Referendum giustizia

referendum

Referendum giustizia, quando e per cosa si vota?

Il 22 e il 23 marzo 2026 gli italiani sono chiamati a esprimersi sulla riforma costituzionale della magistratura voluta dal governo Meloni. Ecco una breve guida per arrivare informati alle urne.

20 Febbraio 2026

Il 22 e il 23 marzo 2026 le cittadine e i cittadini italiani sono chiamati alle urne per il referendum confermativo della legge di revisione costituzionale, approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025, con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare”.

Quando si vota?

Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura della votazione.

Perché si vota?

Il testo della legge costituzionale da ognuna delle due Camere, in seconda votazione, con la maggioranza  assoluta dei suoi componenti, nella seduta del 30 ottobre 2025, a norma dell’articolo 138 della Costituzione.

Poiché nella seconda votazione, non è stato superato il quorum dei due terzi dei componenti, la Costituzione prevede che la legge di revisione possa essere sottoposta a referendum, se ne fanno richiesta un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Che tipo di referendum è?

Non è un referendum abrogativo ma confermativo: gli elettori dovranno confermare o respingere una modifica della Costituzione. Non è previsto quorum di validità: il referendum è valido quale che sia la partecipazione. La riforma viene approvata a maggioranza dei voti validamente espressi.

Qual è il quesito referendario?

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»

Quali sono le novità introdotte dalle legge sottoposta a referendum?

Si possono individuare cinque punti salienti della riforma:

  • La magistratura viene divisa in due gruppi distinti: magistrati appartenenti alla carriera giudicante (i giudici) e  magistrati appartenenti alla carriera requirente (i procuratori o “pm”)
  • Carriere distinte per magistrati giudicanti e requirenti
  • Sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura (Csm), l’organo di autogoverno dei giudici. Nasceranno due Csm: Consiglio superiore della magistratura giudicante e Consiglio superiore della magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica.
  • Istituzione della Alta Corte disciplinare, competente per l’azione disciplinare nei confronti di tutti i magistrati
  • Selezione tramite estrazione a sorte dei componenti laici e togati dei due Csm e dell’Alta Corte disciplinare
Che cosa cambia in concreto?

Il punto fondamentale della riforma è la “separazione delle carriere” dei magistrati. La nuova legge distingue formalmente magistrati giudicanti (i giudici) e magistrati requirenti (i pm). Essi restano parte di un ordine autonomo e indipendente, preposto all’esercizio del potere giudiziario, ma avranno percorsi professionali totalmente separati e distinti organi di autogoverno.

Com’era invece finora?

Fino a oggi la distinzione era nelle funzioni concretamente svolte, previa assegnazione dell’incarico da parte da parte dell’unico Csm. Nel tempo, i passaggi da una funzione all’altra sono stati fortemente limitati. Oggi è possibile cambiare solo una volta nel corso dell’intera carriera.

Perché è stata creata una corte disciplinare a parte?

L’istituzione di una corte disciplinare, nelle intenzioni del legislatore, vuole separare il momento di governo dei due rami della magistratura (assunzioni, assegnazioni di incarico,  trasferimenti, valutazioni  di professionalità, conferimenti di funzioni) da quello dell’azione disciplinare verso il singolo magistrato, allo scopo di aumentare l’imparzialità e la trasparenza.

Perché è stato introdotto il sorteggio?

Nelle intenzioni dei proponenti, la selezione casuale tramite sorteggio dovrebbe rompere il gioco delle correnti di potere interne alla magistratura, spezzando assetti consolidati. I critici temono invece una riduzione della rappresentanza e della responsabilità democratica.

Cosa implica votare Sì/No?

Chi vota  approva la riforma costituzionale della magistratura.

Chi volta No sceglie di mantenere l’assetto attuale.

Commenti

Devi fare login per commentare

Accedi

Gli Stati Generali è anche piattaforma di giornalismo partecipativo

Vuoi collaborare ?

Newsletter

Ti sei registrato con successo alla newsletter de Gli Stati Generali, controlla la tua mail per completare la registrazione.