Ryanair, molto rumore per quasi nulla. O per non venderle Alitalia

19 Settembre 2017

A leggere la stampa italiana, la linea aerea low cost irlandese Ryanair si troverebbe in una crisi gravissima, che provocherà danni enormi ai suoi passeggeri. Pagine e pagine di articoli, dichiarazioni di ministri e viceministri, con perla di un giornale milanese:

“Ryanair scorretta. Non lasciamo Alitalia nelle loro mani”

La realtà è che l’allarmismo sembra esagerato e pure interessato. Tutti i giorni da qui alla fine di ottobre saranno cancellati circa cinquanta voli, che a detta della compagnia rappresentano il 2% di quelli programmati. All’aeroporto di Milano Orio, che è la principale base nel continente europeo, saranno cancellati 3 decolli sui 100 circa che, vado a memoria, ci sono ogni giorno.

L’aritmetica dice che cancellare il 2% dei voli per una cinquantina di giorni equivale grosso modo a cancellare il 100% dei voli per un giorno soltanto, quello che succede quando ad Air France, British Airways o Lufthansa c’è uno sciopero.

Inoltre, siccome le cancellazioni di Ryanair avverranno per colpa della compagnia aerea, che ha gestito male il numero massimo di ore che ciascun pilota può volare in un anno, limite che esiste per prevenire stanchezza eccessiva e perché molti suoi piloti sono passati alla concorrenza che offre salari più alti, i passeggeri che si vedranno cancellato il volo con meno di quattordici giorni di preavviso avranno diritto ad un cospicuo rimborso, diversamente da quelli vittime degli scioperi, che altro non possono pretendere che il rimborso del biglietto.

Cancellare il 2% dei voli vuol dire anche che qualche passeggero potrà magari partire qualche ora prima o dopo, se lo desidera e se la tratta che gli interessa prevede più voli al giorno . Con uno sciopero di 24 ore non c’è la stessa possibilità, salvo che in Italia per le fasce orarie protette.

Intendiamoci, Michael O’Leary, il padrone di Ryanair, proprio non  è un santo, fa (tanti) soldi spremendo aerei, aeroporti, piloti, assistenti di volo, enti locali esattamente quanto può e non si è mai trattenuto dal canzonare i concorrenti in difficoltà. Chi di spada ferisce, di spada perisce e ora tocca a lui, che oggi ha cancellato una prevista conferenza stampa a Milano Malpensa, per non dare ai giornalisti l’occasione di gettare altra benzina sul fuoco.

Tuttavia è certamente un genio che ha rivoluzionato il trasporto aereo europeo, dà lavoro (e poco stipendio e meno ancora tutele à la Camusso) a un sacco di gente, manda su e giù per il continente milioni di persone, toccando ferro non ha mai avuto incidenti con vittime, non ha peli sulla lingua ad esempio quando definisce la Brexit un’idiozia pericolosa e, soprattutto, questo problema di Ryanair è principalmente dovuto ad un aggiustamento delle normative che non si ripeterà. Per la carenza di piloti dovrà aumentare i loro stipendi e non saremo noi a piangere per lui. Io mi accontento di sapere che paga le tasse, in Irlanda dove gliene chiedono poche e che non devo pagare io le tasse per mantenere Ryanair in vita, come invece mi capita con Alitalia.

C’è da sospettare invece della stampa italiana, così pronta a dare addosso a Ryanair in modo esagerato. Bluff o no, Ryanair si è candidata a comprare una larga parte di Alitalia, evidentemente a qualcuno non piace e allora perché non provare a squalificare Ryanair e impedirle di comprare e pagare Alitalia, togliendo finalmente questa piaga sanguinosa ai contribuenti?

La scadenza elettorale ha consigliato ai Tedeschi di rinviare la soluzione del caso Air Berlin a lunedì mattina, il giorno dopo le elezioni. Entrata formalmente in crisi a Ferragosto, probabilmente il caso verrà chiuso prima che finisca settembre.

Alitalia, già fallita più volte e rianimata inutilmente da Colaninno e i suoi capitani coraggiosi, da Air France, da Intesa Sanpaolo, da UniCredit, dalle Poste, da Etihad, linea aerea sexy a cinque stelle per cui ogni anno, da anni, è previsto il pareggio entro dodici mesi e il profitto dopo ventiquattro, è entrata in Amministrazione Straordinaria il 2 maggio, ha ottenuto seicento milioni di finanziamento a sei mesi a carico di noi contribuenti e tranquillamente si parla di estendere la scadenza del prestito e prevedere l’operatività in Amministrazione Straordinaria per almeno altri nove mesi, nonostante ci sia un bando per venderla al miglior offerente.

Purché il miglior offerente non sia Ryanair…

 

TAG: alitalia, Ryanair
CAT: trasporti (aerei, ferrovie, navi, bus)

5 Commenti

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  1. silvia-bianchi 3 anni fa

    La cancellazione dei voli non sarà una tragedia, ma non è neppure una piccolezza: non tanto e non solo per il fatto in sé, quanto per le difficoltà che segnala. I 700 piloti che (a quanto leggo) sono passati “al miglior offerente” raccontano di uno “stile aziendale” secondo me un po’ troppo spregiudicato. Per questo la prudenza non mi pare fuori posto, se Ryanair dovesse acquisire “una buona parte di Alitalia”

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  2. Condivido al 100% l´analisi.

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  3. gigimarts 3 anni fa

    È incredibile che ci siano persone come lei che a tutt’oggi ancora scrivono ” sono contento che Ryanair paghi le tasse in Irlanda e sono stufo di dare soldi per Alitalia…”
    Non è nemmeno in grado di controllare l’ascesa vertiginosa delle sue addizionali IRPEF regionali che servono anche a devolvere finanziamenti a profusione a questa compagnia…
    E quindi lei ha pagato e paga fior di quattrini da oltre 15 anni per mantenere Ryanair in Italia.
    In nome di un non ben definito sviluppo del lavoro e del turismo che porta, attraverso triangolazioni fiscali ammesse solo da noi, 0 centesimi di contribuzione al fisco italiano.
    Ha letto bene…0 centesimi.
    Perché 0 è il numero di dipendenti che Ryanair dichiara di avere in Italia…
    Ryanair si trova per la prima volta in difficoltà solo perché costretta a rispettare una normativa europea, ovvero i limiti di volo annuali del personale navigante.
    Se Alitalia avesse fatto una scelta del genere, il sig Vito Riggio e tutta la sua enclave di ministri al seguito sarebbero venuti giù dal trespolo e avrebbero bloccato le licenze in men che non si dica.
    Se Ryanair fosse costretta in Italia a rispettare le regole di un mercato aperto uguale per tutti … avrebbe il 18% ( media europea compresa Irlanda…) circa dei passeggeri trasportati e non oltre il 30% come gli è garantito da noi..
    Garantito da fior di tasse che paghiamo noi ( anche lei spero ) e dal totale disprezzo delle regole nazionali.
    Meno male che c’è la comunità europea che ogni tanto vigila…
    A lei consiglio invece di controllare meglio il suo 730… magari scoprirà che ha dato più soldi a Ryan che ad Alitalia…
    Nb; i voli cancellati sono 702 solo in Italia…

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  4. dario-monai 3 anni fa

    Il biglietto alla Ryanair lo pagate ogni volta che pagate le tasse, anche se non volate. Le aziende aeroportuali e le regioni pagano annualmente la compagnia per avere il loro aerei parcheggiati nei loro aeroporti e garantire flusso turistico. Garantiscono servizi e benefit alla compagnia a prezzi stracciati (vedi aeroporto di Pescara). Ciò non toglie nulla alla “tragicommedia” Alitalia, ma non portate la compagnia irlandese ad esempio di etica del fare impresa. La concorrenza è scorretta sotto tutti i punti di vista e la gestione del personale è terribilmente deleteria per il diritto del lavoratore.

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  5. riccardo-lonetto 3 anni fa

    Di incompetenza da parte dei giornalisti, nei ho letti tanti. Ma dalla vuotezza conoscitiva di questo titolo, si è andati ben oltre, si è ampiamente scovato il fondo. Asserire un genio colui il quale ha evaso milioni e migliori di euro di tasse, contributi, ha privatizzato gli utili socializzando le perdite finanziate dagli enti locali e regionali attraverso gli aeroporti. Non capirci che è sempre solo stato, Ryanair, funzionale al l’abbattimento del costo del lavoro e erosione di diritti. Ha prodotto un costo sociale con più 30,000 licenziamenti nel trasporto aereo italiano per raggiungere l’obiettivo prefissato dalla politica europea congiuntamente con l’industria neoliberista. In un settore in crescita costante, in Italia si licenzia e sono fallite 3/4 delle compagnie italiane negli ultimi 10 anni. Quanto è costata Ryanair GENIO di un giornalista, se così ti si può chiamare. Hai talmente una visione ridotta che non capisci che Ryanair ha raggiunto la funzione prefissata. Ora comincia il ridimensionamento. La corte di giustizia europea ha deliberato che le cause di lavoro dovranno essere impugnate negli Stati nazionali dove operano e stanziano gli equipaggi, e non nell ultraliberale schiavista Irlanda. Oltre a un esborso che si preve molto oneroso per via dei risarcimenti che dovranno erogare agli equipaggi che impugneranno, saranno negoziati contratti di lavoro REGOLARI e non capestri. Vefogngati e studia. Mi tolgo immediatamente da STATI GENERALI siete penosi

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