Parlare solo quando è necessario, scioperare solo quando è necessario. #Day2

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12 marzo 2019

Una cosa di Greta Thunberg, la ragazzina svedese che ha lanciato i Friday for Future, che mi colpisce è la sua sindrome da mutismo selettivo, di essa non avevo mai sentito parlare prima d’ora. Lei la descrive così, significa che parlo solo quando ritengo necessario farlo, non una parola di più, nè una di meno. E pensare che una cosa del genere non dovrebbe essere nemmeno classificata come sindrome secondo me, perchè tutti dovremmo imparare a parlare così, al momento giusto, e magari, visto che la penso così, forse anche io ho questa sindrome, pensandoci bene devo averla maturata da piccolo in uno dei miei tanti atteggiamenti di ribellione alla status quo, alle cose che sono così perchè si è sempre fatto così. E sicuramente continuo a covarla dentro, perché spesso cerco di parlare solo quando è essenziale, anche alle riunioni di lavoro. ascolto, ascolto molto, e cerco di parlare solo se strettamente necessario, non concepisco insomma la mia esistenza in quanto legata al mio parlare, al mio verbalizzare, e spesso, me ne sto volentieri zitto.

Intanto la piccola Greta in otto mesi di marcia ha raccolto un seguito notevole, e questo a dimostrazione che non servono tante parole per farsi comprendere se il messaggio che vogliamo dare è chiaro, significativo e chiaro. E venerdì prossimo, il 15 marzo, si terranno manifestazioni per il clima in 71 paesi del mondo e saranno 700 le piazze coinvolte in questo sciopero globale. E le parole sono come gli scioperi, quando sono troppe perdono di importanza e di significato. Anche a scioperare troppo io non sono buono. Meglio una sola cosa, massiccia e ben fatta, che tante proteste senza alcun legame logico tra loro. L’essenziale, ecco quello che mi colpisce nel messaggio di Greta, questo suo andare costantemente all’essenziale, e questo suo non riuscire a lasciare andare, il non voler accettare le cose per come sono. E’ questo tratto del suo carattere che l’ha portata a fare crescere la sua protesta nata come iniziativa personale e adesso diventata, in meno di otto mesi, movimento globale. Intanto cresce di ora in ora il numero delle testate che alle tematiche del global warming sta dedicando speciali e approfondimenti.

Quello che colpisce di Greta Thunberg è che è solo una ragazza che sta facendo qualcosa da adulto, e meglio di un adulto, infinitamente meglio. Deve essere per questo che neglil ultimi mesi è stata chiamata a parlare nei consessi internazionali più importanti, per riconoscere sostanzialmente in materia di clima e ambiente il fallimento di quanto fatto fino qui da tutti, governi, istituzionni sovranazionali, imprese e individui. E il risultato è che la nostra casa sta andando a fuoco. E ditempo per spegnere l’incendio non sappiamo se ce ne sia ancora. Ha esordito così Greta nel suo discorso al World Economic Forum di Davos. L’ecosistema globale è qualcosa di molto complesso. Nessuno sa come possa reagire agli ultimi 50 anni di sviluppo dissennato, e sotto i nostri occhi abbiamo per ora solo alcune delle conseguenze di questo nostro modo di agire. Sappiamo solo che un aumento di 1,5 gradi celsius di temperatura media a livello globale è ciòche non ci possiamo assulutamente permettere e per scongiurare questo aumento servono azioni immediate e drastiche. Sta solo qui la nostra speranza. Tutti parlano di soldi, anche a Davos, ma c’è qualcosa di molto più importante dei soldi e sono le nostre vite, ecco, siamo arrivati al punto in cui i soldi e le nostre vite sembrano essere diventati nemici, e non c’è posto per entrambi questi concetti sotto lo stesso tetto.

Greta dice ogni giorno di sentire una paura che vuole comunicare a tutti, per questo sta tenendo discorsi un po’ ovunque. La nostra terra ha parlato. E quando parla la terra l’unica cosa da fare è ascoltare, parla continuamente, quando piove e quando non piove, quando soffia il vento e quando arriva il sole della siccità. La terra ha parlato, ha detto le cose come stanno. Ha parlato anche da quelle terre nere di carbone che nessuno di noi vuole vedere, perché tutti siamo estremamente bravi a girare lo sguardo da un’altra parte, a distogliere l’attenzione. Il mutismo selettivo non consente queste distrazioni, e Greta non gira lo sguardo, vede e affonda, e ha deciso che prima di affondare ulteriormente fosse il caso di avvertire dei rischi che stiamo correndo, noi e i nostri figli. Abbiamo una sola vita, e siamo tutti ospiti dentro la stessa casa, adesso è veramente arrivato il momento di scioperare e di parlare, perché adesso è davvero necessario.

TAG: 15 marzo 2019, Davos. World Economic Forum, Global Climate Strike, Greta Thunberg, sciopero per il clima
CAT: economia circolare, Inquinamento

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