Chi viaggia con il pericolo e non lo conosce: ADR e norme di sicurezza

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7 Agosto 2018

Bologna: 6 agosto 2018, poteva essere una strage.

Dai rottami dell’autocisterna incendiatasi nel tamponamento e poi esplosa sulla Tangenziale di Bologna, non si riesce ancora a capire se si sia trattato di un veicolo per il trasporto su strada di Gas di Petrolio Liquefatto (GPL).
Le cisterne per il trasporto di merci pericolose, identificate anche come merci ADR, sono contenitori allestiti e montati generalmente su autotelaio o su rimorchio da trainare con motrice che rendono possibile il trasporto di grandi quantità di combustibile (un valore diffuso sono 48mila litri) reso liquido dalla pressione di carico e stoccaggio.
Come dicevamo, vi è una Regolamentazione che stabilisce come trasportare queste materie che hanno una pericolosità, fisica/chimica oggi anche ambientale, riconosciuta e classificata.

La norma si definisce ADR, cioè l’Accordo relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose (D di Danger) su strada (R di Road), che fissa procedure, limitazioni, segnalazioni e altre specifiche compresa la formazione del personale.
I mezzi, prima di essere realizzati e commercializzati, devono soddisfare i requisiti minimi per i materiali, la progettazione, la costruzione, i procedimenti di lavorazione e le prove dei serbatoi di acciaio saldato per cisterne stradali per la conformità all’ADR della costruzione di dette cisterne. Resta, oltre al problema della manutenzione periodica di questi veicoli e della loro ‘compatibilità’ con il traffico stradale, soprattutto in caso di tamponamento.

Uno studio del corpo dei Vigili del Fuoco fatto per definire le procedure d’intervento sulle cisterne che trasportano GPL, queste dipendelono sostanzialmente dalla posizione del veicolo dopo l’incidente e dai danni che il serbatoio ha subito. A Bologna, purtroppo, sembra essersi verificate due delle situazioni più pericolosa, la prima è stata l’accensione di una pozza di gas liquefatto, successivamente una perdita di vapori in forte pressione, accesa da altre fiamme che ha provocato poi l’eventuale scoppio di tutto il serbatoio.
Un conducente di autocisterne per il trasporto di GPL, oltre al certificato di formazione professionale previsto dalla normativa ADR, deve frequentare  secondo le indicazioni introdotte con il D.Lgs. 81/2008, dei corsi di formazione generale e specifica in relazione ai rischi propri dell’attività che svolge.
Chi trasporta queste sostanze pericolose, regolamentate in modo così restrittivo, non deve essere un semplice autista, ma un professionista, formato e abilitato.
Oggi, tali norme, sono aggirate facilmente, ricorrendo ad abilitazioni conseguite presso stati membri, come Slovenia, Croazia etc. dove sembra che le procedure di verifica e superamento dei relativi quiz siano molto più semplificate.

Il pericolo è sempre in agguato.

TAG: AdR, Gpl, monica mandico
CAT: Grande distribuzione, infrastrutture e grandi opere

Un commento

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  1. ferdy 2 anni fa

    Si possono varare tutte la norme del mondo,ma se non si tolgono questi trasporti dalla strada,il momento del coglione è sempre dietro l’angolo.se poi le norme stesse vengono aggirate andando nei paesi sudetti,è tutto inutile.Si dovrebbero obbligare questi mezzi ad esere forniti di sistemi autonomi atti ad evitare magari tamponamenti o quant’altro.chissà,allora che non si evitino per quanto possibole certi disastri.Tutto questo,tanto per dire qualcosa.perchè in fondo non cambierà mai niente.

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