L’utilità del comunismo, nemico immaginario

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16 gennaio 2019

Le fotine del tiramisù, dopo quella della Nutella, e il relativo tweet contro i comunisti assassini, gli amici e i protettori: un campionario di nemici ad hoc per accompagnare la discesa in terra nostra del grande latitante, piccolo uomo innocuo e triste. Il signore della lega e l’uomo in buona fede a bordo pista, come mogli di martiri, e cecchini sui tetti. L’umore italiota di questi tempi, mix di opportunismo, disprezzo e superficialità si concentra tutto in questa scenetta in diretta. E il nostro ministro dell’interno lo raccoglie, questo (mal)umore; e dove è latente, lo stimola: ma senza elaborare chissà quale riflessione o analisi: bastano pochi caratteri di linguaggio rasoterra e ripetitivo. E così il fascismo è sdoganato, di moda: la storia, quella dei fatti, è scaduta: ora viaggia la mitologia spiccia. Il comunismo però resiste ancora, come babau. Ne ho sentiti un po’, ne ho letti pure a iosa di commenti: “I comunisti hanno rovinato l’Italia!”. Io provo a immaginare i governi del dopoguerra. Non c’è un solo presidente del consiglio. Un solo comunista ministro, a parte una variabile Bertinotti, che riuscì a riesumare un Berlusconi ai titoli di coda. Quindi un amicone. Qui siamo sempre stati democristiani: un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma niente, questi non vogliono sapere, vogliono odiare, o tifare. Per questi nuovi italiani allo sbando ideale è comunista chiunque non sia almeno un po’ mafioso o almeno un cicinin fascista. Perchè serve, il comunista immaginario: sventolare un grande nemico aiuta a farsi amici. Poi ci sono quelli che hanno scritto lo striscione in rosso su bianco, con la stella a cinque punte, parlando di amnistia e compagni liberi, manipolo di dinosauri, gente che non riempirebbe una festicciola borghese fatta in casa, a Carnevale. Invece, l’uomo addobbato da ventennio che ha sparato a caso a ragazzi neri innocenti è la punta di un pensiero che si allarga. Di quel fattaccio, il ministro, disse che la colpa era dell’immigrazione clandestina. Ma non aveva ancora postato momenti di pasticceria casalinga. Non aveva ancora cali di zucchero.

TAG: italia
CAT: Governo

3 Commenti

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  1. dionysos41 7 mesi fa
    E' sempre servito. Il comunista. Immaginario e reale. Un tempo mangiava i bambini! L'Italia è un paese inguaribilmente conservatore, cialtronescamente disinformato, e soprattutto inossidabilmente retrivo. O abbiamo dimenticato che i comunisti erano i nemici, e la Chiesa li scomunicava, la DC li criminalizzava?
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  2. lina-arena 7 mesi fa
    Sono stata comunista ma dai commenti che leggo mi rendo conto che il comunismo allevato alle Frattoicchie, ha rovinato l'Italia nel senso che ha impedito la formazione di un serio partito socialista, impegnato sul fronte dei principi di uguaglianza e tutela dei diritti fondamentali. La fase del terrorismo è stata deleteria e credo che discutere di quel periodo e di quelle formazioni politiche sia compito di veri studiosi che hanno vissuto quella tragedia .Se ne avesse il coraggio potrebbe parlare D''Alema o un Violante a condizione che siano veramente pentiti e consapevoli degli errori commessi.
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  3. lapsusrima 7 mesi fa
    Comunista è una parola che comprendeva troppe varianti, desideri, rivalse. Magari verrà il tempo che se ne parli con la testa e non con la bile. Ma dubito, perchè siamo quello che scrive l'amico Dionysos41. Certo che se penso ai miei vecchi conoscenti dichiarati comunisti, la maggior parte di loro oggi è piuttosto noiosa. Scollegata dal presente. Ma questa è solo la mia ristretta esperienza.
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