Coppie di Fatto. Non serve l’intelligenza, basta l’interesse

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25 Maggio 2015

Quello che è incomprensibile è come ci sia ancora chi si ostina ad combattere il matrimonio gay sapendo benissimo che se non oggi, domani o massimo dopodomani sarà sicuramente legge. Diceva il giullare ” come può uno scoglio arginare il mare” . Questi  “scoglietti” non si  rendono conto del danno che stanno arrecando al paese che va ben oltre lla loro retrograda volontà di discriminazione, ben oltre il  loro anacronismo, ben oltre la loro incapacità di accettare e riconoscere delle libertà fondamentali. Il danno, quasi più grave è quello di amplificare oltre qualsiasi ragione l’attenzione su coloro da cui rifuggono con il risultato di renderli simboli di una correttezza etica e politica che non dovrebbero avere per il solo fatto di essere omosessuali, transessuali o transgender.

Questa battaglia alle streghe rende democratici, onesti, incoruttibili, capaci e quindi,  eleggibili e presentabili ” a prescindere” personaggi che sicuramente lo sono, ma non grazie alla lora sessualità.

Lo sono per altre qualità, per altri comportamenti, per altre manifestazioni di professionalità che non devono essere messe in secondo piano ma che devono emergere con estrema chiarezza ed essere al centro della nostra attenzione, non alla periferia dei nostri giudizi.

Questa inutile avversione, accentrando il dibattito su qualcosa che non ne meriterebbe alcuno,  ci distoglie dalla possibilità di un giudizio equo ed equilibrato sulle capacità delle persone,  in quanto associate e accumunate dall’appartennza a una categoria che diviene, suo malgrado, protetta.

Nessuno è più coinvolgente, convincente, accettabile di chi è vittima di un pregiudizio, di un’ingiustizia, di una avversione immotivata.

Si pensa che chi ne è privato sarà il miglior difensore dei nostri diritti e e di tutti quelli disconosciuti, di ogni ordine e grado.

Ma  sappiamo benissimo che non è vero.

Non è automatico che chi si batte per il riconoscimento delle coppie di fatto sia allo stesso tempo d’accordo per la liberalizzazione delle droghe leggere, per lo ius soli, per i diritti negati agli  immigrati o per la libertà religiosa di qualsiasi credo.

Così come non sono automatici i loro giudizi sulla equa distribuzione delle ricchezza, sulla solidarietà o sullo stato sociale.

Sono equazioni o meglio “uguaglianze” che non funzionano ma che  nell’immaginario collettivo risultano erroneamente  possibili.

Travisando invece quello che dovrebbe essere un principio di parità, equità, uguaglianza.

La possibilità di giudicare qualcuno, e di essere giudicati,  per quello che si fa, si pensa , si propone indipendentemente dal sesso, la religione, il credo politico.

Per evitare di dare e ricevere delusioni. E qualche esempio, a dire il vero, se ci pensiamo bene, lo troviamo di sicuro.

E allora sogno il giorno in cui non sarà necessario votare una donna per risarcire le donne, un omosessuale per dimostrare la mia apertura , un nero per non dirmi razzista o un mussulmano per dichiararmi laico.

Rischiando di votare ed eleggere un’incapace, un ladro, un inetto o uno stupido, distratto da qualcosa che non ha nessuna importanza. Un Fisico, un Amore, un  Colore, un Dio, .

Ecco perchè, al di là di una battaglia di civiltà insopprimibile, non ha nessun senso cercare di posticiparne la vittoria .

Se non si hanno nè l’intelligenza nè la sensibilità di riconoscere la sconfitta dell’oscurantismo, e di levarsi i sacchetti di sabbia dagli occhi, che lo si faccia almeno per interesse.

 

TAG: coppie di fatto, Dio, diritti, elezioni, gay, giustizia, immigrazione, interesse, islam, libertà, mussulmani, politica, professionalità, valore
CAT: discriminazioni, Qualità della vita

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