Tagli strutturali ai costi della politica, votando SI

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30 Novembre 2016

A dirlo, durante un convegno organizzato dal Centro Studi Grande Milano, è la Prof. ssa Stefania Bariatti ordinario di Diritto Internazionale e diritto Europeo presso l’Università Statale di Milano. Secondo la professoressa infatti i tagli che deriveranno dal Si al Referendum non saranno solo i 56 milioni di Euro per il mancato pagamento delle indennità ai Senatori; con la Riforma infatti verranno meno i costi per i conteziosi tra Stato e Regioni grazie alla rimodulazione del Titolo V. Inoltre non ci saranno più i costi delle ambasciate regionali all’estero per rappresentare e promuovere il nostro Paese nel settore del Turismo. Dunque i risparmi, considerando anche la chiusura delle Province, saranno molto maggiori.

Stefania Bariatti

TAG: Riforma costituzionale, Stefania Bariatti
CAT: Milano

7 Commenti

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  1. ferdy 4 anni fa

    Votiamo si e non se ne parli più.

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  2. alessandra-ftp 4 anni fa

    non capisco dottoressa come sia possibile che costi meno.infatti un senato cosí per far si che funzioni deve essere supportato da molto personale che si occupa delle questioni regioni, rapporti con l europa ,proposte al parlamento, coordinamento ecc.molto personale..cosí com´e non si capisce a cosa serva..a meno che di andare due volte al mese per votare le cose del governo,ma l interesse , il coordinamento delle regioni dov´e´?.se é come quello scritto dalla costituzione e quello noi votiamo ,perché é stato tenuto su ? compresi i costi personale struttura e tutto..per due volte al mese? é gia stato appurato con ottime argomentazioni, che i conflitti non diminuiranno ma anzi.. come non risolverá la questione delle rappresentanze all estero ,questo perché resta la promozione..

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  3. vincesko 4 anni fa

    Osservo sommessamente che una Prof. ssa, ordinaria di Diritto Internazionale e diritto Europeo presso l’Università Statale di Milano, non è la persona più competente per valutare i risparmi di costi. Inoltre, com’è il caso sia del Senato, che delle Province, che degli altri Organismi che si aboliranno con la deforma costituzionale Renzi-Boschi, tutto il personale e la maggior parte dei costi di struttura non saranno eliminati, ma trasleranno semplicemente ad altri Enti pubblici. Ne consegue che, secondo esperti di analisi quantitative, il risparmi effettivo sarà pari al 10% di quello propagandato dal contaballe seriale Renzi. E dai suoi epigoni.

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  4. vincesko 4 anni fa

    La riforma del Titolo V è necessaria, ma quella proposta col nuovo testo è per un verso troppo severa (Regioni con poteri più che dimidiati: la spesa sanitaria vale circa l’80% del bilancio regionale; non so, ma forse manca un contrappeso adeguato al potere del Governo nelle scelte strategiche con forte impatto sulle comunità locali); per un altro, conservatrice (Regioni a statuto speciale tali e quali, numero delle Regioni tale e quale; assenza di un centro di coordinamento per quelle sottosviluppate del Mezzogiorno, che faccia da contraltare al Governo); per un altro ancora, applica 2 pesi e 2 misure (Regioni ordinarie e Regioni a statuto speciale con diritto di veto).

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  5. vincesko 4 anni fa

    Segnalo volentieri: Scarpinato: “La riforma Renzi è oligarchica e antipopolare” di Roberto Scarpinato* – (24 novembre 2016) Il mio dissenso nei confronti della riforma costituzionale è dovuto a vari motivi che, per ragioni di tempo, potrò esplicare solo in piccola parte. In primo luogo perché questa riforma non è affatto una revisione della Costituzione vigente, cioè un aggiustamento di alcuni meccanismi della macchina statale per renderla più funzionale, ma con i suoi 47 articoli su 139 introduce una diversa Costituzione, alternativa e antagonista nel suo disegno globale a quella vigente, mutando in profondità l’organizzazione dello Stato, i rapporti tra i poteri ed il rapporto tra il potere ed i cittadini. Una diversa Costituzione che modificando il modo in cui il potere è organizzato, ha inevitabili e rilevanti ricadute sui diritti politici e sociali dei cittadini, garantiti nella prima parte della Costituzione. […] Tramite questi e molti altri sofisticati meccanismi che per ragioni di tempo non posso spiegare, si pongono così a mio parere le premesse per una transizione occulta da un repubblica parlamentare imperniata sulla sovranità popolare, sulla centralità del Parlamento e sulla separazione dei poteri, ad un regime oligarchico nel quale il potere reale si concentra nelle mani di una oligarchia che occupa il cuore nevralgico dello stato.
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/scarpinato-%e2%80%9ctutte-le-ragioni-per-votare-no-a-una-riforma-oligarchica-e-antipopolare%e2%80%9d/

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  6. vincesko 4 anni fa

    Segnalo volentieri: Gustavo Zagrebelsky: “Costituzione indifesa come a Weimar. Fermiamo gli apprendisti stregoni” «Parlamento illegittimo, non poteva cambiare la Carta. Ma i garanti tacciono Mourinho direbbe: riforma zero tituli. Col proporzionale torna la politica» GIUSEPPE SALVAGGIULO – 29/11/2016 […] La riforma non tocca i principi, la prima parte della Carta. «Davvero si tratta solo di efficienza dell’esecutivo e non anche di partecipazione di coloro che a quei principi sono interessati? A proposito: a me pare che sia stato violato proprio l’articolo 1». In che modo? «La riforma è stata approvata da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale. Fatto senza precedenti». Però la sentenza della Consulta sul Porcellum dice che il Parlamento resta in carica. «La prima parte della sentenza dice che la legge è incostituzionale perché ha rotto il rapporto di rappresentanza democratica tra elettori ed eletti. La seconda che, per il principio di continuità dello Stato, il Parlamento non decade automaticamente. Bisognava superare il più presto possibile la contraddizione. Invece il famigerato Porcellum, che tutti aborrono a parole, non è affatto estinto: vive e combatte insieme a noi perché il Parlamento che abbiamo è ancora quello lì. La riforma costituzionale è stata approvata con i voti determinanti degli eletti col premio di maggioranza dichiarato incostituzionale. Ma i garanti della Costituzione fanno finta di niente e tacciono». Chi sono i garanti? «Dal presidente della Repubblica ai singoli cittadini. La Repubblica di Weimar, nella Germania degli Anni 30, implose anche per l’assenza di un “partito della Costituzione” che la difendesse oltre gli interessi contingenti dei partiti. Oggi accade lo stesso». Perché è violato l’articolo 1? «L’articolo 1 dice che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Ebbene, questo Parlamento non è stato eletto secondo le forme ammesse dalla Costituzione. C’è stata un’usurpazione della sovranità popolare. La riforma è viziata ex defectu tituli». Professore, così diamo nuovo materiale a Crozza. «Allora citiamo Mourinho: è una riforma “zero tituli”».
    http://www.lastampa.it/2016/11/29/italia/politica/gustavo-zagrebelsky-costituzione-indifesa-come-a-weimar-fermiamo-gli-apprendisti-stregoni-QmYOxUHupZCaNFAlbY5rYI/pagina.html

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  7. giorgio-cannella 4 anni fa

    Allego due miei contributi per comprendere meglio i contenuti del disegno di legge di riforma costituzionale sul quale saremo chiamati a votare il 4 dicembre 2016. Buona lettura. http://giorgiocannella.com/index.php/2016/06/03/referendum-costituzionale-italiano-ottobre-2016/ http://giorgiocannella.com/index.php/2016/10/29/referendum-4-dicembre-2016-parte-seconda/

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