Mondo
Trump, Putin, Xi e le sfere d’influenza
Le nuove sfere d’influenza
L’arresto del Presidente Nicolas Maduro è l’ultimo tassello di un riequilibrio geopolitico mondiale che va componendosi sotto l’idea delle sfere di influenza. Una visione novecentesca, oggi di nuovo di gran moda, molto meno ambiziosa della visione emersa dopo il 1989, dopo la fine della Guerra Fredda, quando – pur con tanti errori – l’ambizione era quella di veder affermare il diritto internazionale, con la diffusione della democrazia e della libertà quali fondamenta per ambizioni individuali e prosperità nazionali.
La teoria delle sfere d’influenza in verità non è mai morta. Piace molto a Wladimir Putin quando rivendica la propria influenza su aree e paesi del pianeta più affini geograficamente, culturalmente e storicamente (Bielorussia, Georgia, Cecenia, Ucraina…). Con il rapimento di Nicolas Maduro gli Stati Uniti si pongono di fatto nel solco di questa “nuova” tesi, di un sistema “nuovo” e migliore a garantire la stabilità mondiale. Questo non significa né giustizia, né democrazia. Significa solo controllo e stabilità, essenza di qualsiasi soggetto imperiale. L’occupazione della Striscia di Gaza e lo sconfinamento in Cisgiordania – sempre più inquietante – sono altri esempi della tesi dell’influenza geopolitica. Stessa cosa quando la Cina fa pressioni nel sudest asiatico. Manca insomma il principe Metternich, mancano gli edifici viennesi e gli incontri reali, ma sembra di essere di fronte a un Congresso di Vienna (1815) dei giorni nostri, da sbirciare attraverso le storie di Instagram.
La prossima mossa sullo scacchiere internazionale potrebbe essere a questo punto quella di Xi Jinping. La promessa di un’invasione della pacifica isola di Taiwan è già stata ribadita nel discorso di fine anno. Non vi è dubbio che la capacità di analisi cinese stia portando a studiare la differenza tra due operazioni dall’esito ben differente: quella russa e quella americana, propendendo ovviamente per la seconda. I cinesi vantano dalla loro una capacità di copiare e riprodurre non secondaria. In questo caso però l’isola di Taiwan presenta differenti peculiarità. Una su tutte quella di essere una democrazia economicamente avanzata, libera dalla fine della seconda guerra mondiale, dove nessun partito chiede l’annessione o l’invasione cinese.
Come per tutte le teorie politiche o geopolitiche stiamo assistendo a una rapida evoluzione ideologica, un’evoluzione che sta frantumando il diritto internazionale e che passa dalle parole ai fatti, con conseguente centralità dell’uso della forza, di chi ha il potere di imporre scelte o decisioni agli altri, siano esse economiche (dazi) o militari (golpe). In questo gioco di forze che non lascia intravedere nulla di buono, i 27 paesi europei – se divisi e diffidenti come spesso è accaduto di vedere – saranno il miglior target (economico) da dover influenzare.
Devi fare login per commentare
Accedi