Jonathan Maria Rivolta

Cronaca

Chi è Jonathan Maria Rivolta, che ha ucciso un ladro in casa sua a Lonate Pozzolo

Jonathan Maria Rivolta è indagato per la morte di un ladro ferito durante un tentativo di furto nella sua abitazione a Lonate Pozzolo, nel Varesotto. La Procura indaga per chiarire se l’intervento rientri nei confini della legittima difesa

15 Gennaio 2026

Jonathan Maria Rivolta, 33 anni, è l’uomo al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Busto Arsizio dopo la morte di un 37enne ferito durante un tentativo di furto in una villetta a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Due lauree, una magistrale in Economia e l’altra in Scienze della Comunicazione, è appassionato di arti marziali. Ha anche un dottorato in management. Rivolta è il proprietario dell’abitazione in cui si sono svolti i fatti e, secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, avrebbe reagito a un’aggressione avvenuta all’interno della sua casa.

L’episodio si è verificato nella tarda mattinata di mercoledì 14 gennaio. Secondo le prime ricostruzioni, almeno tre persone avrebbero tentato di introdursi nell’abitazione dopo aver suonato ripetutamente al citofono, convinte che la casa fosse vuota. Una volta forzata la porta, due uomini sarebbero entrati in casa trovando però Rivolta all’interno.

La colluttazione e il ferimento

Stando alla versione fornita agli inquirenti, Jonathan Maria Rivolta sarebbe stato aggredito dagli intrusi con calci e pugni. Durante la colluttazione, l’uomo avrebbe afferrato un coltello da trekking, colpendo uno degli aggressori al torace. Il ferito, Adamo Massa, 37enne di etnia rom con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato caricato in auto dai complici e trasportato all’ospedale di Magenta, dove è morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

Rivolta ha riferito di aver reagito in modo istintivo, nel tentativo di difendersi dall’aggressione. Le sue dichiarazioni sono ora al vaglio della magistratura, che sta verificando la dinamica dell’accaduto attraverso rilievi tecnici, testimonianze e accertamenti medico-legali.

Le indagini e l’ipotesi di legittima difesa

La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per tentata rapina, mentre la posizione di Jonathan Maria Rivolta resta al momento al centro degli approfondimenti investigativi. Non sono state formalizzate accuse definitive: gli inquirenti dovranno stabilire se ricorrano i presupposti della legittima difesa, in particolare quelli legati alla proporzionalità della reazione e alla percezione del pericolo.

La “nuova legge” sulla legittima difesa (Legge n. 36 del 2019) ha introdotto principalmente la presunzione di proporzionalità e di legittima difesa per i casi di difesa domiciliare, facilitando la reazione a violazioni di domicilio e rendendo più difficile l’accusa di eccesso colposo, escludendo responsabilità civile se la difesa è proporzionata, e prevedendo un’indennità in caso di eccesso colposo, ma senza eliminare la valutazione giudiziaria per accertare la sussistenza effettiva dei presupposti. Elementi come la violenza subita, l’impossibilità di fuga e l’immediatezza della minaccia saranno determinanti per l’esito dell’inchiesta.

Reazioni e clima di tensione

La morte del 37enne ha provocato momenti di tensione anche fuori dalla villetta. In particolare, all’ospedale di Magenta si sarebbero registrati disordini e proteste da parte di familiari e conoscenti dell’uomo deceduto, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Parallelamente, i famigliari e i concittadini di Rivolta hanno sottolineato il timore diffuso tra residenti per i frequenti casi di intrusioni e furti nella zona, mettendo in luce le ansie legate alla sicurezza domestica e alle misure di protezione personale. Intorno alla villa di Rivolta sarebbe partito autonomamente un pattugliamento delle «famiglie» che gravitano nella zona. L’obiettivo: scoraggiare eventuali rappresaglie in arrivo dai campi nomadi.

Il caso di Lonate Pozzolo si inserisce così in un contesto più ampio, in cui episodi simili riaprono ciclicamente il confronto pubblico sul confine tra autodifesa e uso eccessivo della forza, oltre alle responsabilità penali connesse.

Un caso destinato al vaglio giudiziario

Nei prossimi giorni saranno decisivi gli esiti dell’autopsia e degli accertamenti tecnici disposti dalla Procura. Solo al termine delle indagini preliminari sarà possibile chiarire se la condotta di Jonathan Maria Rivolta rientri nei limiti della legittima difesa o se emergano profili di responsabilità penale.

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