Infine! Chi ha vinto le elezioni? Berlusconi naturalmente

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5 aprile 2018

Un uomo vincente su tutti i campi, pronto a rialzarsi, nel momento in cui chi guadagna e scommette su di lui tirandogli lo sgambetto, ne decreta ogni giorno di più il suo successo.

È certamente il protagonista della storia nel nostro Paese, la cui dimostrazione di quanto sia arretrato e antropologicamente geloso, malignetto e frustrato, ne ha decretato il personaggio di successo, generando affari milionari per se, per i suoi collaboratori e per i suoi detrattori, per alcuni dei quali, il successo va scemando ogni giorno.

Ma quale colpa ha Berlusconi per essere così vituperato senza una ragione se non un successo imbarazzante per le sue capacità imprenditoriali? Pure la sua famiglia è un colpo al cuore, seppure con qualche intoppo ma che tutti vorrebbero avere.

I due figli della prima moglie sono a capo d’imprese di successo con Piersilvio e Marina, ma pure la ultima arrivata, Barbara, sempre in cinta come Eleonora che comincia bene nel rinvigorire la famiglia, in cinta pure lei. C’è poi Luigi che tuttavia preferisce dedicarsi alle discipline della finanza e dell’economia.

Non dico noi, gente normale con figli se va bene ragionieri o laureati in comunicazione, ma pensate solo a famiglie di un certo peso della finanza, i cui rampolli qualche problema lo hanno creato. Fortunato in tutto il Berlusconi, ma è cosi come sembra? Quella fortuna le è arrivata dal cielo, da qualche amico speciale, da qualcosa di losco come si vuole ipotizzare?

Chi nato ricco cosa ha fatto nella vita? Chi fa parlare di se per il suo look, per gli occhiali che indossa o per la macchina che calza ad ogni evento mondano così per farsi notare, ma in quanto a lavoro creato non ce n’è molto, se non da indotto nel servire il personaggio e comunque creato da altri. Berlusconi ha creato almeno 60.000 posti di lavoro, intendo quelli che occupano le sue aziende, poi come scrivo sopra ci sono i malignetti che parlando male di lui ci hanno fatto una fortuna ed una carriera dal cui brand personale ancora ora parlandone male ci guadagnano la pagnotta.

La più grande accusa nei suoi confronti è sempre stata quella sui soldi. Non erano i suoi per quello che faceva. Questa è l’accusa. Vediamo cosa dice il Codice Civile in merito all’art. 2082 alla voce imprenditore. “E’ imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi”. Ed in termini economici? “L’imprenditore è colui che attiva il sistema economico la cui funzione intermediatrice è chi offre capitale e lavoro e chi domanda beni e servizi”. Un eroe potremmo definirlo ai giorni nostri visto che i più grandi imprenditori sono scappati via dal nostro Paese e chi parla di sviluppo citando le PMI fa tenerezza agli addetti ai lavori, per cui non può esserci occupazione.

L’ultimo colpo, Berlusconi,  lo ha sferrato con il lancio di Canale 20 del digitale terrestre che ha preso il posto di rete Capri acquistato con un Investimento di 15 milioni di euro. La partita del Real Madrid con la Juventus, ne ha decretato il successo seppure con la perdita della nostra squadra con la magra consolazione nel sentirci dire che ha giocato bene. La raccolta pubblicitaria ha segnato il primo colpo.

Certo che i soldi non erano i suoi! Generalmente chi ha i soldi non fa l’imprenditore, ma il banchiere, l’investitore o lo scialacquatore. Dove li ha presi i soldi per iniziare? Provate ad aprire una attività di lustra scarpe e chiedete i soldi per qualche spazzola ed una sedia. Il padre lo ha aiutato così come la madre a stirargli le camicie, chi non lo farebbe per un figlio, per il resto è stato capace di ispirare fiducia ad altri imprenditori o potenziali clienti e collaboratori che hanno creduto in lui guadagnandoci nelle diverse attività collegate ed un posto al sole nella politica per i più bravi. Praticamente non ne ho trovato uno che abbia parlato male di lui. Nessuno!

Certo il padre era direttore di una piccola Banca come qualcuna ne è rimasta pure ora che funziona, la serietà gioca un ruolo importante così come la capacità dei tenere in ordine i conti. Considerando il contesto storico attuale non si può certo dire più di tanto. Mi riferisco alla Banca Rasini la cui proprietà era di una famiglia nobile di Pinerolo che aveva raccolto la fiducia della borghesia milanese, ma pure di qualche mafioso assunto alla cronaca subito pareggiato in contropartita con la chiesa,  rappresentata dallo IOR.

Ma cosa accadde veramente? Nel periodo della ricostruzione, quindi anni ‘50, si fondò quella Banca i cui soci erano appunto i Rasini, e altri nomi con  un capitale iniziale di cento milioni. Quello che tuttavia assunse rilevanza fu il fatto che ci siano stati dei palermitani come soci. Erano in qualche modo accreditati da un politico di un certo spessore: Giulio Andreotti che era collegato al suo uomo di fiducia in Sicilia: Giuseppe Azzaretto il cui figlio Dario subentrava venti anni dopo nella quota di maggioranza. Essere siciliano non significa far parte della mafia, tuttavia a pensare male diceva il buon Giulio, si fa peccato, ma…

Sempre nello stesso periodo, siamo nel 1970, il padre di Silvio, Luigi Berlusconi ratifica una operazione finanziaria acquisendo una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau delle Antille caraibiche Olandesi nel cui consiglio di amministrazione apparivano nomi che potevano annoverarsi nei rappresentanti del Diavolo e dell’acqua santa. Non ebbero fortuna, mi riferisco a Michele Sindona e Monsignor Paul Marcinkus.
Le cronache dell’epoca riportano che le infiltrazioni mafiose ci sono state e si racconta che il capitale sia passato da dieci miliardi degli anni ‘70 ai quaranta negli anni ‘80.

Dire che Silvio Berlusconi abbia avuto i soldi dalla mafia mi sembra fantasioso. Che possa essere incorso in forme di riciclaggio di denaro sporco forse, ma questo può accadere per ognuno di noi che ha un conto corrente in Banca e comunque mai è stato dimostrato, ed ai fini del suo successo è irrilevante. I soldi non hanno odore e pure il Vaticano è incorso in errori talvolta curiosi come investire in una fabbrica di preservativi o nella fabbricazione di armi, ma da lì a dire che si occupano di quello forse è un poco avventato.

Ma perché ha vinto le elezioni Silvio Berlusconi? Perché senza neppure fare campagna elettorale, è stato sufficiente mettere il suo nome per vincere le elezioni. Come coalizione naturalmente! Una legge pasticciata e chiacchierata, che lo stesso Berlusconi, aveva detto, conoscendo gli italiani, torneremo a votare, come dire abbiamo scherzato votando una legge elettorale fatta male,  però il nostro Paese aveva delle priorità: quella dello ius soli, naturalmente. Cosa avete capito? Quella sulle unioni civili?

Fermo restando che per un disoccupato come lo è la più parte dei parlamentari, non è facile lasciarsi scappare una simile opportunità e quindi guadagnare mica male. Ritornare  a votare, rappresenta sempre un rischio. La politica, rappresenta l’arte del compromesso, di cui Berlusconi è maestro. Il Governo c’è con Gentiloni,  per cui è un punto fisso per tutti  come per Renzi che è pur vero che si è bruciato, ma per la sua irruenza, questo non toglie che possa continuare ad avere voce seppure con discrezione. Berlusconi è il più esperto di tutti, è quello capace di trovare delle soluzioni. Di Maio ha dimostrato quanto è bravo e che la laurea serve a poco e se vogliamo soffermarci sull’utilità, diciamo che la più parte sono obsolete, non solo perché il mondo è cambiato, ma perché il sistema universitario è tutto da rivedere. Gioca tuttavia il fatto che non solo non ha esperienza ma è intemperante e ingenuo anche se qualcuno aggiunge che è arrogante.

Fare politica non è cosa semplice e lo stesso Grillo il vero leader del movimento, resta sempre un grande comunicatore, seppure di grande intelligenza, ma la cui passione per le cose buone e coerenza nel portarle da tempo all’attenzione, non dovrebbe favorirlo ne come mediatore ne come politico.

Si ipotizzerebbe una coalizione di destra: quella che ha vinto, con la non esclusione del partito democratico con Gentiloni o altra persona definita di indubbio prestigio, con spazio alla Meloni e Salvini che hanno tempo già da questa legislatura per esprimersi al meglio.

All’opposizione il movimento cinque stelle cosi non si brucia e non fa danni. Dietro a tutti, il vero vincitore, quello che passerà alla storia, in questo caso come decisore occulto sino alla sentenza definitiva che gli restituirà tutto, quello che gli è stato tolto in parte, in attesa del conto finale da saldare. Solo allora la gente comune, comincerà a capire, perché il Paese in tutti questi anni è rimasto indietro attorniato da tutti quei malignetti che hanno preso il sopravvento.

TAG: beppe grillo, giorgia meloni, Luigi Di Maio, Matteo Renzi, matteo salvini, silvio berlusconi
CAT: Governo

3 Commenti

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  1. vincesko 3 mesi fa
    Berlusconi, il peso della condanna Liana Milella - 6 APR 2018 http://milella.blogautore.repubblica.it/2018/04/06/berlusconi-il-peso-della-condanna/
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  2. vincesko 3 mesi fa
    E' un problema di soglia di tolleranza dal punto di vista etico (distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male) prima che giuridico, sia generale del popolo italiano, sia, in particolare, di un'aliquota ancora significativa dell'elettorato verso il pregiudicato Berlusconi, il cui partito alle ultime elezioni politiche ha preso 4.600.000 voti, pari al 14%.
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  3. vincesko 3 mesi fa
    “Berlusconi è in evidente stato di confusione, ma in Italia nessuno ne parla. E né destra né sinistra vogliono dargli il colpo di grazia” Gavin Jones - Il corrispondente: “In Italia i media non scrivono delle sue condizioni, né dei processi” di Tommaso Rodano | 27 febbraio 2018 Mi sembra che Berlusconi sia trattato con straordinario rispetto. Quasi con reverenza. Quando è intervistato, non vengono mai citati i suoi problemi: la condanna, il conflitto di interessi, i processi ancora in corso. Sono temi che la stampa estera ha enfatizzato molto. Qui non esistono. In Inghilterra sarebbe inconcepibile che in tutta la campagna elettorale non sia mai citato il fatto che un leader politico sia a processo per corruzione dei testimoni. https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/b-e-in-confusione-e-nessuno-ne-parla/
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