Assemblea di Porto Franco

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1 Aprile 2015

DOPO GIUNTA COMUNE DI MILANO

Sono andato ieri sera, non frequentavo da molto tempo, all’assemblea di Porto Franco dove, in una saletta del circolo De Amicis, si pigiavano una gran quantità di persone provenienti da quei movimenti che complessivamente vengono chiamati il “movimento arancione”. Cioè i sostenitori non partitici di Pisapia. Il problema era proprio quello, la decisione del Sindaco di Milano di non ricandidarsi.
Se devo essere onesto con me stesso, devo anche ammettere di non aver letteralmente capito la maggior parte degli interventi che si sono susseguiti. Credo per un mio difetto di aggiornamento culturale e, in specifico, grammaticale. Peraltro mi è parso che tutti questi convenuti fossero un poco smarriti dalla decisione del Sindaco, del resto presa in modo drastico e senza aver preparato una successione, come sarebbe stato normale per chi ha raccolto qualche anno fa un gran numero di consensi personali. Alcuni oratori della vecchia scuola, come Merlo, hanno manifestato idee più chiare parlando della Città Metropolitana e delle soluzioni che in Francia sono state date a questo problema. Altri, come Artali, hanno fatto un discorso più organicamente politico: tenuto conto che la maggioranza dei voti può essere raccolta solo attraverso un progetto “moderato”, cioè capace di coinvolgere anche l’elettorato di centro, ancora numeroso a Milano. La quasi sicura presenza di Salvini alle elezioni potrebbe favorire un’operazione di questo genere, perché i milanesi non sono mai stati inclini ad una politica estremista. Ma occorre che, sull’altra sponda, ci sia qualcuno che, con la stessa energia del candidato leghista, sappia rappresentare una linea diversa e non di estremismo opposto. Sembra, ai convenuti arancioni, divisi tra di loro, che il Pd possa avere questa sensibilità, secondo alcuni persino eccessiva, tal che Bassetti (sic) nel suo intervento si è domandato se il Pd è ancora un partito di sinistra.
Dunque ancora poche idee espresse da coloro che hanno fatto esperienza politica, molta angoscia per la perdita del riferimento Pisapia, qualche sprazzo di cattiva letteratura politica. Ma abbiamo ancora tempo.

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CAT: Milano, Partiti e politici

2 Commenti

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  1. riccardo-lo-schiavo 6 anni fa

    Come andare ad un incontro di politica e leggerlo in maniera diversa

    In seguito alla pubblicazione di un articolo sulla riunione di Porto Franco su glistatigenerali.com a firma di Giacomo Properzj del 01/04/2015 che non si capisce se voleva essere un pesce d’aprile o altro, mi consta puntualizzare :

    In sala c’erano gli arancioni in assetto da guerra …..ma era anche presente una umanità varia compresi i civatiani in gita premio, “spie” ,fuoriusciti del Pd ,organici al Pd, insomma una babele di gente .

    Non si respirava assolutamente un’aria da veglia funebre in camera ardente( tra le altre cose mancava il “salmone” in sala), la decisione di Pisapia era da tempo “nell’area di rigore” e fatto salvo i cooptati “hard” che usciranno di scena con Pisapia, il cosiddetto popolo arancione ha le spalle abbastanza grosse per sopportare la “dipartita” ed “elaborare il lutto” .

    Come si dice da tempo il mondo è cambiato ed ovviamente i vecchi arnesi della prima repubblica se non opportunamente oliati si trovano fuori contesto o interpretano male.Proprio perchè il mondo è cambiato i partiti sono destrutturati, le logiche da prima repubblica sulla successione lasciano il tempo che trovano, Pisapia lo aveva detto e lo ha fatto , cambiate le condizioni non si ricandida , e allora ?

    Ma andiamo a riassumere per sommi capi chi ha parlato .Si sono alternati oratori della vecchia scuola dalla retorica presunto roboante : Merlo,Bassetti,Gadola,Vicario con le nuove leve della supposta banda arancione ,che, in ossequo alla modernità sono prevalentemente donne, in sostanza gli arancioni sono un movimento politico locale in cui le donne hanno peso , mica poco !.

    Della serie speriamo che sia femmina ….Due donne venute dal profondo sud alla conquista di Milano .

    L’assesora Tajani da Terlizzi e la consigliera regionale Castellano da Mergellina !

    Rispettando il principio non scritto che Milano è dei Terroni !E’ avvenuto il contrappasso , da uomini e del nord a donne e del sud !

    C’è stato anche un breve ma intenso : e quindi … declamato a chiare lettere dai giovani ( ndr c’erano anche i giovani in sala hanno parlato pure e non sono stati citati dal giornalista 0.0 ,Properzj).

    Non capisco e non mi adeguo al sillogismo secondo cui tra chi era presente in sala quasi vi era il candidato sindaco e questo sarebbe inadeguato a fronteggiare il capotifoso del milan già “padania libera per la secessione” , ora candiato pseudo nazional popolare con rigurgiti de destra.

    Per sintetizzare si è trattato di un incipit di campagna elettorale per cui le considerazioni,le letture,le post letture e post fazioni ,i cappelli appoggiati sopra , non hanno senso.

    Non si è cioè trattato di un congresso ma piuttosto di una riunione di brain strorming in cui il deus cum machina ha acceso il motore, della serie : Signori si parte !.

    La lettura psicoanalitica è fuori luogo anche e sopratutto perchè la decisione di Pisapia è nelle logiche della politica 2.0 , che quando fatta bene prevede anche la non ricandidatura .

    Se la riforma del mercato del lavoro ha cancellato il concetto di posto fisso perchè questo non deve essere applicato anche alla politica che è di per se precaria ? O dobbiamo far fare uno scioper generale alla Camusso?

    Pisapia è stato un buon interprete di un modo di fare politica in modo saggio accorto, da buon padre di famiglia, di cui vedremo i frutti nel futuro a venire ma non è stato il Lìder Màximo che ha scaldato gli animi , di cui dover fare il funerale politico ed elaborare il lutto.

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  2. largoaivecchi 6 anni fa

    Caro Lo Schiavo non sono, purtroppo, un giornalista ma un semplice testimone di quel poco che riesco a percepire della vita politica della mia città. Cerco dunque di capire e sentire i discorsi che si fanno nelle assemblee democratiche come Porto Franco, ma non riesco a commentare perchè, forse anche per mie difficoltà grammatico sintattiche, non esce una proposta ma lunghi sfoghi più o meno personali. E’ possibile che questo sia solamente l’inizio di un cammino che troverà poi, col tempo, i suoi termini più precisi. Per il momento io vedo che per la conquista del sindaco di Milano occorre aggiungiere oltre ai voti della sinistra anche quelli del centro ma vedo, nello stesso tempo, che si considera il Pd degenerato a destra e si auspicano soluzioni genericamente di ultra sinistra. C’è qualche cosa che non torna, non le pare?

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