Psicopolitica: percezioni chiare e oscure di cassandra

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21 novembre 2018

La povera Cassandra è nel mito,considerata come una profetessa del male e, per di più mai creduta. Ora, nell’attuale situazione politica le previsioni, da parte avversa sull’operato del governo sembrano, sia pure reiterate sia supportate da, sembra, dati di realtà, non credute. Da chi? Ovviamente dai governanti ma anche dai cittadini che se dovessero credere a queste profezie (soprattutto a quelle economiche) così apocalittiche, dovrebbero sollevarsi come un sol uomo e mettere a ferro e fuoco i palazzi del potere. Non succede nulla di tutto questo.

Ora possiamo anche prendere in considerazione il fatto che le difese psicologiche personali davanti a profezie di sventura reagiscano con meccanismi che noi,del mestiere, definiamo come negazioni o addirittura come onnipotenze maniacali ( “a me le cose andranno sempre bene…”). Ma forse la gente non vuole cadere nella tentazione masochistica di accettazione supina di tutte le disgrazie.

Tentazione che sembra continuamente affacciarsi nelle opposizioni, che però usano la propria visione apocalittica del futuro prossimo per avere la soddisfazione (si fa per dire) di aggredire chi sta al governo. Ma è una magra soddisfazione che rientra nel paradigma di “muoia Sansone con tutti i Filistei”. Infatti quello che può stupire la gente è il fatto che insieme alle profezie catastrofiche, non venga costruita in modo saldo ed articolato, una previsione positiva di interventi se avvenisse un cambiamento di maggioranza ( ma quando potrebbe avvenire?).

Ora sembra che vi sia un accordo implicito in questa danza psicotica tra profezie apocalittiche delle opposizioni ed esaltazioni maniacali-utopistiche dei governanti. Ma Cassandra o meglio quell’altra istituzione di elaborazione del futuro che era l’oracolo di Delfi (sotto l’alta direzione di Febo Apollo) fornivano enunciati previsionali con linguaggi spesso oscuri che dovevano essere decifrati. Ora quanto le nostre Cassandre e i nostri epico-onnipotenti governanti hanno una percezione chiara del futuro prevedibile?

A me sembra che sia necessario tenere conto anche delle percezioni oscure sulle conseguenze degli atti in corso o in prossimo progetto. Conseguenze che possono essere anche immediate o trascinate nel tempo, sia positive che negative, che si connettano più strutturalmente ad altri più decisivi mutamenti sociali quali l’impatto delle dinamiche globali economiche, gli sviluppi vertiginosi della scienza e della tecnica, l’affacciarsi di nuove culture profondamente eversive (quali quelle giovanili), la pressione densissima di grandi movimenti migratori ecc.. Ma i politici, potrebbero rispondere che loro devono badare al giorno per giorno, come d’altronde fa chiunque che alla mattina, uscendo, si chiede se deve portare o no l’ombrello.

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CAT: Psicologia

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