Luciano
Belli Paci

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Fa l'avvocato civilista a Milano, dove è nato (1958); le sue convinzioni socialdemocratiche non sono mai cambiate, anche se alcuni che un tempo le consideravano un'eresia di destra oggi le considerano un'eresia di sinistra.

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Ultimi commenti

Pubblicato il 15/03/2021

in: Caro Pd, occhio: Letta è l’ultimo giro di mazzo, poi resta solo lo scioglimento

Caro Jacopo, secondo logica dovrebbe essere così come scrivi. Ma col Pd siamo sempre alla penultima spiaggia. C'è un partito degli eletti che preferisce la morte per consunzione alla presa d'atto del fallimento del progetto Pd ed alla ripartenza su basi nuove. Se così non fosse avrebbero riconosciuto da tempo che, come è [...] evidente, non si tratta di una buona idea realizzata male, ma di un'idea sbagliata.

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Pubblicato il 09/03/2021

in: Zingaretti e i radical chic

questa idea consolatoria della "mutazione genetica" che sarebbe stata operata da Renzi è completamente avulsa dalla realtà e, tra l'altro, renderebbe inspiegabile perché mai Renzi abbia potuto impadronirsi del partito e rimanerne dominus per anni con un consenso bulgaro. Il Pd non è una buona idea realizzata male, era proprio un'idea sbagliata. Qualcuno [...] lo disse allora e pagò un prezzo. Adesso che lo vedono anche le talpe, è ora di riconoscere che va destrutturato per ristrutturare un quadro politico che abbia un senso.

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Pubblicato il 11/06/2018

in: Saragat e il socialismo democratico

Ringrazio Pasquale Hamel per questo bel ricordo di Giuseppe Saragat. Se i socialisti nel 1947 avessero seguito lui invece di fare i vassalli di Togliatti, avremmo avuto anche in Italia una grande socialdemocrazia e l'alternanza al governo tra conservatori e progressisti. Come nel resto dell'Europa democratica. In quel momento cruciale la sinistra [...] italiana si è giocata il futuro.

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Pubblicato il 20/04/2018

in: Giorno della Memoria dei caduti: israeliani e palestinesi uniti dal lutto

Errara corrige: Molte feste nazionali vengono celebrate nonostante il dolore provocato a popolazioni sconfitte/scacciate/sottomesse/espulse. Per decenni in Italia abbiamo festeggiato in pompa magna l'anniversario della vittoria il 4 novembre, che per i nostri concittadini del Sudtirolo rappresentava una terribile sconfitta e la perdita dell'indipendenza. India e Pakistan festeggiano le rispettive nascite, nonostante i [...] 15 milioni di profughi che dovettero abbandonare le loro case per sfuggire alle rispettive pulizie etniche. La ex Jugoslavia e poi gli Stati che ne sono derivati hanno sempre festeggiato la rinascita nazionale benché sia stata accompagnata dalle foibe e dall'esodo di 300.000 italiani. Insomma, il problema non mi pare il fatto che gli israeliani festeggino gioiosamente una patria ritrovata dopo circa 1900 anni di esilio e persecuzioni. Il problema è, invece, che i Palestinesi non abbiano avuto la loro, di Patria. Un problema che ebbe inizio allorché nel 1948 gli Stati Arabi occuparono i territori dove sarebbe dovuto nascere lo Stato arabo-palestinese, e che perdura fino ad oggi a causa dell'occupazione israeliana del 1967 e poi del fallimento degli accordi di Oslo del 1993 e delle trattative del 2000 di Camp David e Taba. Si tratta di due questioni che vanno tenute distinte, a meno che non si pensi che la patria alla quale i Palestinesi hanno diritto debba esistere al posto di Israele e non, come decise l'Onu, al suo fianco.

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