Moda & Design
Mobile e design Made in Italy: leadership europea confermata, export resiliente e nuove sfide globali
Fatturato in crescita, export diversificato e nuovi investimenti: il mobile Made in Italy guida il mercato europeo
Il settore del mobile e del design Made in Italy consolida la propria posizione di leadership in Europa e si prepara ad affrontare un contesto internazionale sempre più complesso, tra tensioni geopolitiche, trasformazioni della domanda e nuove direttrici di sviluppo. È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Research Department di Intesa Sanpaolo realizzata da Stefania Trenti, responsabile Industry & Local Economies, e Ilaria Sangalli, responsabile Industry Research del Research Department del gruppo, che fotografa un comparto solido, dinamico e capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti.
Nel 2025 il fatturato del settore raggiunge i 26,7 miliardi di euro, confermando l’Italia al primo posto nel panorama europeo, davanti alla Germania ferma a 21,7 miliardi. Un risultato che assume particolare rilievo se confrontato con l’andamento degli altri principali competitor: mentre Paesi come Francia e Germania registrano una contrazione, il mobile italiano mantiene una crescita, seppur contenuta (+0,5%), dopo il forte rimbalzo del biennio post-pandemico.
A sostenere il comparto è soprattutto la componente estera, che si conferma determinante nonostante le difficoltà legate al contesto globale. Il saldo commerciale resta ampiamente positivo, attestandosi a 8,4 miliardi di euro, anche a fronte di una lieve flessione delle esportazioni (-1,2%). Le imprese italiane dimostrano una significativa capacità di riorientare i flussi verso mercati più dinamici, compensando le criticità di alcune aree.
Tra le destinazioni più performanti spiccano la Turchia, che registra un vero e proprio boom con un +43,5%, e il Canada (+9%), entrato stabilmente tra i principali mercati di sbocco. Crescono anche le vendite in Germania, Regno Unito e Spagna, mentre si registrano flessioni negli Stati Uniti (-8,2%), penalizzati dal cambio e dalle tensioni commerciali, e in Cina (-4,7%), ancora condizionata dalla debolezza della domanda interna.
Un ruolo centrale è svolto dai distretti industriali, autentico motore del settore. Questi poli produttivi generano l’83% dell’avanzo commerciale complessivo e si distinguono per una maggiore capacità di tenuta sui mercati internazionali. In particolare, alcune realtà registrano performance di rilievo, contribuendo a bilanciare le difficoltà di altri distretti storici, che restano comunque fondamentali per valore delle esportazioni e capacità di adattamento.
Guardando al 2026, lo scenario resta caratterizzato da incertezza, legata in particolare alle tensioni in Medio Oriente e ai possibili effetti sui costi energetici e sulle rotte commerciali. Le previsioni indicano una crescita moderata del PIL, con un impatto sulla domanda che potrebbe tradursi in consumi più deboli anche per il settore dell’arredo. Tuttavia, il mercato interno italiano è atteso in lieve espansione, sostenuto dal comparto immobiliare e dal turismo, soprattutto nella fascia alta.
Sul piano internazionale, l’attuale contesto potrebbe offrire nuove opportunità. In caso di normalizzazione delle tensioni, i Paesi del Golfo continueranno a rappresentare mercati strategici per il Made in Italy, grazie alla domanda di prodotti di alta gamma legata ai grandi progetti immobiliari. Allo stesso tempo, si rafforza la necessità di diversificare ulteriormente i mercati di sbocco, guardando con crescente interesse a India, Sud-Est asiatico e America Latina.
Il posizionamento competitivo delle imprese italiane resta fortemente ancorato alla qualità e al design. Le quote di mercato risultano particolarmente elevate nella fascia alta, dove l’Italia detiene un ruolo di primo piano a livello globale, arrivando a sfiorare il 25% nel segmento delle cucine. Un vantaggio competitivo sostenuto anche da un ecosistema del design tra i più sviluppati in Europa, con oltre 76mila addetti e più di 6 miliardi di euro di fatturato.
Parallelamente, il settore è chiamato ad affrontare alcune sfide strutturali. Tra queste, la necessità di accelerare gli investimenti nella doppia transizione digitale ed energetica. L’Intelligenza Artificiale emerge come priorità per il 2026, con il 16% delle imprese che già utilizza soluzioni basate su questa tecnologia, mentre cresce l’attenzione verso cybersecurity ed efficienza energetica.
Sempre più rilevante anche il tema della sostenibilità: una quota significativa di imprese mostra interesse verso gli investimenti ESG, sebbene resti ancora margine di crescita soprattutto tra le realtà di dimensioni più ridotte. A ciò si aggiungono questioni legate al ricambio generazionale e all’invecchiamento della forza lavoro, elementi che potrebbero incidere sulla competitività futura del comparto.
Nonostante le complessità dello scenario, il settore del mobile e design Made in Italy conferma dunque una solida capacità di resilienza e adattamento. La combinazione di qualità, innovazione e radicamento territoriale continua a rappresentare un punto di forza, chiamato ora a confrontarsi con le nuove sfide della transizione globale.


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