Forza Italia: “Decreto dignità folle e completamente sbagliato”

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6 luglio 2018

“Il decreto dignità danneggia le imprese, farà  perdere posti di lavoro, 70.000 solo in Lombardia e potenzialmente anche i 700.000 creati con il Jobs act”. Maria Stella Gelmini e Maurizio Lupi insieme con Marco Pedrazzini, l’Assessore al lavoro della Regione Lombardia Melania Rizzoli e Alessandro Colucci parlamentare di Noi con l’Italia, contestano radicalmente il decreto dignità di Luigi Di Maio.
Promettono, durante una conferenza Stampa tenuta a Palazzo Marino a Milano, che chiederanno alla Lega di cambiare in Parlamento questo decreto che danneggerà le imprese e quindi anche i lavoratori. “Un decreto folle – dice Maurizio Lupi – perché le imprese chiedono flessibilità per poter assumere. Per assumere a tempo indeterminato bisogna abbassare il costo del lavoro”

 

Forza Italia difende il Jobs act

A Maria Stella Gelmini domando se la difesa del Jobs act non presti il fianco all’accusa di essere di fatto alleati di Matteo Renzi nelle politiche del lavoro. La risposta non si fa attendere: “Il Jobs act, nelle sue politiche attive, non è  stato pianamente attuato. Ed è evidente che mentre Tajani ( dice proprio cosi) ha negoziato con la Confindustria, Renzi non ha mai negoziato con i corpi intermedi, e noi non siamo né per la rottamazione né per l’arroganza che Renzi ha dimostrato verso i corpi intermedi”
La Lega usa l’immigrazione come foglia di fico per non affrontare queste divergenze rispetto alle politiche del lavoro dei Cinque Stelle?
“Noi speriamo proprio di no, dice Lupi, ci auguriamo che non sia un modo per eludere i temi dell’occupazione  e dello sviluppo della crescita; ci aspettiamo che adesso arrivi il taglio delle tasse.”
Per Maria Stella Gelmini, “l’agenda politica dello sviluppo economico e della crescita, nel Governo,  prima non ha trovato spazio e poi quando lo ha trovato lo ha fatto nel modo sbagliato”. Sull’immigrazione però non dice nulla.

Il tentativo di fermare Salvini e la sua esposizione mediatica

Di fatto Forza Italia, che con l’incoronazione a vice presidente del partito di Antonio Tajani sta tentando, così dice la Gelmini, di ripristinare l’idea di politica come “moralità del fare”, nel solco del dogma  Berlusconi, vuole anche procedere nel tentativo di sottrarre il pallino del protagonismo mediatico a Matteo Salvini. La decisione dei Cinque Stelle di ripristinare delle rigidità  sul mercato del lavoro, in chiave occupazionale, offre lo spazio agli orfani di Berlusconi, di poter finalmente attaccare la Lega sul loro terreno. Quello delle piccole imprese che creano ricchezza e che sono un bacino elettorale del Carroccio. E a cui questa uscita del decreto non può che andare indigesta. Incrinando  un patto politico tra Lega e Cinque Stelle che fin qui ha retto benissimo. Ora però i nodi cominciano ad arrivare al pettine. Creando  potenziale disordine tra le forze trinariciute grilline e quelle leghiste. Con un rischio concreto di far saltare l’asse  Di Maio – Salvini e riportare tutti alle elezioni.

 

Le interviste con Maurizio Lupi e Maria Stella Gelmini

 

 

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CAT: Milano

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