“C’è un accordo Berlusconi-Maroni, la sera del 4 marzo il Cdx non esisterà più”

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12 gennaio 2018

Dev’essere un riflesso condizionato. Come quando entrando in un pub in cui si proiettano le partite o incontrando qualcuno che ascolta alla radio le partite di campionato, si domanda: 《che fa la Juve?》. E lo chiedi anche se sei del Milan, dell’Inter o del Napoli. Un riflesso pavloviano, appunto. Allo stesso modo in tanti tra coloro che frequentano la politica – specie quando arrivano le elezioni – si domandano: “E il centro? Il centro come si schiera?”. Hai voglia a dire che non è vero, che le categorie politiche del secondo novecento non sono più in vigore e che la Democrazia Cristiana ormai non c’è più. Non c’è, ma c’è ancora il centro.

A questo proposito sono tornato da un uomo di centro, appunto, che fa il consigliere regionale in Lombardia per Civica popolare dopo aver militato in Ncd e poi Alternativa Popolare: Angelo Capelli. Perché nell’universo e quindi anche in politica, tutto si trasforma e nulla si distrugge. Ci aveva visto giusto, a proposito di cambiamenti, e con ampio anticipo, il consigliere regionale di Civica Popolare, che sarà in coalizione con il centrosinistra in Lombardia per Giorgio Gori Presidente e che a Roma si schiera accanto al PD di Matteo Renzi. 

Capelli aveva infatti previsto che Maroni avrebbe “abdicato”. Per questa ragione, volendo capire che scenari prefigura adesso, sono tornato da lui. In difformità dai suoi compagni di viaggio in Regione Lombardia, che hanno preferito fondare Noi con l’Italia tornando nel centrodestra dopo l’esperienza di Ncd prima e Alternativa Popolare poi, ha scelto di essere parte del centrosinistra. “Berlusconi – dice – avrebbe stretto una tacita alleanza con l’attuale Governatore lombardo allo scopo, nel prossimo Parlamento, di drenare un certo numero di deputati e senatori da convogliare verso il leader di Forza Italia”. L’intervista, realizzata poche ore prima che uscisse l’articolo sul Foglio di Claudio Cerasa in cui Maroni accusa Salvini di essere uno stalinista, illustra come a parere del consigliere regionale già il 4 Marzo sera, alla chiusura delle urne, il centrodestra così come lo conosciamo non esisterà più. Capelli spiega anche perché di conseguenza il “centro” della politica italiana che avrebbe potuto già da tempo ridisegnare i propri confini, al termine di questa tornata elettorale, finirà con l’assumere di nuovo un ruolo da protagonista. Visto il filo logico che lo ha portato a preconizzare quanto accaduto (a proposito: a seguito delle scelte di Maroni il capogruppo della Lista Maroni il Prof. Stefano Bruno Galli, è  stato di fatto commissariato con la nomina del consigliere Marco Tizzone quale nuovo co-capogruppo. Il che la dice lunga del vento che spira in queste ore in Regione Lombardia tra le fila dell’attuale maggioranza) mi è sembrato giusto vedere dove portano le riflessioni del consigliere Capelli. Chiaramente verso scenari molto “fluidi”. La famosa società  liquida di Zygmunt Baumann.

 

 

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CAT: Milano

Un commento

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  1. vincesko 5 mesi fa
    Segnalo che il plurale di ‘fila’ è regolarmente ‘file’, mentre ‘fila’ è (anche) plurale di ‘filo’ in senso figurato. Accademia della Crusca: Il filo --> i fili / le fila. Il maschile va adoperato nel significato concreto: i fili del telefono ecc., il femminile invece sta per ‘trama di un ordito’ oppure nel senso metaforico di ‘intreccio’: le fila di una congiura ecc. ATTENZIONE! È sbagliato l’uso di fila come plurale di fila ‘serie, successione’, ad esempio nella locuzione, spesso impiegata, *serrare le fila in luogo del corretto serrare le file. http://www.accademiadellacrusca.it/en/italian-language/language-consulting/questions-answers/plurali-doppi
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