Europa

Elezioni Ungheria, Magyar vince. Si chiude l’era Orban

Affluenza record per il rinnovo del Parlamento di Budapest. Schiacciante la vittoria del partito d’opposizione Tisza. Orban ammette la sconfitta. Tripudio tra i leader Ue che si liberano di un premier sempre in sintonia con i nemici dell’Europa.

12 Aprile 2026

Storica svolta in Ungheria, dove alle elezioni per il rinnovo del Parlamento gli elettori hanno messo la parola  fine all’era Orban e consegnato le chiavi del Paese al partito Tizsa di Peter Magyar. Fino a due anni fa quest’ultimo era tra i collaboratori di Viktor Orban, il premier ungherese ininterrottamente al governo dal 2010 (e in precedenza nel periodo 1998-2002).

Il partito d’opposizione Tisza di Magyar non solo si assicura la vittoria ma conquista anche la “super maggioranza”. Con 138 seggi su 199, si garantisce infatti anche i numeri per cambiare la costituzione. «Abbiamo scritto la storia», ha rivendicato trionfalmente Magyar.

La vittoria era nell’aria, ma i risultati hanno superato le indicazioni dei  sondaggi pre-voto. Subito dopo la chiusura dei seggi, Magyar ha scritto su X: «Il regime sta vivendo le sue ultime ore, ci troviamo alle porte di un cambiamento di sistema. Attraversiamolo! Rimaniamo tutti sereni e di buon umore: il tempo gioca a nostro favore! Dio benedica l’Ungheria!».

Il premier ungherese Orban ha telefonato al leader dell’opposizione Magyar ammettendo la sconfitta:  «Per congratularsi per la nostra vittoria», ha scritto su Facebook lo stesso Magyar. Più tardi Orban ha parlato di «un risultato doloroso ma chiaro».

Le elezioni hanno registrato un’affluenza eccezionale: alle 18.30 aveva votato il 77,8% degli aventi diritto, 5,6 milioni di ungheresi, un record assoluto. Ben dieci punti percentuali in più rispetto al 2022.

La vittoria di Magyar oltre a segnare un terremoto nella politica interna ungherese dopo la lunga stagione di Orban, rappresenta anche uno scossone sulla scena internazionale.

Orban aveva schierato il suo Paese su posizioni illiberali, anti-Ue, filo-putiniane e in forte sintonia con l’amministrazione Trump. Fino al punto che il 7 aprile il vicepresidente americano Vance era volato a Budapest per apportare sostegno all’alleato che appariva sfavorito nei sondaggi.

Tanta attenzione da parte del vice di Trump verso il leader di un piccolo paese nel cuore dell’Europa non era casuale.

Nella rete internazionale sovranista, Orban era la stella polare. Dopo essere emerso nella scena politica ungherese alla fine degli anni ’90 come campione liberale, in opposizione a eredi e nostalgici dell’era sovietica, a partire dal 2010 – quando è ritornato al governo – Orban ha infatti assunto posizioni sempre più illiberali e una postura autoritaria, comprimendo le garanzie democratiche e diritti civili. I suoi uomini hanno occupato massivamente le istituzioni ungheresi, creando quello che è stato definito uno Stato-mafia, fonte di un sistema di corruttela ramificato.

Del sovranismo nazionalista, illiberale, xenofobo Orban è stato il pioniere, e per questo tenuto in grande considerazione da Trump, Putin, Netanyahu. Senza tralasciare il fatto che per lungo tempo è stato lungamente tollerato anche nella Ue, grazie al fatto che il suo partito Fidesz è stato nelle file del Ppe fino al 2021, quando si è chiamato fuori per evitare di esserne espulso.

«Il cuore dell’Europa stasera batte forte in Ungheria»: la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha commentato così il voto ungherese e la sconfitta del «nemico» della Ue Orbàn.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato di aver avuto una conversazione telefonica con Magyar: «Ho appena avuto un colloquio con Peter Magyar per congratularmi con lui per la sua vittoria in Ungheria! La Francia saluta una vittoria della partecipazione democratica, dell’attaccamento del popolo ungherese ai valori dell’Unione europea e per l’Ungheria in Europa«, ha scritto Macron su X.

Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è congratulato con Peter Magyar per il successo elettorale in Ungheria: «Il popolo ungherese ha deciso. Le mie più sentite congratulazioni per il tuo successo elettorale, caro Peter Magyar», ha scritto il cancelliere. Congratulazioni e auguri arrivano anche dai leader di Norvegia, Svezia, Lituania, Lettonia, Spagna, Olanda e molti altri.

Con molto ritardo rispetto ai colleghi europei, alla fine anche la premier italiana Giorgia Meloni, che durante la campagna elettorale si era schierata con “il suo amico Orban”, si è congratulata con Magyar «al quale il governo italiano augura buon lavoro», ha scritto su X. Nello stesso messaggio la premier ha poi reso omaggio allo sconfitto, che aveva sostenuto durante la campagna elettorale. «Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione. Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale», ha scritto Meloni su X.  Al netto della comune visione politica sovranista, in Europa Orban ha assunto frequentemente posizioni contrarie agli interessi nazionali italiani, in particolare in tema di politiche migratorie.

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