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Referendum Giustizia 2026, alla chiusura dei seggi ha votato circa il 59% degli italiani
Chiusi i seggi alle 15. Non serve raggiungere il quorum. La regione in cui si è votato di più è l’Emilia Romagna, seguita da Toscana, Umbria e Lombardia. La Sicilia è quella in cui si è votato di meno
Un’affluenza oltre ogni aspettativa: per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia del 22-23 marzo 2026 ha votato circa il 59% degli aventi diritto, confermando la tendenza a una forte affluenza vista da subito. I dati sull’affluenza sono stati rilevati alle 12, 19 e 23 di domenica (si è votato fino alle 23) e alle ore 15 di lunedì, concluse le operazioni di voto.
Le proiezioni davano tra il 55 e il 60 per cento di partecipazione. Si tratta del referendum costituzionale più partecipato degli ultimi 20 anni.
L‘Emilia-Romagna si conferma la regione dove si è votato di più al referendum: la partecipazione è stata del 66,7 per cento, quasi otto punti in più rispetto alla media nazionale. Subito dopo c’è la Toscana, che ha registrato un’affluenza intorno al 66,33 per cento. Segue l’Umbria con il 65; la Lombardia, le Marche e il Veneto con oltre il 63; il Piemonte e la Liguria con il 62 per cento. Si è votato di meno, invece, in Molise (54 per cento), Basilicata (53,2 per cento), Trentino-Alto Adige e Sardegna (52,5 per cento), Campania (50 per cento). In Sicilia ha votato solo il 46,1 per cento. Per quanto riguarda le grandi città, il record di affluenza lo registrano Bologna e Firenze, con il 70 per cento, seguite da Milano (64,6 per cento) e Roma (62,56). Al Sud i dati sono più bassi: affluenza del 53,9 a Bari, del 49 a Napoli e Reggio Calabria, del 46,3 a Palermo.
L’affluenza alle 23 di domenica 22 marzo
È andato a votare il 46,07 per cento degli aventi diritto, secondo il portale del Viminale Eligendo. Il dato è in crescita rispetto al dato del referendum costituzionale del 2020 che attestava la partecipazione al voto alla stessa ora al 39,38 per cento.
L’Emilia Romagna si conferma la regione in cui oggi si è votato di più, con il 53, 67 per cento di partecipazione, seguita dalla Toscana con il 52,49 per cento. In Lombardia hanno votato il 51,69 per cento degli aventi diritto, in Friuli Venezia Giulia il 48,56. In Veneto hanno votato il 50,55 per cento e in Umbria il 50,11, seguite dalle Marche con il 49,41 per cento. Nel Lazio ha votato il 48,23 per cento. La Sicilia resta la regione in cui si è votato di meno: la percentuale di chi ha partecipato al voto è solo il 34,96 per cento.
Le province in cui si è votato di più sono: Bologna 57,0 per cento, Firenze 56,4 per cento, Modena 54,4 per cento, Reggio Emilia 54,0 per cento e Prato 53,9 per cento.
L’affluenza alle 19 di domenica 22 marzo
Sul portale Eligendo i dati parlano di un affluenza del 38,9 per cento, in crescita rispetto ai dati del referendum costituzionale del 2020 che vedeva la partecipazione al voto alla stessa ora al 29,68 per cento. L’affluenza finale, allora, arrivò al 53,8 per cento. Quello di oggi alle 19 è, in assoluto, il dato più alto dell’affluenza (alla stessa ora) nelle precedenti consultazioni referendarie in cui si è votato per due giorni.
La regione in cui si vota di più per ora è l’Emilia Romagna (46,29), seguita da Lombardia (44,49), Toscana (44,69), Friuli-Venezia Giulia (42,49), Liguria (41,93), Veneto (43,22), Umbria (42,13), Marche (41,29) e Lazio (41,21). In coda, poco sopra Sicilia, ci sono la Calabria col 29,3 per cento e la Campania col 29,9 per cento. A Milano sono andati alle urne il 45,77 per cento degli aventi diritto, a Bologna ben il 49,24, a Firenze il 48,33 e a Roma il 42,40 per cento.
L’affluenza alle 12 di domenica 22 marzo
Sul portale Eligendo i dati parlano di un affluenza del 14,92 per cento. Il dato riguarda 61.533 sezioni su 61.533. In otto regioni l’affluenza è stata superiore alla media: in testa l’Emilia Romagna (19,4 per cento) seguita da Friuli-Venezia Giulia (17,8), Lombardia (17,57) e Liguria (17,5), Veneto (17,06), Toscana (16,9), Lazio (16,26) e Marche (15,6). A Milano sono andati alle urne il 17,27 per cento degli aventi diritto, come a Roma, a Bologna oltre il 21 per cento, a Firenze il 18,7, a Palermo il 10,7, a Bari il 13,08.
Il quesito del Referendum Giustizia 2026
Sulla scheda solo una scelta, tra Sì o No, riguardo la modifica di 7 articoli della Carta. Il quesito è il seguente: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».
Amadori (Yoodata): “L’affluenza finale può arrivare al 60 per cento”
“Con il dato di affluenza al 14,9 per cento alle ore 12 di oggi, secondo il modello di stima sviluppato da Yoodata, è probabile che l’affluenza finale alle 15 di domani 23 marzo 2026 si attesti attorno al 60%. La partecipazione al voto sembra dunque maggiore rispetto alle ipotesi iniziali”. Lo afferma in un comunicato Alessandro Amadori, psicologo, docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano e Direttore Scientifico di Yoodata, commentando i dati sull’affluenza alle urne alle ore 12 per il referendum confermativo sulla riforma della giustizia.
Marina Berlusconi al seggio: “Prevalga sì per Italia civile e moderna”
“Non è questione di dediche, è questione di esercitare un voto oggi, per poter dare un contributo positivo al futuro di questo Paese”. Lo ha detto Marina Berlusconi, presidente Fininvest, a Repubblica, dopo il voto al referendum sulla giustizia in un seggio di Milano, rispondendo a chi gli ha chiesto se il voto lo dedica al padre Silvio. “È un’occasione quella di oggi che non possiamo farci sfuggire, la dedica è agli italiani, sperando che prevalga il sì per un’Italia civile democratica e moderna”, ha aggiunto. Una dedica al padre la farà “domani quando si sapranno gli esiti”, ha concluso.
L’appello di Fratoianni sui social: “Votiamo” e la denuncia di presunte violazioni
“Votiamo, votiamo, votiamo. Perché il voto è la nostra arma più forte per far sentire la nostra voce, per far contare la nostra volontà”. Lo ha scritto sui social Nicola Fratoianni di Avs postando la foto del suo voto in un seggio elettorale di Foligno. “È un referendum confermativo, – sottolinea – non c’è quorum. Ogni voto conta. I seggi sono aperti oggi fino alle 23, domani dalle 7 alle 15. Facciamo la nostra parte”.
In una nota Alleanza Verdi Sinistra ha denunciato violazioni ai seggi. “Ci giungono preoccupanti segnalazioni dai territori dove le forze dell’ordine contestano ai rappresentanti ai seggi del comitato del No il legittimo utilizzo del contrassegno con il logo del comitato nel mentre in tutta Italia i rappresentanti ai seggi di Fratelli d’Italia girano indisturbati nelle sezioni elettorali con un badge che riporta un minuscolo logo col contrassegno del partito subito sotto un enorme SI in palese violazione della normativa”.
Anche il Movimento 5 Stelle ha denunciato gravi irregolarità ai seggi umbri, dove i rappresentanti di lista di Fratelli d’Italia avrebbero esposto distintivi con chiara indicazione di voto per il Sì.
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