Compagni di scompartimento in un treno per pendolari

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22 maggio 2020

Tempo fa un’amica che conosco da una vita ha pubblicato su facebook un commento sotto un mio post.
Dissentiva da quello che avevo scritto e me lo spiegava in maniera molto vivace.
Senza pensarci due volte, ho risposto: “Invece di dire queste cavolate perchè non vai a fare il sugo?”
Sicuramente qualcuno, leggendo quel commento, avrà pensato: “Ma che razza di becero maschilista è questo qui, come si permette?”
Riflessione ovvia e legittima per chi ignorasse che dietro quella battuta c’è un vissuto che la rende del tutto inoffensiva: quello dei pranzi a casa di quella mia amica e dei sospetti che ogni volta avanzo sulla provenienza dalla rosticceria sottocasa di qualsiasi pietanza arrivi sul mio piatto. Sospetti che costituiscono una specie di tormentone obbligato in quei pranzi, sempre gradevolissimi e allegri.
Con i veri amici è così. Ai veri amici non si fanno sconti, con i veri amici non servono salamelecchi.
E sono permesse anche, nel nome di un passato comune ricco di scambi scherzosi e a volte goliardici, anche piccole volgarità.
Come dicevo, questo, a volte, nel mondo di facebook, crea degli equivoci.
Facciamo un altro esempio. Questa volta di pura fantasia.
Un tale scrive su Fb un post sulle “ragazze cattive” (copyright by  Mario Vargas Llosa) quelle che fuggono in continuazione per aumentare il loro potere sui propri spasimanti.
Arriva un commento scherzoso di una persona che ha una conoscenza intima dell’estensore della nota e che si percepisce come la sua “ragazza cattiva“.
Il commento contiene dei riferimenti impliciti alla loro vita in comune, che gli altri non possono decifrare.
Preso in sè è irritante, offensivo, maldestro.
E magari è tale anche la risposta che riceve dall’amico.
Qualcuno degli altri commentatori interviene, stigmatizzando.
In realtà entrambi, commento e risposta, non sono nè irritanti, nè offensivi, nè maldestri. Semplicemente sono congruenti al vissuto comune dei due scriventi. Nel contesto del post e dei commenti che lo accompagnano, che affrontano il tema in via generale e astratta stridono, ovviamente.
Perchè è un contesto di persone che si conoscono in maniera più superficiale: compagni abituali di scompartimento in un treno di pendolari, che non hanno condiviso niente se non quel tragitto mattutino in una bolgia.
Ma l’errore  forse lo hanno commesso quei due che si sono dimenticati per un attimo di essere in uno scompartimento e non sono ricorsi ad un messaggio privato.
O no?
Però, ammettiamolo, il divertente di Fb è anche questo: le conversazioni, a volte, da generali ed astratte diventano private. Privatissime.

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CAT: Letteratura

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