L'architettura e noi

Alla ricerca della perfetta sintesti tra costruzione e rivestimento

di Cristoforo Bono 28 Febbraio 2026

In una strada di Montalcino vedo il muro di un edificio al centro di pietra e ai lati di mattoni. L’effetto materico è suggestivo, anche se non ha a che fare con l’architettura: probabilmente doveva essere rivestito di intonaco.

L’intonaco è la prima ricchezza di un edificio, che si distingue dall’antica casa di sasso. Dice la canzone: “la casa del mio ben l’è tutta sassi, ma a mi che devo entrar mi par palassi”. Quindi la casa di sasso è la casa povera, anche se molti, in diversi luoghi, hanno tolto il rivestimento, per la suggestione costruttiva della pietra o del mattone, quando la trama non è troppo incoerente. Si tratta di una moda. Gli effetti più deprimenti sono quando si lasciano, insieme, parti di intonaco e parti di pietra.

Certo, il mattone può essere esso stesso un rivestimento, data la sua possibile regolarità; e vi sono state epoche storiche del mattone come linguaggio, come il Romanticismo e lo Storicismo lombardi. Però a volte, specie in Emilia, il mattone viene protetto con un rivestimento quasi invisibile ma omogeneo: si tratta della “sagramatura”.

Certo, la pietra, trattata con regolarità, è il rivestimento più nobile e a volte costituisce il monumento stesso. Pensiamo soltanto a come sarebbe delittuoso il Duomo di Milano senza il rivestimento in marmo e senza le guglie di marmo. La fabbrica del duomo non è l’armatura sottostante, ma è proprio questa. Una fabbrica che inizia da lontano, perché a Milano non c’è pietra; dalle cave di Candoglia, e che ha bisogno dei navigli e del piccolo lago accanto al monumento stesso. Una fabbrica che mette in essere una grande idea della Milano città stato: portare le alpi nel centro della città.

Per trovare il massimo equilibrio e la più perfetta sintesi tra costruzione e rivestimento dobbiamo risalire all’arte di costruire presso i Romani, che è anche il titolo di un bel libro di Jean-Pierre Adam (Longanesi 1988).

Il rivestimento in mattoni va dall’opus africanum, all’opus incertum, all’opus reticolatum, mentre la pietra è usata sia come materiale costruttivo che come rivestimento, perlomeno fino alle grandi opere edificate in calcestruzzo e totalmente rivestite in pietra, come il Colosseo, la cui funzione potrebbe svolgersi anche senza la pietra, ma dove questa costituisce l’architettura vera e propria, con la sua propensione a diventare opera senza tempo: un ordine per l’eternità.

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