Le speranze deluse da Virginia Raggi

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7 Settembre 2016

In una Sapienza ancora semi deserta in lenta ripresa dopo la pausa estiva, ricevo alcuni studenti immediatamente preoccupati per quanto accaduto nella giunta capitolina. «Prof. ma perché il professor Minenna si è dimesso? Per noi rappresentava la speranza di far resuscitare questa città. Lei ci ha sempre detto che sono le persone a fare le differenze …ma in questo paese mi sa che non funziona vero?».

Hanno conosciuto Minenna come docente invitato a tenere alcune lezioni presso il corso di Finanza Quantitativa che svolgo ogni anno, e regolarmente vengono incantati dalla sua competenza e chiarezza espositiva.

Che risposte avrei potuto dare ai miei ragazzi?

L’8 luglio avevo auspicato che l’assessore Minenna sarebbe stato capace di realizzare quella rivoluzione “dal basso”, dalle cose semplici, dall’ordinaria amministrazione, di cui tutta Roma ha bisogno.

Roma necessita non solo della ripresa economica ma anche di ripresa politica e civile.

A soli due mesi dopo l’insediamento della Giunta Raggi nessuna persona “per bene” avrebbe voluto vedere ciò che abbiamo visto il 1° e 2 settembre. Sembra di rivedere, ancora una volta,uno scenario comune in Italia completamente diverso da quello che ci si aspettava dopo l’insediamento della nuova giunta capitolina.

La rivoluzione della governance delle partecipate era un segnale dirompente, di vera riforma in linea con quella riforma della PA tanto millantata dal nostro Governo e di fatto non realizzata.

È difficile, è un cambiamento che richiede tempi lenti, è qualcosa di impopolare ….ma deve essere fatto. Il sindaco Raggi avrebbe potuto sostenere tale cambiamento dirompente. È chiaro a tutti che la rimozione dei CdA (luogo di assegnazione di sedie e potere), l’istituzione di un amministratore unico responsabile avrebbe fatto infuriare tutti gli esponenti del vecchio establishment.

Eppure aveva iniziato così bene, Sindaco! Ridurre il numero di incarichi (un super-assessore con tre deleghe implicava anche una riduzione dei costi e delle sedie da assegnare…). Non ce l’ha fatta, che delusione.

Chiunque lavori in un’Istituzione statale (Università, Ministero, partecipata) vede giornalmente gli sprechi, le inefficienze, la quantità di personale impiegato con zero mansioni e soprattutto la poca coscienza civica e spirito di servizio che un’impiegato statale deve avere. Le dimissioni di Carla Raineri e di Marcello Minenna, due persone che non avrebbero mollato, non due yes man ma due veri civil servant, sono un disastro per la città di Roma che vuole proporre il nuovo e vuole fornire una nuova prospettiva per il nostro Paese.

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CAT: Roma

7 Commenti

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  1. alding 4 anni fa
    Chi ha creato M5S? Lo sappiamo tutti: Beppe Grillo, ovvero un uomo intelligente ma privo di ogni morale (molti fatti lo stanno a dimostrare). Cosa potevamo dunque attenderci da persone che sono cresciute alla sua scuola, che si sono infatuate delle sue chiacchiere e che si sono orgogliosamente illuse di sapere fare meglio di tutti coloro che hanno sempre criticato (senza sapere per nulla come funziona la cosa pubblica, anche per coloro che realmente vogliono operare bene). "Il Re è nudo", ora forse lo sapranno tutti, anche i grillini. Per costruire ci vuole umiltà, ci vuole serietà, ci vuole competenza, tutte cose che i grillini proprio non hanno.
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    1. luciano-crimi 4 anni fa
      Grillo senza morale? Ti ricordo che un tempo era normale avere 23 pregiudicati in parlamento. Era iul 2005 , l'anno del primo vday, l'anno in cui raccogliemmo più di un mione di firme per dire no ai parlamentari condannati in parlamento, no al finanziamento ai giornali eccc ecc. Grillo è stato quello che per avere una morale è stato buttato fuori dalla vostra rai, fatta di gente del clientelismo, del favoritismo, del nepotismo della lottizzazione rai. Ora, dopo il M5S, tutti puliscono le liste, niente più pregiudicati,...ora.
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      1. luciano-crimi 4 anni fa
        il vday avvenne nel 2007, mi correggo.
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      2. alding 4 anni fa
        Caro Luciano, se ti dico che Grillo è senza morale, te lo dico a ragion veduta. Quelle che tu citi sono le sue iniziative pubblicitarie, quelle che mi fanno scrivere che è un uomo intelligente. Ma la morale è un'altra cosa, è il rispetto degli altri, soprattutto (ma non solo) se sono persone per bene, che lui ha offeso ripetutamente in modo diretto e nei loro parenti, è l'ascolto delle ragioni degli altri, è il prendersi le proprie responsabilità quando si sbaglia (vedi l'omicidio colposo alla guida del suo SUV) etc. etc. Grillo è uomo profondamente immorale e il vostro errore è quello di seguirlo come se fosse un maestro; io rispetto e in parte condivido le vostre critiche al sistema ma non posso accettare la sua immoralità.
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  2. sandro-moro 4 anni fa
    Non sono romano e non so dire se in quella situazione disastrata la formula dell' Amministratore unico in luogo dei CdA potesse essere vincente. In linea di massima, per esperienza diretta, l' "uomo solo al comando" in grandi public utilities è più dipendente dagli input politici degli amministratori comunali, spesso dettati da esigenze di consenso politico spiccio. I compensi al CdA possono essere assai ridotti (nella "mia" s.p.a. da 300 Meuro/anno erano di 6.000 Euro lordi/anno), e se le persone nominate hanno competenze e relazioni, possono apportare utili suggerimenti e controllare meglio la gestione. Come dice lei, è anche questione di persone, Sul resto concordo.
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  3. mabau-smart 4 anni fa
    Vorrei sapere, un giorno, la verità sui motivi per cui due persone così stimate abbiano dato le dimissioni dopo... qualche settimana. Cosa c'è dietro? Che credibilità ha il M5S dietro alla facciata? Fateci sapere, grazie! Mi rifaccio un po' a quanto scritto da alding, ma riporto un mio pensiero: gli unici a contestare il sistema oggi, apparentemente fuori dal sistema e a dire che occorre cambiare, sono nel M5S. Contestare non basta, ci vuole lo spessore morale, etico, di competenza politica e un po' anche tecnica per passare dalla contestazione alla rivoluzione, dalla protesta alle applicazioni della proposta. Rivoluzione pacifica, se possibile, ma necessaria rispetto a varie insoddisfazioni civili (e ambientali! Direttamente connesse, sono d'accordo con Papa Francesco). E la condizione di "pacifica" è direttamente proporzionale alla capacità: più si è capaci a fare le cose e a introdurre quelle giuste e necessarie, più si è in grado a spiegarle alla gente (come il Prof. Minenna con i "suoi " ragazzi... "...e regolarmente vengono incantati dalla sua competenza e chiarezza espositiva..."), più questa rivoluzione necessaria sarà pacifica. Evitando ghigliottine... che prudere di mani, però. Un saluto a tutti.
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  4. beniamino-tiburzio 4 anni fa
    Altro che M5S...........il MEA avanza IMPLACABILE.
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