L'estrazione di Petrolio in Venezuela

Geopolitica

Venezuela, il parlamento apre le porte alle compagnie petrolifere straniere

24 Gennaio 2026

Secondo quanto riportato dal Financial Times, che ha visionato i documenti riservati, il Venezuela, dopo il blitz degli USA che ha arrestato e deportato Maduro, si appresta a varare una riforma storica del proprio settore energetico e in particolare della gestione dei suoi giacimenti di petrolio, i più grandi del mondo. Un nuovo disegno di legge, già approvato in prima lettura giovedì scorso e atteso al voto definitivo la prossima settimana, promette di smantellare decenni di nazionalismo petrolifero per aprire le porte agli investimenti privati.

La proposta legislativa segna un punto di rottura con l’era di Hugo Chávez. Se approvata, le compagnie private potranno operare i giacimenti a proprie spese, pur mantenendo lo schema delle joint venture a maggioranza statale. Per rendere i progetti economicamente sostenibili, la legge prevede una flessibilità sulle royalty: la tariffa base del 30% potrà essere ridotta al 20% o addirittura al 15%. Un elemento cruciale per gli investitori esteri è l’eliminazione dell’obbligo di risolvere le controversie legali nei tribunali locali, spesso accusati di parzialità.

Il contesto politico in cui nasce questa riforma è turbolento. La legge segue l’operazione delle forze speciali statunitensi che il 3 gennaio ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, ora sotto processo a New York. Il nuovo corso è guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, sostenuta dall’amministrazione Trump. Proprio Donald Trump ha dichiarato apertamente che gli Stati Uniti intendono “gestire” il Venezuela e controllarne virtualmente il settore petrolifero. Non a caso, fonti interne al parlamento venezuelano sostengono che il testo sia stato redatto sotto la diretta influenza di Washington: «Molte cose sono state ordinate dagli americani», ha riferito un deputato anonimo.

L’obiettivo dichiarato da Jorge Rodríguez, capo del legislativo, è rilanciare una produzione del petrolio in Venezuela che è passata dai 3 milioni di barili al giorno di inizio secolo ai soli 500.000 del 2020. Nonostante il Venezuela vanti le riserve più grandi al mondo, anni di corruzione e sanzioni hanno devastato le infrastrutture. Le compagnie americane, guidate dal precedente di Chevron, chiedono ora “garanzie serie” prima di investire miliardi nella ricostruzione. Tuttavia, il segretario all’Energia USA, Chris Wright, ha già chiarito che la Casa Bianca non fornirà sicurezza militare sul campo alle aziende petrolifere.

(immagine di copertina, creative commons)

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