotta un sistema di intavolatura idiomatico, e il brano scelto in quest’antologia, Jacaras, testimoniano il grande valore di questo autore.

Paolo Rigano, perfettamente a suo agio con lo strumento, narra questa storia della chitarra spagnola attraverso i suoi autori con rara grazia e con varietà di colori. L’antologia è ben variegata, alternando brani dai caratteri più diversi e rappresentativi di un secolo splendido. Il tocco ora lieve e malinconico delle passacaglie viene sdrammatizzato dalle Jacaras, dalla Giga e dalla Jota, sempre senza strafare, perché per un chitarrista la tentazione di flamencheggiare è sempre dietro l’angolo. Rigano, invece, mantiene una sua aristocratica eleganza pur assecondando il carattere di danza dei brani. Le passacaglie da lui eseguite hanno quel grado di dolce tristezza che, proiettandoci in un ambiente magico e acronico, sembra mostrarci i fantasmi del tempo perduto che danzano per noi. Vale la pena di cercare questo CD e ascoltarlo perché è una scorpacciata di delizie.

https://www.prestomusic.com/classical/products/9699547–la-chitarra-alla-spagnola-17th-century-music-for-baroque-guitar

 

 

 

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