Psichicità: il parlamento tumultuoso dei nostri scenari interni

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11 marzo 2019

Quando avevo 15 anni smisi di scrivere il solito lacrimoso diario adolescenziale e lo trasformai in una serie di resoconti di un ipotetico parlamento interno, nel quale i vari stati d’animo, le fantasie sul futuro, le attrazioni amoroso-erotiche, le invidie, gli odii, le ribellività ecc. venivano rappresentati come partiti politici in continuo tempestoso dibattito, con proclami altisonanti, dichiarazioni di guerra, buoni propositi e via dicendo. Vorrei usare questa metafora politica per cercare di illustrare, ipoteticamente, quanto avviene oggi, e da sempre, nelle persone. Ognuno ha una sua assemblea con un governo che cerca, come avviene nella politica reale, di gestire alla bene e meglio, questo tumultuoso parlamento, dove i vari partiti-stati d’animo, cercano di avere la supremazia in un eterno conflitto. E poi, continuando nella metafora politica, c’è anche una politica estera da gestire: c’è la realtà esterna, gli alleati, gli avversari, gli accordi, le sconfitte, le guerre, le vittorie.
Ora manteniamo un’illusione di identità continuativa, come se fosse una costante super partes. Ma anche nei sogni più strambi o terrorizzanti c’è questa illusione di mantenere il se stesso integro: solo che è alla mercè di una realtà irreale, folle, alla quale aderiamo senza obiezioni.

Ma da chi sono formati questi vari partiti-stati d’animo? Ma, probabilmente sono il prodotto in continua modificazione di vari fattori eterogenei tra di loro e spalmati su di un tempo che va dalla nostra infanzia all’oggi, con l’aggiunta continua degli elementi anatomo-fisiologici e di quelli storici macro e micro ambientali. Ora, considerando solo la psichicità, questo povero governo identitario che pomposamente chiamiamo se-stessi (con l’aggiunta di qualche orpello ideologico quali la capacità di libera scelta, la forza di volontà, la padronanza degli impulsi ecc.), cerca di mediare tra le varie forze che non sono mai del tutto occulte ma anzi sono più esplicite di quanto cerchiamo di credere.
Ovviamente c’è poi la tendenza ad imprimere magari una svolta autoritaria, facendo prevalere forze rigido-ossessive, oppure dando via libera ai propri generali in guerre paranoidi con chi ci capita (non tenendo conto,magari, che anche loro hanno nel corso della vita addestrato eserciti efficienti, magari più del nostro) oppure cerchiamo di passare a regimi anarco-libertari dove pensiamo di seguire una eterna joie de vivre godereccia mentre in effetti,spesso, cerchiamo tramite l’edonismo di tenere a bada ansie e depressioni.

Ora, la persona cosiddetta equilibrata, dovrebbe essere quella il cui governo riesce a mediare soluzioni di compromesso tra i vari suoi partiti, sempre tenendo anche conto che ci sono realtà interne quali quelle anatomo-fisiologiche e quelle esterne, nelle quali struttura sociale e vicinanza ad altri sono presenze incombenti,a volte protettive e a volte persecutorie.

Ma c’è qualcosa d’altro: nel nostro interno regime democratico, abbiamo marginalizzato e magari non ammesso nel nostro parlamento, altre forze, violentemente eversive, sfrenatamente edonistiche, che continuano a premere, magari rivelandosi in sprazzi fantastici subito repressi, in sogni assurdi, in tensioni (e magari anche in sintomi ipocondriaci e psicosomatici), che cerchiamo di tenere a bada.

Ma vi è anche chi non riesce a reprimerle ed è quanto ci capita di conoscere quotidianamente nelle cronache dei media.

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TAG:
CAT: Psicologia

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