La campagna acquisti di Renzi che sposa la filosofia del “pensa o’ vitalizio”

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6 Febbraio 2015

Il calciomercato, quello vero, è terminato a inizio febbraio, ma c’è una campagna acquisti che non finisce mai: quella in Parlamento. Rispetto a quanto accade per il pallone, non prevede operazioni economiche (per fortuna), ma riguarda comunque gli equilibri in campo.

Così Matteo Renzi, molto appassionato di metafore calcistiche, ha dato mandato ai suoi direttori sportivi di irrobustire la maggioranza al Senato. Una cerniera di centrocampo che deve ridurre il rischio di subire gol. Detto, fatto: il gruppo di Scelta Civica a Palazzo Madama è disposto a confluire in massa nel Pd. Manca ancora l’ufficialità e, come avviene per il calciomercato, la fuga di notizie rischia di bloccare l’operazione o quantomeno di ritardarla. Ma, nei fatti, nulla cambia: Sc, la creatura montiana, si scioglie e approda al comodo lido democratico. Come dire: cede al fascino della capolista. Del resto gli ex fedelissimi del Professore bocconiano si considerano “svincolati”.

Andando un attimo oltre il discorso calcistico, il Pd renziano, che sogna di diventare partito della Nazione, per ora si accontenta di essere un Pp, un Partito del Potere. Insomma, le elezioni sono pur sempre uno pericolo: allora perché assumersi rischi quando il governo è comodamente in carica con alleati mansueti, altrettanto affezionati alla poltrona?

Debora Serracchiani, vice “allenatore” della segreteria democrat, ha proferito verbo: «Io non escludo che la consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito il giorno dell’elezione del Capo dello Stato li renda consapevoli della responsabilità che hanno da qui a 2018». La presidente della Regione Friuli Venezia Giulia parla di quel principio di responsabilità, che tante ironie è costato a personaggi come Scilipoti e Razzi.

Gli stessi concetti, sostanzialmente, vengono riproposti senza troppa vergogna. Gli indignados dei Responsabili che soccorrevano Silvio Berlusconi – molti dei quali esponenti della sinistra – ora, metaforicamente parlando, fischiettano e guardano altrove. I più temerari se la cavano con un’alzata di spalle con l’espressione di chi la sa lunga e lascia intendere “così è la politica”. E va tutto bene, figuriamoci. Le campagne acquisti esistono da sempre ed è noto che i parlamentari hanno spesso a cuore un sacro principio: concludere la legislatura per godere degli stipendi e dei benefit garantiti dallo status.

Però almeno consentiteci l’irritazione verso chi voleva incarnare il nuovo, la rivoluzione, biasimando chi ironizzava ferocemente su Scilipoti e su Razzi. Anche perché, sia detto senza troppi giri di parole, in Parlamento – specie tra i peones – Razzi è il massimo filosofo contemporaneo con la sua massima «Fatti li … tua e pensa o’ vitalizio».

TAG: governo, Matteo Renzi, parlamento, scelta civica, scilipoti
CAT: Parlamento, Partiti e politici

2 Commenti

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  1. tommaso.leso 6 anni fa

    A me risulta che Scelta Civica fosse già parte della maggioranza. Ma di cosa stiamo parlando?

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  2. gianlucabarbero 6 anni fa

    Mi sembra una riflessione populista e qualunquista, il vostro sito mi aveva abituato meglio. Queste semplificazioni io le lascierei ai 5 stelle. Ogni grande partito occidentale ha anime diverse (sennò non sarebbe maggioritario), io avrei preferito una fusione con SEL ma così non è, e non mi scandalizzo. Si discute NEL partito (certo bisognerebbe discutere di più, ma questo è un altro discorso) senza avere mille partitini ognuno col proprio piccolo potere.

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