La reputazione professionale online dell’avvocato

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14 dicembre 2018

Oggi fare l’avvocato è una “missione”, affermarsi nel mondo forense è veramente dura, tuttavia la professione sta cambiando e molti studi legali stanno investendo, non solo nella formazione, ma soprattutto nell’innovazione digitale e nella relazione con il cliente.

La presenza sui social e online per un avvocato è importante, ma bisogna costruire la reputazione nel modo corretto, evitando azioni controproducenti. Il professionista deve curare tutte le informazioni che lo riguardano, quindi l’identità digitale, in modo tale da risultare sempre professionale, autorevole e credibile.

Il web è utilizzato sempre più frequentemente dagli utenti per trovare soluzioni ai propri problemi, in modo più veloce e semplice rispetto al passato. Vengono effettuate, infatti, molte ricerche ogni giorno, soprattutto attraverso lo smartphone, nei piccoli ritagli di tempo libero, ad esempio negli spostamenti in treno, in metropolitana, o durante le attese.

Molti avvocati sottovalutano le potenzialità che il web può offrire anche per la loro attività, invece si tratta di un mezzo di comunicazione che non è più possibile ignorare.

Mensilmente ci sono milioni di utenti connessi e tra di loro ci sono anche i potenziali clienti di un avvocato, che stanno cercando probabilmente un professionista per risolvere un particolare problema.

In ambito forense le ricerche vengono fatte soprattutto attraverso due canali: Google e LinkedIn.

È assolutamente necessario, perciò riuscire a trasmettere la propria professionalità, autorevolezza e credibilità proprio dove l’utente ricerca le informazioni.

È dunque fondamentale attenersi a poche e semplici regole.

La prima regola è:  non improvvisare. Esiste, infatti, solo una chance per riuscire ad intercettare un utente, che passerà oltre se non trova un profilo adeguato alle sue esigenze.

L’avvocato deve affidarsi a professionisti in grado di assisterlo correttamente nello sviluppo di una strategia online. A questo proposito sta avendo molto successo una startup nata proprio con lo scopo di offrire un Sito Web e curare l’identità digitale della classe forense, Avvocato360, come vedremo a breve.

Ma cosa dicono le statistiche?

Abbiamo detto che gli utenti si affidano sempre di più al web per trovare delle risposte e delle soluzioni ai loro problemi, ma proviamo ad analizzare alcuni numeri per capire meglio la questione.

È importante sapere che:

Ogni mese si contano circa 30,4 milioni di utenti connessi
I 2/3 di essi utilizzano smartphone o tablet, quindi la tecnologia mobile
Il numero degli utenti da mobile è cresciuto del 35% dal 2015 al 2017
Esiste però un numero particolarmente significativo per l’ambito forense: il 50% di chi ha la necessità di contattare un avvocato effettua una ricerca direttamente online.

I dati statistici  confermano che il web rappresenta un’opportunità da cogliere. Si tratta di un nuovo modo di comunicare che può portare a ottimi risultati, ma che nasconde anche delle insidie, e per questo motivo non bisogna agire senza avere prima studiato un piano strategico.

Chi cerca un avvocato online?

Per costruire una efficace reputazione online è importante capire chi cerca le informazioni sul web,  come vengono effettuate le ricerche e attraverso quali strumenti.

Analizziamo, quindi le varie tipologie di utenti e i canali che preferiscono utilizzare:

Il potenziale cliente: attraverso Google cerca l’avvocato con il profilo più adatto a risolvere il suo problema. Non avendo nessuna idea in merito, l’utente si affida alle informazioni che può trovare online.
Il potenziale cliente in arrivo dal passaparola: sfrutta Google e LinkedIn, per scegliere a quale nominativo dare la precedenza tra quelli ricevuti da amici e conoscenti. Quindi anche il soggetto che si avvale del metodo più diffuso per trovare un avvocato, cioè il passaparola, utilizza poi il web per definire ulteriormente la ricerca.
Il cliente: anche in questo caso vengono utilizzati Google e LinkedIn per verificare le competenze di un professionista. Un soggetto che in passato ha richiesto la consulenza di un avvocato per un determinato problema, ora vuole capire se può chiedere assistenza anche per una questione inerente a un altro ambito. Un utente che ha avuto bisogno di una assistenza per il divorzio, ora potrebbe avere la necessità di un aiuto su questioni lavorative.
Risulta evidente che l’avvocato deve essere presente su Google e LinkedIn, in modo tale da intercettare i bisogni degli utenti, proprio quando effettuano la loro ricerca.

Cosa sta succedendo nel mercato forense?

Negli ultimi vent’anni il settore forense è cresciuto in maniera esponenziale. Il volume d’affari, infatti, si è triplicato arrivando oggi a 12 miliardi di euro.

In Italia sono presenti circa 250 mila avvocati e siamo il terzo paese con la concentrazione più alta di legali in Europa.

L’avvocatura quindi si trova in un contesto abbastanza saturo e competitivo, che ha causato la diminuzione del reddito medio annuo dei professionisti.

Nonostante ciò, sono ancora pochi gli avvocati che hanno deciso di affidarsi alle potenzialità del web, come dimostrano i seguenti dati:

il 65% degli studi legali non ha un sito web
il 95% degli avvocati non ha un sito web
il 90% dei professionisti presenti sui social non cura il proprio profilo

Come essere professionali, credibili e autorevoli online?

Bisogna porre particolare attenzione alla propria reputazione online, che deve essere coerente in tutti i contesti.

Tutto ciò che appare su internet deve comunicare la professionalità, l’autorevolezza e la credibilità del legale, vanno quindi eliminate le informazioni inutili e poco chiare.

Una efficace identità digitale si ottiene prestando attenzione ai seguenti passaggi:

• essere presenti online solo dove è strettamente necessario

• eliminare le informazioni che non si vogliono associare alla propria carriera

• prendersi cura di tutti i contesti per risultare sempre coerenti

Risulta quindi evidente che non è sufficiente essere online, ma bisogna attuare una specifica strategia individuando un target di riferimento e su quali aspetti della propria carriera fare leva maggiormente.

Avvocato360 e la cura dell’identità digitale dell’avvocato.

Per avere una efficace reputazione online non si può improvvisare, il rischio è quello di effettuare delle azioni controproducenti, comunicando qualcosa di sbagliato o utilizzando tecniche poco incisive.

Il consiglio è quello di rivolgersi ai professionisti, per potere sviluppare una strategia di base mirata per riuscire ad entrare in contatto più facilmente con i propri clienti.

In questo senso, viene segnalata l’interessante startup Avvocato360, la quale è in grado di assistere il professionista in tutti i passaggi necessari per riuscire ad essere competitivo online.

Si tratta di una consulenza a 360 gradi, come dice il nome stesso, e rappresenta una novità assoluta per il settore forense.

Avvocato360 permette al professionista di essere presente in maniera autorevole e credibile proprio dove il cliente effettua le ricerche, quindi su Google e su LinkedIn.

Viene, quindi, costruita l’identità digitale attraverso:

• una maggiore visibilità su Google, grazie alla presenza nel portale web

• un sito web professionale personalizzato

• una costante consulenza per gestire in modo corretto il profilo su LinkedIn

L’avvocato di oggi è dunque innovazione e dinamismo.

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TAG: avvocati, digitale, monica mandico, reputazione
CAT: Innovazione, Liberi professionisti

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