“I giorni sbagliati” siamo noi, quella generazione che non possiamo recensire

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14 maggio 2020

Per chi come il sottoscritto è nato attorno agli anni ’70, ha vissuto i giorni della politica come se ancora tutto si potesse scalare, se non il cielo almeno le nuvole, che si è macchiato dell’inchiostro del ciclostile, fatto ingresso nel mondo di quei forum che oggi a raccontarli sembra di parlare della preistoria, che i primi seni nudi li ha visti su Antenna Nord e le sezioni di partito con il compagno Segretario, che “…prima di tutto la situazione internazionale”, ne “I giorni sbagliati” (Jacopo Tondelli – Laurana Editore) non può che rimanerci invischiato. Perché quel Paolo Bonomelli, protagonista del romanzo, giovane politico in grande ascesa travolto da uno scandalo sessuale, che scompare nel nulla, noi lo abbiamo conosciuto. Abbiamo vissuto la sua infanzia, solcato i passi della sua crescita, forse un poco più a sinistra, forse un poco meno leninisti nell’affrontare lo studio, ma quegli odori che Jacopo Tondelli ci ha permesso di annusare, tra la provincia lombarda e la grande città, noi, alla fine, li abbiamo percepiti nelle narici, li abbiamo anche odiati quando si son fatti troppi intensi. Il sogno dell’emancipazione che poi è diventato una sciocchezza piccolo borghese è affare che ci riguarda.

E Laura Bentivoglio, giornalista che si mette sulle sue tracce perché vuole scoprire la verità nonostante tutto attorno le dovrebbe consigliare che sarebbe meglio lasciar perdere, alla fine siamo proprio noi quando abbiamo deciso di lasciar perdere o quando invece ci siamo finiti dentro sino al collo. Laura è quella nostra compagna di ventura a cui le abbiamo anche teso una trappola per vedere se davvero faceva sul serio.  Alessio Piccoli, l’amico di sempre, quello più diverso da noi, è colui che ha continuato a pensarci, oltre ogni tempo massimo.  L’ultimo dei giapponesi, che può raccontare la nostra storia.

Jacopo Tondelli ha scritto un romanzo, un thriller che tiene incollati perché chiede al lettore di ricostruire, nel percorso, i pezzi di un mosaico che pian piano prende forma, ma va oltre qualsiasi definizione prettamente letteraria. I giochi di potere, la politica, il giornalismo, le dinamiche di massa di un’epoca oramai in disuso, quella del Novecento, ma non c’è solo questo. “I giorni sbagliati” racconta una generazione che è si approcciata alla vita e alla polis, dentro uno spaccato storico ben definito, quello degli anni ’90, in una dimensione geografica che è sì lombarda ma comprende la dimensione del mondo.

È impossibile una recensione per chi come me ha vissuto l’ultimo tratto del secolo breve. Di certo, chi ha solcato quei confini, può “rivedere” quel tal compagno, il salotto che ha frequentato, quella donna che non abbiamo mai dimenticato. Ci sono piccoli dettagli, sottolineature di alcuni passaggi storici che verrebbe la voglia, ogni tre pagine, di aprire un dibattito. La narrazione di questo romanzo apre squarci che abbiamo lasciato lì a marcire, abbandonati nel passato perché oramai desueti e incomprensibili ai più.

E viene da ridere a pensare con quale sicumera abbiamo gridato la nostra “strada giusta” oggi che tutto appare così distante. Ma Jacopo Tondelli ci costringe a guardare, a guardarci, e noi non possiamo nascondere che abbiamo camminato, per alcuni tratti, accanto a Paolo, altri con Alessio, e altri ancora aderendo o addirittura irridendo la caparbietà di Laura.

Ho incespicato ne “I giorni sbagliati”, ho riassaporato il desiderio di fuga e il piacere del ritorno.

Dentro quel mondo noi abbiamo camminato, ci siamo senti vivi e poi morti. E per quanto si faccia di tutto per autoconvincersi di essere oramai oltre, trascendendo vizi, illusioni e virtù, continuo a pensare che a mancare sia stato il giusto commiato, il funerale, l’elaborazione del lutto. Abbiamo archiviato troppo velocemente quel mondo con tutti i suoi errori ed orrori, speranze e faticose conquiste.

C’è una ricchezza in queste pagine che rappresenta, ancora oggi, quel bene collettivo di cui percepiamo l’assenza, anche laddove il confine tra male e bene non è mai stato così certo o scontato come allora pensavamo.

 

Editore: Laurana editore
Pagine: 269
Prezzo: € 16,80  (cartaceo)
Data di pubblicazione:  2020

TAG: "politica", I giorni sbagliati, Jacopo Tondelli, Novecento
CAT: Letteratura

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