Sanità

Il rapporto importante medico – paziente e il ruolo delle associazioni dei pazienti

Il rapporto più importante che vi possa essere nella Sanità è quello dei medici con i loro pazienti. Ovviamente, questo riguarda tutte le figure professionali sanitarie che hanno un rapporto più o meno diretto con i pazienti / cittadini, ma quello con il medico di famiglia è spec

18 Settembre 2026

Il rapporto più importante che vi possa essere nella Sanità è quello dei medici con i loro pazienti. Ovviamente, questo riguarda tutte le figure professionali sanitarie che hanno un rapporto più o meno diretto con i pazienti / cittadini, ma quello con il medico di famiglia è specifico come fulcro operativo, data la sua caratteristica olistica, cioè biologica – psicologica – sociale, e di continuità e di sostanzialmente “necessaria “empatia.

Perché ciò possa attuarsi, possa mantenersi e non venire ostacolato e minato nel tempo, occorre:

1)       che il laureato in medicina venga educato, già da subito durante il corso di laurea, ai temi del rapporto medico – paziente, e anche a quali siano le differenze nei rapporti se si lavorerà come medico sul territorio oppure in una struttura pubblica.

2)       che le disposizioni e le normative statali non si sovrappongano nel tempo vessatoriamente a burocratizzare sempre più e sostanzialmente in modo indifendibile questo rapporto. Sono le normative a cascata negli anni ad avere guastato il rapporto precedente di fiducia reciproca, dove il medico è diventato il centralino di un rapporto burocratizzato, sempre più formale, di trascrizioni deprofessionalizzanti e riduttive, come parafulmine di disfunzioni che esulano nettamente dalla vita professionale e dalla attività in studio del medico.

3)       che i mass – media intervengano “solo” (e sarebbe già molto positivo e meritorio) a dare una corretta informazione sui diritti, ma anche ovviamente sui doveri, sugli avvenimenti e sulle novità, sempre interpellando “tutti” i soggetti coinvolti, non solo quelli che potrebbero fare notizia per la eccezionalità del caso e del fatto, ma al tempo stesso estranei e non particolarmente utili alla realtà quotidiana, spesso fuorvianti per la creazione di false aspettative.  Allo stesso tempo, vanno riequilibrati e riportati a verità vari atteggiamenti sempre accusatori e alcuni neologismi coniati solo e costantemente per la sanità “malasanità”: per nessuna altra professione o campo professionali ne sono stati ideati di analoghi.

4)       che i professionisti della sanità operanti nei vari settori pubblici siano periodicamente riportati ad una “formazione “sul counselling  e così pure al rispetto del paziente e dei colleghi che lavorano quotidianamente nelle realtà territoriali e, altrettanto, al rispetto delle disposizioni normative e di prescrivibilità e correttezza collegiale. Tale controllo “formativo “vale per tutti i medici a contatto con i pazienti, affinché quanti più possibile facciano mantenere quella posizione di prima linea nel gradimento da parte del pubblico: ne trae vantaggio, per primo, il paziente – cittadino.

Va salutata con animo positivo e propositivo una corretta collaborazione fra medici e cittadini.   Questa è “realtà “consolidata nei Paesi del Nord Europa, dove questa cooperazione è stretta, ampia, di vera reciproca stima e, quindi, molto costruttiva. In queste realtà, il medico costituisce anche un fulcro operativo: spesso le riunioni avvengono a cadenza temporale negli studi / ambulatori / centri medici, dove la discussione è franca, chiari i rapporti di rappresentanza, veloci ed operative le decisioni.  Questa si estrinseca con associazioni di pazienti delle assicurazioni, con associazioni di volontariato, con associazioni di realtà locali, con associazioni di pazienti accomunati da un comune problema o da una comune patologia. I medici diventano i loro “avvocati difensori” ed i loro ambulatori diventano luoghi di incontri, discussione, aiuti concreti “.

Si tratta, evidentemente, di una situazione culturale e sociale fortemente permeata di solidarietà e dove i pazienti costituiscono “gruppo”, non singoli pazienti – cittadini, proiettati burocraticamente di qua e di là.   In questi termini di correttezza, il ruolo delle associazioni dei pazienti assume un ruolo politico – decisionale molto forte, non è assolutamente di contrasto o in contrasto con i medici, e determina una positiva azione comune di individuazione dei problemi e magari delle soluzioni rispetto alle autorità sanitarie e politiche.

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