Festival Ouverture 2015 – Officina Teatro – San Leucio – 4° giornata

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25 settembre 2015

 

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Quarta giornata a San Leucio per il Festival delle Art(i)ncontemporanee: si continua a fare comunità. Officina Teatro è un’isola felice in cui è piacevole perdersi. Qui la pioggia non rattrista, anzi, diviene un pretesto per raccogliersi tutti insieme; artisti, organizzatori, ragazzi, a parlare d’arte seduti sul divano del foyer di Officina Teatro, aspettando che la giornata si animi ancora una volta. In questo Festival piace tanto l’attesa. Aspettare non pesa, diviene momento d’incontro, conoscenza, confronto. Ben visibile è il forte attaccamento dei ragazzi allo spettacolo dal vivo. Sono a loro agio qui, si sentono a casa. Il teatro educa, accoglie. C’è chi ha solo 17 anni ma già sogna di continuare a lavorare in teatro, ha idee precise: il teatro è la sua strada e vorrebbe fare il tecnico delle luci. In questi giorni ogni forma d’arte permette di soffermarsi su ogni singolo particolare, offrendo attimi di riflessione collettiva. Un momento catartico per vedere la vita oltre la pelle. Ci si spoglia di sé e di tutte le sovrastrutture sociali e personali. Siamo accanto con le nude emozioni. Sono nude anche le paure e le negatività di cui riscoprire il significato.

Ad un certo punto della serata un banchetto viene allestito con una tovaglia bianca e sopra una lavagnetta in ci è trascritto in gesso un micro menù: si tratta della creatività di RICETTARIO / LATO B – performance per uno spettatore di Chiara Vallini. Si crea poco alla volta una fila di curiosi, proni a immergersi in questo spaesante e sorprendente evento. La cuoca porge allo spettatore di turno il menù in base al quale sceglierà la sua portata e ricetta. Si entra così in un mondo surreale e parallelo dove si osserva l’artista in opera mentre disegna con il cibo sentimenti e sensazioni. Ciascuno spettatore singolarmente è coinvolto dai versi sussurrati da una cuffia che si offre come ponte levatoio da un polo all’altro della performance. Le azioni intanto osservate dall’esterno appaiono abitualmente conosciute e ripetute, ma per chi le vive da dentro assumono un significato diverso, inedito e vivificante, facendo emergere luoghi unici e nascosti nel proprio Io in cui la monotonia e la velocità dei nostri tempi vengono ammortizzati e sbiaditi momentaneamente.

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Importante diventa la riflessione sui rapporti interpersonali, fragili, sfilacciati sopratutto con la figura odierna del “Padre” mancato o perduto: in questa serata avviene l’ultimo incontro D|PAROLA – I nuovi linguaggi della scena contemporanea, questa volta moderato da Franco Cappuccio, che ha visto come protagonisti i drammaturghi Saverio Tavano, Gli Omini e i Maniaci d’Amore. Il foyer di Officina Teatro si trasforma all’improvviso in una tavola rotonda tra stili, visioni e linguaggi differenti per raccontare le banalità, le disillusioni e le amarezze dell’umana contemporaneità. Si è partiti raccontando cosa ispira la scrittura drammaturgica, come si arriva alla stesura di un testo teatrale, da dove parte il primo movimento della penna sul foglio di carta. Partendo da queste tre posizioni tra loro molto variegate, gli artisti hanno comunque confessato al pubblico presente in sala di essersi soffermati nell’ultimo periodo sul puzzle dei rapporti interpersonali (difficoltà dei legami di coppia, familiari e adolescenziali, ma non solo): tutti uniti, anche se con metodi e interpretazioni altre tra loro, dal bisogno di carpire l’enorme mistero dell’uomo nelle sue debolezze e incomprensioni, dall’urgenza di intravedere uno spiraglio di rinascita nel ritrovare le proprie radici con ciò che si è forse dimenticato.

La serata si conclude poi con lo spettacolo CANTO di Azul Teatro in cui Serena Gatti e Raffaele Natale hanno illustrato, a loro modo la complessità, del vivere moderno, dando voce e respiro a tutto ciò che è assenza e intraducibilità. Una celebrazione, quasi, del non-detto, del mestiere ostinato dell’artista di cercare ciò che sparisce, che a sua volta è mosso da ciò che appare vicendevolmente. “Cantare in verità è un respiro diverso, è un soffio, è un vento.” L’incomunicabilità, l’invisibile, l’indescrivibile vengono magicamente a galla e traspaiono d’incanto mediante le voci dei protagonisti che, come all’interno di una gabbia di uccelli da cui liberarsi, spaziano e danno libero sfogo alle parole di una e più canzoni. Questo sconvolgimento profondo e passionale riemerge dalle catene dell’ordinario per farsi voce immensa, regalando anche qualche sorriso in più di una gag come parentesi inespresse della filosofia del gioco tra amanti.

Anche oggi la giornata riserva nuove sorprese: #PugliaOff vi farà vivere il #Festival minuto per minuto anche da casa.
Appuntamento a domani con il #diariodibordo della quinta giornata di #Ouverture 2015.

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