Il futuro dell’istruzione: abolire la scuola pubblica, i bimbi poveri a zappare

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24 Luglio 2021

La Smangubria, minuscolo stato balcanico tra la Macedonia del Nord e la Bulgaria famoso per aver rilanciato l’economia ripristinando la schiavitù, in questi giorni è tornato a far parlare di sé con una riforma dell’istruzione che farà la storia: l’abolizione della scuola pubblica. Ma andiamo con ordine, in modo da illustrare in modo obiettivo e senza triti pregiudizi ideologici una legge che think-tank di rilievo globale come il Freedoom Tomorrow Institute e l’Istituto Falaride hanno definito «epocale: la Smangubria sta indicando la strada verso la libertà a tutte le nazioni dell’Occidente».

Com’è forse noto ai conoscitori di cose balcaniche (e nell’agosto 2005 persino la stampa di Trieste si interessò vagamente alla questione) in Smangubria per anni la scuola pubblica è stata bersagliata dalle aspre critiche di latifondisti, economisti dell’Università privata Liviu Mihiyluv, direttori di giornali, politici di destra, estrema destra, centrodestra, centro, centrosinistra. Anche la potente lobby dei tavernieri e degli osti soleva tuonare contro la scuola pubblica, «che priva di sguatteri, facchini e cameriere a bassissimo costo il nostro settore, strategico per l’economia smangubra».

Nonostante gli incessanti tagli dei fondi alla scuola, gli stipendi degli insegnanti ridicolmente bassi, le continue riforme scolastiche in contraddizione tra loro, gli edifici scolastici sempre più pericolanti e catapecchiosi, dagli anni ’90 in poi la scuola smangubra non è migliorata, anzi è costantemente peggiorata. «Com’è possibile che la scuola non migliori, a dispetto degli auspici di tutti? – scriveva nel 2005 Ferdu Mihiyluv, allora vice-presidente dell’Associazione dei feudatari della Smangubria – Un insegnante di matematica guadagna 86 garab [2,70 euro] l’ora, il doppio di un mio bracciante, e ha due mesi di ferie, quando io stesso posso concedermi solo dieci giorni alle Seychelles!»

Nel 2007 il Ministero dell’istruzione della Smangubria ha istituito i test nazionali AVULSI (Investigazija zu Valutazjuna Ubjiquie Livelu Školazia Ismangubrija), e da allora ha sempre destato enorme scandalo il fatto che gli studenti delle scuole di periferia e delle aree più povere del paese ottenessero risultati ogni anno peggiori, a differenza dei loro coetanei dei quartieri ricchi della capitale. «Com’è possibile che mio figlio, che è un ragazzo normalissimo, che va a scuola come tutti, che ha un solo precettore, e che d’estate fa appena un mese di corsi estivi di lingua inglese a Londra, sia un asso in matematica e parli perfettamente inglese, e il figlio del mio stalliere venga sempre bocciato?» dichiarava nel 2018 in una conferenza stampa il famoso politico, contrabbandiere di sidro e venditore di cavalli Oskar Blaiduviju.

Il 3 luglio 2021, dopo l’ennesimo shock nazionale a causa dei test AVULSI, il nuovo governo guidato dall’ex banchiere internazionale Franu Mihiyluv (nessuna parantela con il già citato Ferdu Mihiyluv) ha deciso di abolire la scuola pubblica. All’affollata conferenza stampa del 6 luglio Mihiyluv (che ha studiato nelle migliori università d’Europa e d’America) ha detto: «Com’è noto persino a voi giornalisti, ai tempi della Rivoluzione neolitica non c’erano scuole pubbliche, eppure l’umanità fu in grado di inventare l’agricoltura, ancora oggi il pilastro della prosperità della Smangubria. Andò alla scuola pubblica Temistocle, Alessandro, Carlo Magno o il “babbo della patria” Ariesti Mihiyluv? L’italo-smangubro Colombo dovette frequentare la scuola pubblica per scoprire l’America? Il grande architetto e contrabbandiere di sidro Ferdu Blaiduviju ebbe bisogno di andare a scuola per edificare, nel 1998, la città utopica di Prahgrad, di cui ancora oggi ammiriamo le rovine? No. Una buona scuola per tutti è un’utopia, e non serve. Perché far studiare al figlio di un bracciante il teorema di Pitagora, l’Amleto o il Discorso della Stalla di Ariesti Mihiyluv, quando la sola cosa che potrà fare nella vita sarà il bracciante? A che scopo riempire la testa di un bimbo povero dei versi della Smangubreide, se a lui tutte quelle allitterazioni, metonimie e similitudini non serviranno a nulla?»

In un’ineguagliata prova di coesione patriottica, il parlamento della Smangubria ha approvato a larghissima maggioranza la riforma; si è opposto solo il partito di estrema destra Aurora Smangubra, secondo il quale la soluzione dei problemi della Smangubria non è abolire la scuola pubblica, ma addestrare gli scolari alla guerra, in modo da fargli invadere la Macedonia del Nord, saccheggiarla e annetterla.

L’abolizione della scuola pubblica è stata accolta con entusiasmo dai signori feudali, dagli albergatori e dai tavernieri del paese. Le due principali voci dell’economia della Smangubria sono l’agricoltura e il turismo, e ambedue i settori non necessitano di lavoratori istruiti o colti. «Prima della riforma mi capitavano braccianti con la laurea in filosofia o storia, e che magari sapevano più parole di me! – ha dichiarato Ferdu Mihiyluv, presidente dell’Associazione dei feudatari della Smangubria (nessuna parentela con il premier) –. Spero che almeno i miei figli potranno avere braccianti, fittavoli e schiavi più ignoranti e idioti di loro, in modo da poterli tenere sotto controllo in modo più efficiente e meno time-consuming».

Quasi tutti i media della Smangubria hanno plaudito osannanti al genio pedagogico del premier, paragonandolo al “maestro delle paludi” Franu Garadeijnu, che nel 1901 passò sei mesi a insegnare la matematica e lo smangubro alle ragazze povere della Grande Palude di Jadaijska. Il giornale smangubro Papjr, molto letto dalla buona borghesia piaciona della capitale, ha paragonato Mihiyluv al primo re della Smangubria Franu IV, o al primo vescovo di Kapgrado Oskar lo Schizogene: «Il metodo Mihiyluv funziona, e zittisce passatisti e conservatori».

Grazie alla riforma tutti i bimbi poveri ambosessi, al compimento dei sei anni di età, saranno avviati ai campi a zappare in qualità di apprendisti schiavi, e nelle paludi a prendere ranocchie (la famosa alternanza lavoro nei campi-lavoro in palude). Ai bimbi ricchi invece saranno offerte le seguenti possibilità formative:

1)    Studiare in una scuola privata a spese dello Stato;

2)    Studiare all’estero in una scuola privata o pubblica a spese dello Stato;

3)    Studiare a casa con un precettore privato (home-schooling) a spese dello Stato;

4)    Non studiare mai e ottenere comunque, a 18 anni compiuti, l’accesso alla prestigiosa Università privata Liviu Mihiyluv, dove potranno laurearsi con tutta calma in teoria del dominio, scienze del mercato o metodologia dello schiavismo (gli insegnamenti di metodologia dello schiavismo, nuovissimo corso di laurea, saranno totalmente impartiti in inglese, e prevederanno stage presso i latifondi più importanti della Smangubria).

«Agli smangubri poveri non serve l’istruzione, gli basta un sano terrore verso i latifondisti e i concittadini più agiati – è stato il commento di Urko Mihiyluv, preside dell’Università Liviu Mihiyluv (il più prestigioso ateneo privato della Smangubria), e in nessun modo imparentato con gli altri Mihiyluv citati fuorché con Liviu, che era suo zio nonché migliore amico –. Confido poi che, grazie a questa riforma, nasceranno in tutto il paese ottime scuole private che offriranno ai bimbi ricchi un’altissima offerta formativa. Senza l’intralcio dei compagnucci più poveri e ignoranti, i bimbi ricchi potranno imparare meglio, in modo più efficiente e meno time-consuming».

Il professor Urko Mihiyluv ha proposto inoltre di chiudere tutte le università pubbliche della Smangubria, rese ormai obsolete dalla riforma della scuola, e convogliare le risorse sulla sua università. «Molto meglio avere una sola super-università di eccellenza per duecento giovani smangubri, in grado di competere con le università dell’Ivy League e di Oxbridge, che buttar soldi in tanti piccoli atenei, soprattutto delle contrade meridionali». Il governo ha dichiarato che prenderà in seria considerazione la proposta dell’illustre docente.

Economisti di fama planetaria come Harrison Trickledown del Tim Truncheon Institute hanno lodato l’abolizione della scuola pubblica, fossile del XX secolo, e invitato gli USA e gli altri paesi europei a studiare con attenzione il case study Smangubria. «I nostri modelli e i dati che abbiamo in possesso ci dicono che l’ignoranza sarà la grande rivoluzione culturale del XXI secolo. Onore [kudos] al premier Mihiyluv, che continua a sbalordire il mondo» ha dichiarato Trickledown. Difficile dargli torto.

 

L’immagine della copertina è stata tratta da Pixabay, che svolge un caritatevole servizio

 

TAG: scuola, Smangubria, Università
CAT: scuola, università

2 Commenti

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  1. alesparis69 2 mesi fa

    Sono estasiato.

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  2. hector-g-theron 2 mesi fa

    la ringrazio di cuore @alesparis69, per favore lo promuova sui social così da fornire buone idee agli italiani.

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