Giustizia
“Sarà per sempre no”
La risposta degli elettori è stata netta. Il No al referendum sulla giustizia non è solo una bocciatura tecnica, ma un giudizio politico pesante sulla riforma che arriva da una parte larga e trasversale del Paese.
24 Marzo 2026
La risposta degli elettori è stata netta, senza appello.
Il No al referendum sulla giustizia non è solo una bocciatura tecnica, ma un giudizio politico pesante sulla riforma voluta dal governo.
Il No al referendum sulla giustizia non è solo una bocciatura tecnica, ma un giudizio politico pesante sulla riforma voluta dal governo.
Ancora una volta, una parte larga e trasversale del Paese si è attivata per fermare un intervento percepito come forzato e squilibrato.
Non è un episodio isolato.
Quando si tenta di mettere mano in modo radicale alla Costituzione, gli elettori reagiscono.
Ricordava ieri sera un commentatore in tv che é la regola del 6.
“Vi ricordate – spiegava – quello che è successo nel 2006 con Berlusconi e nel 2016 con Renzi? La stessa cosa che si ripete oggi, nel 2026 : cambia il colore dei governi, ma il risultato resta lo stesso.”
Il messaggio è inequivocabile: le regole fondamentali non si piegano a maggioranze di turno né a operazioni politiche costruite a tavolino.
Quando si tenta di mettere mano in modo radicale alla Costituzione, gli elettori reagiscono.
Ricordava ieri sera un commentatore in tv che é la regola del 6.
“Vi ricordate – spiegava – quello che è successo nel 2006 con Berlusconi e nel 2016 con Renzi? La stessa cosa che si ripete oggi, nel 2026 : cambia il colore dei governi, ma il risultato resta lo stesso.”
Il messaggio è inequivocabile: le regole fondamentali non si piegano a maggioranze di turno né a operazioni politiche costruite a tavolino.
A rendere ancora più significativa la sconfitta è l’affluenza, vicina al 60%.
Un dato che smentisce chi puntava sulla disaffezione e sull’astensione per portare a casa il risultato. Alle urne si è visto un elettorato diverso da quello delle politiche: meno legato ai partiti, più reattivo quando percepisce un rischio concreto. Un voto che sfugge ai radar e che, proprio per questo, continua a sorprendere analisti e dirigenti politici.
Un dato che smentisce chi puntava sulla disaffezione e sull’astensione per portare a casa il risultato. Alle urne si è visto un elettorato diverso da quello delle politiche: meno legato ai partiti, più reattivo quando percepisce un rischio concreto. Un voto che sfugge ai radar e che, proprio per questo, continua a sorprendere analisti e dirigenti politici.
Sul piano dei contenuti, la bocciatura blocca un progetto che avrebbe inciso profondamente sull’equilibrio tra poteri, lasciando invariato l’assetto della magistratura e il ruolo del Csm.
Si ferma così un tentativo che molti hanno letto come un passo verso un maggiore controllo politico sulla giustizia.
Si ferma così un tentativo che molti hanno letto come un passo verso un maggiore controllo politico sulla giustizia.
Il contraccolpo è inevitabile.
Per il centrodestra si tratta di una sconfitta difficile da minimizzare, soprattutto alla luce delle aspettative create nelle settimane precedenti.
Per l’opposizione, invece, si apre uno spazio politico che però resta tutto da interpretare: il voto ha dimostrato che esiste un’energia civica reale, ma anche che non si riconosce automaticamente in nessuna forza politica.
Per il centrodestra si tratta di una sconfitta difficile da minimizzare, soprattutto alla luce delle aspettative create nelle settimane precedenti.
Per l’opposizione, invece, si apre uno spazio politico che però resta tutto da interpretare: il voto ha dimostrato che esiste un’energia civica reale, ma anche che non si riconosce automaticamente in nessuna forza politica.
A uscire ridimensionati sono anche molti protagonisti della vigilia: endorsement mediatici, schieramenti trasversali e campagne aggressive nelle quali spuntano argomentazioni ad effetto (Garlasco, la famiglia nel bosco, gli stupratori impuniti) non hanno inciso come previsto.
Ancora una volta, il corpo elettorale ha deciso in autonomia, ribaltando pronostici e narrazioni farlocche
Ancora una volta, il corpo elettorale ha deciso in autonomia, ribaltando pronostici e narrazioni farlocche
Il risultato finale è chiaro: no alla riforma, il governo incassa una battuta d’arresto pesante e il Paese ribadisce un limite preciso.
Sulla giustizia, e sulla Costituzione, non sono ammesse forzature.
“Sarà per sempre no“, cantavano ieri sera, scimmiottando la canzone di Sal Da Vinci, gli spettatori in studio di “Propaganda live”
Sulla giustizia, e sulla Costituzione, non sono ammesse forzature.
“Sarà per sempre no“, cantavano ieri sera, scimmiottando la canzone di Sal Da Vinci, gli spettatori in studio di “Propaganda live”
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