Vinitaly

Agroalimentare

Vinitaly, l’Italia si conferma primo produttore mondiale di vino, ben davanti la Francia

Il nostro Paese si colloca ai vertici del settore a livello mondiale per produzione ed esportazione. Secondo Intesa Sanpaolo, ci sono almeno 600 imprese già pronte a crescere attraverso gli strumenti della finanza, tra cui fusioni, acquisizioni, quotazione in Borsa.

14 Aprile 2026

Vinitaly torna a Verona fino a domani 15 aprile, confermandosi uno degli appuntamenti più rilevanti a livello internazionale per il settore vitivinicolo. Produttori, buyer e professionisti provenienti da tutto il mondo si  sono convenuti nella città dell’Arena a partire dal 13 aprile per scoprire nuove etichette, tendenze di mercato e innovazioni legate al vino. A Vinitaly 2026 (12-15 aprile), attesi oltre 30 mila operatori esteri provenienti da 130 Paesi, oltre a 1.000 i top buyer selezionati, invitati e ospitati congiuntamente da Veronafiere e ITA – Italian trade Agency. In zona extra Ue delegazioni importanti dal Nordamerica, ma anche  dall’area asiatica con aumento degli arrivi dalla Cina ma anche da India, Giappone e Thailandia, oltre che da Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine. Folta la presenza attesa dall’area sudamericana, Brasile e Messico in primis, e in forte crescita l’incoming dell’Africa, che quest’anno registra un perimetro di azione allargato a 10 Stati.

L’evento non è solo una vetrina commerciale, ma anche un’occasione di confronto e formazione, con degustazioni, workshop e incontri tematici. In un contesto in continua evoluzione, Vinitaly rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per comprendere le dinamiche e il futuro del comparto enologico.

Vinitaly, il valore del comparto vino

Da elaborazioni di di Intesa Sanpaolo si evidenzia che, in base alle prime stime di OIV, l’Italia si conferma nel 2025 come primo produttore mondiale di vino (47,4 milioni di ettolitri), davanti alla Francia (35,9 milioni di ettolitri) e alla Spagna (29,4 milioni di ettolitri). La previsione per la produzione mondiale è di 232 milioni di ettolitri. Si tratta di un aumento del 3% rispetto al raccolto storicamente basso del 2024, ma comunque inferiore del 7% rispetto alla media del quinquennio precedente. Nonostante ciò, il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere sostanzialmente equilibrato, poiché la crescita limitata della produzione contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali.

Sul fronte del commercio estero, l’Italia si conferma nel 2024 come primo esportatore mondiale in quantità, mentre si colloca al secondo posto in valore, preceduta dalla Francia. Nel 2025 le esportazioni italiane di vino si sono attestate a 7,8 miliardi di euro, registrando una lieve flessione rispetto all’anno precedente, sia in valore (-3,7%) sia in volume (-1,9%).

Tra i distretti del vino, risultati positivi in termini di esportazioni nel 2025 per Vini e distillati del bresciano (+27,9%), Vini e distillati del Friuli (+7%) e Vini e distillati di Bolzano (+1,9%), stabili  per Vini del Veronese (-0,9%), Vini di Langhe, Roero e Monferrato (-0,9%), in lieve calo per Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (-3,1%), Vini dei colli fiorentini e senesi (-2,5%) e Vini e liquori della Sicilia occidentale (-2,6%); più marcato per Vini del Montepulciano di Abruzzo (-13,8%) e per Vini e distillati di Trento (-12,1%).

Il contesto particolarmente incerto genera inoltre un bisogno strategico di posizionamento competitivo internazionale e su questo tema Intesa Sanpaolo è particolarmente presente, anche con un modello di advisory integrato unico nel panorama nazionale. Sono circa 600 le realtà produttive del settore agroalimentare che per dimensione e valore sono potenzialmente pronte a intraprendere percorsi di crescita attraverso innovativi strumenti di finanza, tra cui Ipo, m&a, finanza strutturata, transizione generazionale e gestione della governance.

Al Vinitaly, Massimiliano Cattozzi, responsabile della Direzione Agribusiness della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: «In un contesto globale così incerto, le nostre Pmi possono contare su un supporto costante in termini finanziari e consulenziali. Con 1,5 miliardi di nuovo credito a disposizione e un modello di advisory che gode delle sinergie del gruppo, anche la Direzione Agribusiness riesce a offrire alle imprese del settore un supporto unico in Italia per fusioni, acquisizioni, ricambio generazionale e apertura di nuovi stabilimenti anche all’estero, di particolare interesse anche per i protagonisti del mondo del vino». La direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 9,5 miliardi di euro di erogazioni a medio-lungo termine dalla costituzione nel 2021. La banca ha dedicato uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro di nuovo credito per supportare investimenti, crescita dimensionale, innovazione e progetti di sostenibilità delle imprese del settore, in particolare per le oltre 7mila realtà già clienti e attive nelle più importanti catene del valore vitivinicolo italiano.

 

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