The Two Popes: finire il decennio sulle spalle dei giganti Benedetto e Francesco

31 Dicembre 2019

Non è poi così importante la disputa attorno alla “capacità” di questo 31 dicembre 2019 di finire o meno il secondo decennio del terzo millennio. Lo è, ancora di meno, dopo aver assaporato “The Two Popes”,  diretto da Fernando Meirelles, sceneggiato da Anthony McCarten e disponibile su Netflix, che peraltro ha prodotto l’opera. Il film è in effetti un perfetto commiato al decennio – e che finisca quando vuole – perché rappresenta l’incontro, il passaggio di testimone, l’inattesa amicizia tra due grandissime personalità del nostro tempo e tra due indiscutibili protagonisti di questo primo scorcio di secolo. Quella che trovate qui, naturalmente, non è una recensione di un film che pure, da profano, posso definire stupendo, recitato in maniera straordinaria dai due protagonisti, e costruito con maestria nei dialoghi, sia quelli teologici sia in quelli lievi e ironici, spesso giocati sul paradosso di due storie umane ed ecclesiali tanto diverse. Senza dimenticare i caratteri nazionali, mai perduti nè rinnegati da nessuno dei due, di un tedesco e di un argentino.

Parliamo di Joseph Ratzinger, eletto Papa e capo della Chiesa Cattolica nel 2005, dopo la morte di Karol Wojtyla, e dimessosi nel febbraio del 2013. Un momento che proprio su queste pagine abbiamo avuto il privilegio di immortalare intervistando, poco prima della sua morte, Silvano Fausti, che è stato molto vicino a Carlo Maria Martini, altro grande protagonista della Chiesa diegli scorsi decenni e di quei passaggi di testimone, e che raccontò tra i primi, e tra i più informati, di una realtà meno schematica di quanto piaceva ai media, affezionati al cattivo “pastore tedesco” Ratzinger, e al buono e progressista Bergoglio o, viceversa, a seconda dei punti di vista, al “vero Papa” Ratzinger e all’impostore che sta svendendo la retta fede Bergoglio. È tanta è la voglia di confermare lo schematismo che qualche libellista, forse timoroso di perdere i suoi lettori, legge anche questo film come conferma della contrapposizione ideologica: speriamo, almeno, che abbiano commentato il film senza averlo visto, che sarebbe più grave non l’avessero capito.

Ma torniamo alla nostra storia. A Ratzinger, appunto, succederà Jorge Bergoglio, eletto al soglio pontificio con il nome di Papa Francesco. La rappresentazione stereotipata dei due uomini di Chiesa come acerrimi avversari è, insieme, accolta e sorpassata di slancio dal film che attraversa tutto il loro rapporto, nato per contrapposizione durante il conclave che elesse Ratzinger e maturato in maniera del tutto inattesa negli anni, fino all’elezione dello stesso argentino a successore di Pietro.

Il racconto di McCarten e Meirelles è dunque il viaggio dentro un decennio, quello a cavallo dei primi due decenni del Millenio, e dentro i sentimenti profondi di due grandi vecchi che hanno attraversato il mondo e la storia, stando decisamente vicini al cuore delle cose che stavano succedendo. Lungo il film riavvolgiamo il filo di una vita, quella di Bergoglio, già giovane tanguero che piaceva alle donne come loro piacevano a lui, poi nell’Argentina della dittatura e su su fino alla cordigliera delle Ande, dove un gesuita ormai cinquantenne e che pareva lanciato verso i vertici della sua chiesa si trova a ricominciare daccapo, dove si scopre il dubbio del fallimento e del tradimento più grande. La sua figura ci appare fedele a quello che di lui abbiamo imparato ad amare in questi anni, e la sintetizza lui stesso, sullo schermo, tra le battute più felicemente autoironiche del film: “Lo sai come fa un argentino a suicidarsi? Sale in cima al suo ego, e poi si butta giù”.

I Two Popes è, naturalmente, un film su due uomini di grande fede: e non si dà grandezza della fede senza grandezza del dubbio. Dubbio sulla propria condotta – “non sei Dio”, dirà Benedetto XVI al Cardinale di Buenos Aires, invitandolo a una maggiore autoindulgenza e insieme a una maggiore umiltà – e dubbio sulla presenza, la vicinanza, perfino la bontà di Dio, mentre le volte della storia lambiscono lo scandalo dello IOR, il dramma della pedofilia nel cuore della chiesa, le resistenze di una curia romana che tutto sembra volere, fuorchè la purificazione che entrambi i pontefici cercano di portare.

Ma non è, questo, un film che ha bisogno della fede per essere visto. È, anzi, un film che fa bene a tutti, perché ci riporta ai fondamentali del nostro stare al mondo: l’amicizia, che spesso è un regalo inatteso, la capacità di cambiare senza compromettersi, o di ammettere che il compromesso non ci rende per forza persone peggiori, anzi. È infine il film su due uomini che rappresentano un’istituzione globale e millenaria in crisi, e ne sono entrambi diversamente consapevoli. Si scopriranno capaci di cambiare, di capire l’altro, senza rinnegare se stessi, sconfiggendo però la forza del pregiudizio che ciascuno di noi porta sempre, da qualche parte.

E così, di cuore, buon fine d’anno e buon inizio di 2020 a tutti noi. I due Papi, intanto, ci aiutano a ricordarci – con la fede in Dio, oppure senza – il privilegio e il dovere di essere umani.

 

 

TAG: Benedetto XVI, bergoglio, francesco, netflicx, ratzinger, the two popes
CAT: Cinema

4 Commenti

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  1. andrea-lenzi 9 mesi fa

    papa woitjila ha detto esplicitamente che le donne sono esseri inferiori al punto e usava il cilicio per avvicinarsi a dio. papa ratzinger, oltre a ribadire il conscetto, ha favorito la copertura dei preti pedofili ed altre porcheriole simili.

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  2. andrea-lenzi 9 mesi fa

    nel 2020 dovremmo cominciare a staccarci dalla superstizione religiosa sulla scorta della storia, che mostra quante divisioni e imposizioni la superstizione cattolica comporti: ancora oggi non si può fare ricerca sulle staminali embrionali, i chirurghi non possono fare pratica su cadaveri, due cittadini no npossono sposarsi se omosessuali, due cittadini uniti di fatto non possono adottare, la scheda 8×1000 è fatta per poche superstizioni religiose e con imbroglio finisce tutto alla chiesa cattolica, che poi da il solo 10% in beneficenza, nelle scuole ed ospedali ancora sono imposti i crocefissi di modo da influenzare i più influenzabili, DIREI CHE QUESTI FILM ANDREBBERO BOICOTTATI, ALMENO QUANTO I CRSITIANI BOICOTTANO I FILM A LORO SGRADITI

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  3. uldio-calatonaca 9 mesi fa

    Il film in oggetto, i due Papi, chi qui vi scrive l’ha visto e di questo soprattutto parla l’articolo di Tondelli. Bene, intanto vede giusto l’articolista nel dire che la storia dei due Papi, con uno che si dimette e un’altro che subentra non dopo la sua morte ma al contempo, è qualcosa di straordinario ed emblematico. Non ci sono dubbi:non accadeva da secoli e non è mai avvenuto in tempi moderni e già questo vale il senso di dedicare un film. Qualcuno può mettere in dubbio questo? Si sono fatti e si fanno film, serie Tv, libri, graphic-novel … sui più svariati avvenimenti e personaggi e a qualcuno può sembrare illecito o sbagliato fare un film su due Papi che si danno il testimone? No, ecco perché in primis va riconosciuto merito al soggetto del film. Vorrei solo accennare al fatto che la religione cristiana e la sua Chiesa (anche se divisa in più filoni) è la più longeva (cioè che sopravvive da più tempo ininterrotto) e la più numerosa associazione al mondo. Possiamo pensarla come vogliamo ma questo è un dato oggettivo e pesantissimo. Se nei secoli miliardi e miliardi di persone in varie latitudini del mondo intero hanno avuto ed hanno riferimenti con questa istituzione una qualche importanza filosofica, sociologica mentale e politica l’avrà? Non stiamo narrando della rilevanza di Lady Gaga Harry Potter, Fonzie o Ronaldo, per i quali si spendono fiumi di parole attenzioni e commenti ( leciti per carità, ognuno parla e si interessa di ciò che vuole o … si merita) ma dei vertici attuali della religione cattolica-cristiana. Se non sono queste due (Benedetto e Francesco) tra le persone più influenti e rappresentative dei nostri ultimi anni chi lo è? Detto ciò arriviamo al film non è da buttare alle ortiche, forse ha un taglio poco d’effetto in quanto a tecnologie inquadrature effetti sonori ma certo era difficile bilanciare modernità cinematografica a questioni interne ed interiori quali quelle religiose. Però è un buon film, va senza dubbio visto. Riesce sicuramente ad interessare oltre che emozionare sapendo riportare la nostra riflessione a tematiche – sebbene viste da dentro il contesto Chiesa – importanti per tutti. Ho detto tutti. L’interpretazione dei due protagonisti poi arricchisce ulteriormente il prodotto, non ha nulla da invidiare a tanti ruoli ben svolti da attori del momento. Un saluto allora insieme al consiglio: guardate I due Papi e dite (agli altri ed a voi stessi) se è stato tempo perso o utile.

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  4. alding 9 mesi fa

    Caro Lenzi, non vale la pena di perdere tempo con te, salvo compatirti, ovvero avere compassione di un uomo (tu) che sembra vivere di odio e non capace di ascoltare e prendere in considerazione ciò che altri credono. Penso che la tua vita sia ben triste!

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