“Mountain Lockdown”: viaggio nelle montagne senza umani

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15 Maggio 2020

Quasi due mesi senza esseri umani. Il soggetto classico di un racconto di fantascienza. L’incubo di una guerra o di un’epidemia. Il sogno di molti altri viventi che popolano il pianeta, e stanno sotto di noi nella catena alimentare. Per vedere la terra senza elementi antropici recenti dobbiamo andare sempre più lontano, nello spazio o con la fantasia. Fino a quando, appunto, per due mesi non siamo obbligati tutti a stare in casa e, soprattutto, a stare lontano dalla natura che frequentiamo spesso. Dai posti che più amiamo. Così, li abbiamo visti allo sfinimento nelle settimane scorse, i delfini tornano a solcare i canali di Venezia. Meno facile, meno immediato, è immaginare cosa è successo sulel nostre montagne. Perchè una Venezia in montagna non c’è, sicuramente, e perchè la montagna per definizione richiede la pzienza, il viaggio, il lungo cammino per ssere davvero raggiunta.

Qualcuno l’ha fatto, e ha deciso di andare a vedere, dopo quaranta giorni dall’inizio della gelata primaverile che ha chiuso gli italiani nelle loro abitazioni, cosa stava succedendo nelle montagne italiane, un patrimonio vario, che accoglie dentro di sè paesaggi ed ecosistemi diversi, le terre in cui le vite su terrazzamenti scoscesi piombano fino in pianura e quasi si incontrano con gli uliveti, e quelle in cui ancora a maggio resistono le ultime lingue di neve ai piedi di vette dolomitiche. Sono stati qui, sulle Apuane e sui sentieri liguri da Portovenere alle Cinque Terre, sull’Appennino tosco-emiliano e sulle Piccole Dolomiti, i due giornalisti, soci dell’agenzia bolognese “Cervelli in azione” Stefano Mandelli e Luca Calzolari, che è anche direttore della rivista del CAI – Club Alpino Italiano. Hanno lavorato coi droni di un’altra realtà bolognese, AirPixel, e il risultato è «Mountain Lockdown – Il racconto della montagna al tempo dell’emergenza Covid-19», un instant-doc che uscirà nelle prossime settimane e di cui sono disponibili due teaser emozionanti, che non hanno bisogno di troppe parole per essere gustati.


Il viaggio di Luca e Stefano proseguirà nei prossimi giorni, nelle prossime settimane. Le prossime tappe le potremo seguire tutti qui. Sarà un modo diverso per ricordare questo tempo, doloroso e inimmaginabile, che abbiamo attraversato, e che ci ha visto chiuderci – quasi nasconderci – in casa per “paura” di una natura con cui abbiamo perso la misura. Sarà anche, infine, l’occasione per pensare che a non tanti chilometri da noi ci sono alcune delle montagne più belle del mondo. Andarci, o tornarci, potrebbe essere un buon obiettivo per la fine delle restrizioni e per le prossime vacanze. Naturalmente, “in punta di piedi.”

TAG: cervelli in azione, mountain lockdown
CAT: Beni comuni, tutela del territorio

Un commento

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  1. alidaairaghi 2 mesi fa
    Bellissime immagini. Nel silenzio la montagna ritrova se stessa.
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