Finanza
Banca Generali chiude il 2025 con utili e masse record. Mossa: «Crescenti sinergie sotto le ali del Leone”
Risultati preliminari 2025 di Banca Generali: utile netto a 445,8 milioni, masse a 113,5 miliardi e nuove prospettive da Intermonte e insurbanking. La raccolta netta dell’anno ammonta a 6,8 miliardi, superiore all’obiettivo di 6 miliardi e in aumento del 2,9% sul 2024.
Banca Generali archivia il 2025 con nuovi massimi storici per utili e masse gestite, confermando la traiettoria di crescita degli ultimi anni e delineando obiettivi prudenziali ma ambiziosi per il 2026. I risultati preliminari approvati dal consiglio di amministrazione mostrano una banca solida, con forte sviluppo commissionale e nuovi progetti strategici pronti a contribuire alla crescita futura.
L’amministratore delegato e direttore generale Gian Maria Mossa ha commentato: «Siamo estremamente soddisfatti dei risultati conseguiti: utili e masse mai così alti, accompagnati da uno sviluppo commissionale in crescita a doppia cifra, confermano la solidità e la sostenibilità del percorso intrapreso. Nonostante l’impatto delle operazioni straordinarie, la banca e le sue persone hanno mantenuto una chiara direzione sugli obiettivi strategici, portando avanti progetti di grande rilievo quali l’integrazione di Intermonte, il lancio dell’insurbanking con Alleanza e lo sviluppo delle piattaforme di intelligenza artificiale a supporto dei banker, che rappresentano pilastri fondamentali per la crescita futura dell’Istituto»
Utile e ricavi in crescita
Nel dettaglio, l’utile netto totale del gruppo ha raggiunto i 445,8 milioni di euro, in crescita del 3% su base annua, mentre l’utile netto ricorrente si è attestato a 362,5 milioni (+7%). Il margine d’interesse è salito a 325 milioni di euro (+2%) e le commissioni nette ricorrenti hanno raggiunto 530 milioni (+11%), confermando il peso crescente delle attività a maggiore stabilità e visibilità dei ricavi.
Sul fronte dei costi, l’aumento degli investimenti e delle iniziative strategiche ha spinto i costi operativi complessivi a 361,2 milioni (+22,9%), con un cost/income ratio al 36,1%.
Nonostante ciò, il gruppo mantiene una solida posizione patrimoniale: il CET1 ratio si attesta al 17,1% e il Total Capital Ratio al 18,9%, livelli ampiamente superiori ai requisiti regolamentari.
Masse e raccolta ai massimi storici
Il 2025 si distingue anche per la crescita delle masse complessive, che hanno raggiunto il record di 113,5 miliardi di euro (+9,3% su base annua). La raccolta netta dell’anno è stata pari a 6,8 miliardi, superiore all’obiettivo di 6 miliardi e in aumento del 2,9% rispetto al 2024. Un contributo importante è arrivato dagli Assets under Investment, saliti a 4 miliardi e pari al 58% della raccolta complessiva. Le masse in consulenza evoluta hanno raggiunto 12 miliardi (+11%), mentre le masse ESG sono cresciute a 21,5 miliardi, pari al 40,8% delle soluzioni gestite. Anche il 2026 si apre con segnali positivi: a gennaio la raccolta netta è stata pari a 451 milioni, in crescita del 16% su base annua.
Dividendo e solidità finanziaria
Il gruppo ha proposto un dividendo complessivo di 2,90 euro per azione, con due tranche previste tra maggio 2026 e febbraio 2027, che ai prezzi di inizio febbraio implica un rendimento del 5 per cento. Il patrimonio netto contabile ha raggiunto 1,58 miliardi, in aumento rispetto all’anno precedente, mentre gli indicatori di liquidità si confermano su livelli molto elevati.
Intermonte e insurbanking: i motori della crescita
Tra i principali driver strategici per i prossimi anni spiccano l’integrazione di Intermonte e lo sviluppo dell’insurbanking con Alleanza. Secondo il comunicato, «si stima che, grazie alla piena realizzazione di tutte le sinergie previste, Intermonte possa generare ricavi aggiuntivi compresi nel range 10-15 milioni nel 2026, su un totale di 38-48 milioni previsti al 2030, di fatto raddoppiando i ricavi rispetto ai valori di fine 2024 nell’arco dei cinque anni.
Sull’insurbanking, la partnership con Alleanza è partita nell’ottobre 2025 e punta a generare 40-50 milioni di ricavi netti entro il 2030 grazie a volumi attesi tra 7 e 8,5 miliardi. Durante la conference call, Mossa ha sottolineato: «Vedo crescenti sinergie sotto le ali del Leone» e ha definito la partnership «avvio positivo, confermiamo i target e siamo ottimisti».
Outlook 2026: prudenza e qualità
Per il 2026 Banca Generali prevede una raccolta netta superiore a 6,5 miliardi, con oltre 4 miliardi attesi dagli Assets under Investment. In termini reddituali, la banca stima un margine d’interesse tra 330 e 340 milioni e una crescita dei costi operativi core tra il 6% e l’8%.
Mossa ha sintetizzato l’approccio con queste parole: «Preferiamo iniziare con un approccio prudente e poi fare meglio. Saremo più concentrati sulla qualità che sulla quantità. I target sono lì per essere superati».
In un contesto macroeconomico definito complessivamente favorevole ma ancora incerto sul piano geopolitico, la banca punta quindi a proseguire la crescita dimensionale rafforzando il modello di consulenza e sfruttando le sinergie con il gruppo Generali.
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