La grid parity all’italiana

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13 febbraio 2016

Per ogni kWh consumato, 6 centesimi vanno alle rinnovabili, 5  al fornitore e 6 per gli altri oneri di sistema, accise, tasse e IVA.

Quattro anni fa, Monti si accorse che erano ancora tanti i furbetti che chiedevano incentivi per nuovi impianti di rinnovabile e ne limitò il tetto massimo annuo.

Renzi ha nascosto la polvere sotto il tappeto, spalmando gli incentivi su un periodo più lungo e scaricando debito e interessi sulle bollette dei nostri figli.

Il conto annuo é oggi di 13 miliardi di euro e c’è ancora qualche buontempone che parla a sproposito di grid parity.

La grid parity si raggiunge quando l’energia prodotta con sole e vento costa quanto produrla con il fossile e le due energie sono disponibili in rete.

Vero é che con sole e vento migliora il  clima, ma quanto ci costa e chi ci guadagna?

La grid parity va valutata da due punti di vista: da quello che l’energia la produce e la vende allo stato, che siamo noi e da quello di chi la compra e la paga, che risiamo noi.

In Italia le grid parities sono due: quella raggiunta con gli incentivi e l’altra, che senza incentivi, non esiste. Non esiste perché se ci fosse stata avrebbe ridotto drasticamente la differenza tra il prezzo all’ingrosso e quello al dettaglio.

La grid parity all’italiana è onirica: cioè é bello bruciare meno fossile e mantenere l’aria pulita, peccato però che tutto venga posto a carico dei consumatori e dei cittadini.

Per il consumatore é anzi andata peggio perché ora non solo non può approfittare della caduta del prezzo del petrolio, ma paga sempre di più i produttori di rinnovabile.

E così, dopo i tedeschi, abbiamo l’energia più cara di tutta europa.

Se avessimo per tempo previsto queste distorsioni e avessimo “sbottigliato” il sole del sud verso il nord, o solo verso la Sicilia, o il vento della Sicilia verso il continente, potremmo oggi parlare di grid parity.

E siccome le rinnovabili sono discontinue,sono sempre le  nostre bollette, a pagare la disponibilità delle centrali a fossile, anche se non producono.

E come possono diminuire così le bollette?

Avessimo, con tali risorse, strutturato e alimentato una filiera industriale! I pannelli sono cinesi, le pale tedesche, gli inverters cinesi, i quadri di potenza francesi e tedeschi, i contatori cinesi.

In compenso i fondi verdi ci sfilano i soldi dalle tasche con ogni bolletta e li spediscono esentasse all’estero, per la felicità delle banche.

Si sarebbe dovuto fare come in Germania dove sono i consumatori a beneficiarne e non gli speculatori. L’energia costa più che da noi, ma è stata creata un’intera filiera industriale.

Noi spenderemo 200 miliardi di euro e non avremo creato nulla se non una montagna di debiti, che peseranno sulla prossima generazione, a meno dello scoppio della bolla.

 

TAG: decreto spalmaincentivi, energia rinnovabile, gridparity
CAT: Bollette e tariffe, energia

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